Guardia di Finanza - Comando regionale
GdiF Firenze: prosegue l'attività della Guardia di Finanza nel contrasto della contraffazione
Sequestrati oltre 6000 articoli falsi
Per delega e su autorizzazione del Procuratore della Repubblica di Firenze, si comunica quanto segue, stante l’interesse pubblico alla conoscenza dei fatti, alla luce della loro rilevanza.
La Guardia di Finanza di Firenze prosegue nella sua incessante azione di contrasto della contraffazione, un fenomeno illecito pervasivo che mina gravemente il tessuto economico italiano, interessando in maniera diffusa anche il territorio della Regione Toscana, ove vengono spesso scoperti vari anelli della filiera criminale del falso, dai negozi e show-room fino ai depositi.
In tale contesto, le Fiamme Gialle, su impulso del Comando Provinciale Firenze e in attuazione delle direttive del Comando Regionale Toscana, già da mesi hanno predisposto uno specifico piano d’azione, caratterizzato da preventiva e mirata attività di analisi del rischio, volta ad individuare, sia nel capoluogo che nell’hinterland, i luoghi di stoccaggio della merce contraffatta e interromperne l’illecita commercializzazione.
Proprio di recente, questa strutturata attività info-investigativa ha condotto diversi reparti del Corpo ad effettuare vari interventi di rilievo, che hanno consentito di sottrarre dal mercato consistenti quantitativi di prodotti riproducenti in maniera artefatta, benché estremamente fedele, quelli utilizzati dalle case madri titolari del marchio.
In una circostanza, presso un capannone, cosiddetto “alveare”, ubicato nella periferia del comune di Sesto Fiorentino (FI), nella disponibilità di svariate ditte individuali operanti nel settore della produzione di abbigliamento e accessori, i militari del 2° Nucleo Operativo Metropolitano Firenze hanno sequestrato 6231 oggetti, tra borse e accessori di vario tipo, riportanti il logo contraffatto di un noto marchio di lusso francese.
Nell’ambito di tali operazioni, il responsabile dell’attività commerciale controllata è stato denunciato alla competente Autorità Giudiziaria per l’ipotesi di reato prevista dall’art. 473 c.p., mentre sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi finalizzati a ricostruire i canali di approvvigionamento, la rete di distribuzione e i relativi flussi finanziari, oltre a verificare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti lungo la filiera.
Le attività svolte in materia di anticontraffazione, come dimostrato dalle recenti operazioni concluse, testimoniano come tali illeciti non abbiano natura episodica ma siano inquadrabili all’interno di un vero e proprio fenomeno illecito, che la Guardia di Finanza sta cercando di aggredire in maniera decisa, sistematica e capillare, tanto con l’attività preventiva di controllo del territorio quanto con attività investigative più ampie e penetranti.
Del resto, l’attenzione del Corpo verso questo settore di servizio non è solo diretta alla difesa del mercato, ma si pone quale reale e concreto presidio a tutela dell’intero sistema economico nazionale, e toscano in particolare, che esprimono soprattutto nel settore dell’abbigliamento vere e proprie eccellenze del “made in Italy”, riconosciute a livello internazionale.
Come se non fosse sufficiente, tale fenomeno alimenta la concorrenza sleale verso aziende “sane”, con considerevoli ricadute negative in termini di gettito per l’Erario, alimentando reti criminali radicate, che spesso si avvalgono di manodopera sfruttata e irregolare, con impatti devastanti sul tessuto sociale.
Ma la contraffazione di prodotti commerciali può essere fonte anche di pregiudizio per la salute umana: gli articoli falsi, chiaramente, non rispettano le rigide regole di sicurezza imposte alle merci genuine, con il rischio di arrecare danni agli inconsapevoli consumatori, basti pensare al caso di giocattoli e altri beni destinati ai bambini.
Il piano di azione anticontraffazione conferma il ruolo strategico della Guardia di Finanza quale presidio insostituibile di legalità economica. Attraverso pianificazione, intelligence, analisi di rischio e interventi mirati, il Corpo difende imprese e consumatori, tutelando la competitività del Paese.
Le Fiamme Gialle ricordano infine che ogni cittadino può contribuire alla lotta contro la contraffazione segnalando attività sospette al numero 117: un gesto che significa difendere la legalità, sostenere chi produce nel rispetto delle regole e proteggere la collettività.
Si precisa che i relativi procedimenti penali vertono ancora nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo all’esito di sentenza irrevocabile di condanna.
16/09/2026 12.12
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