Città Metropolitana di Firenze
La stagione autunnale 2026 del Musicus Concentus. Canto medievale ed elettronica per la prima assoluta di 'Boosta' in Cattedrale
Da settembre a dicembre, il nuovo capitolo di Tradizione in Movimento intreccia canzone d’autore e jazz internazionale, dal Museo dell’Opera del Duomo alla Sala Vanni, con le rassegne dedicate alle nuove generazioni a Vicchio e Livorno
Nel cuore del Duomo di Firenze, uno dei luoghi simbolo dell’arte e della spiritualità occidentale, il canto sacro medievale incontrerà l’elettronica di Davide “Boosta” Dileo in Lux Non Finita, nuova produzione originale del Musicus Concentus e dell’Opera di Santa Maria del Fiore, concepita appositamente per questo spazio e presentata in prima assoluta il 19 novembre. È uno degli appuntamenti centrali del nuovo capitolo autunnale di Tradizione in Movimento, in programma dal 24 settembre a dicembre tra Firenze, Vicchio e Livorno.
Si rinnova e si amplia così la collaborazione con l’Opera di Santa Maria del Fiore, avviata nel 2022 e articolata quest’autunno in tre appuntamenti al Museo e nell’evento speciale in Cattedrale. Accanto a questo percorso, in Sala Vanni si celebrano i 10 anni di A Jazz Supreme con un evento speciale con Paolo Fresu tra musica e parole, mentre Jazz Prime e My Generation offrono ai musicisti delle nuove generazioni occasioni di confronto con il pubblico.
Le attività del Musicus Concentus beneficiano del contributo del Ministero della Cultura, della Regione Toscana, del Comune di Firenze, della Città Metropolitana di Firenze, e di Fondazione CR Firenze, nonché del sostegno dell’Opera di Santa Maria del Fiore per i concerti al Museo dell’Opera del Duomo e in Cattedrale.
«La nostra istituzione ha festeggiato pochi giorni fa 730 anni dalla sua fondazione – spiega Luca Bagnoli, presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore – e, grazie alla collaborazione con Musicus Concentus, abbiamo creato un dialogo tra passato e contemporaneo. Un percorso innovativo che ha permesso di portare artisti e generi musicali che, in precedenza, non avevano trovato spazio in questo contesto. Ne è un esempio il prossimo concerto in Cattedrale, quando il canto sacro medievale incontrerà l’elettronica di Boosta, ma anche Motta al Museo dell’Opera del Duomo. Abbiamo realizzato un ricco programma di concerti, tutti offerti gratuitamente alla città di Firenze».
«La stagione autunnale del Musicus Concentus conferma la qualità di una realtà che da anni rappresenta un punto di riferimento nel panorama musicale toscano e nazionale – sottolinea l’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti –. Un progetto capace di tenere insieme ricerca e tradizione, grandi interpreti e nuove generazioni, facendo della contaminazione tra linguaggi uno dei suoi elementi più significativi. Il programma di quest’anno lo dimostra con particolare forza: dall’incontro tra il canto sacro medievale e l’elettronica di Boosta, in un luogo straordinario come la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, fino al jazz internazionale e a Paolo Fresu, protagonista delle celebrazioni per i dieci anni di A Jazz Supreme. Sostenere esperienze come questa significa, per la Regione, investire in una cultura viva, aperta alla sperimentazione e, allo stesso tempo, capace di valorizzare il nostro patrimonio e di offrire spazio e opportunità ai giovani talenti».
«Questa nuova stagione dimostra la capacità di Firenze di unire memoria storica e creatività contemporanea, in un dialogo raffinato tra epoche e luoghi simbolici», dichiara l’assessore alla Cultura Giovanni Bettarini. «Portare la ricerca sonora di Boosta all’interno del Duomo, in dialogo con il canto sacro medievale, la Cappella Musicale della Cattedrale e l’Ensemble Suoni Riflessi, è un evento straordinario che ne valorizza l’anima spirituale e acustica. Il legame con l’Opera di Santa Maria del Fiore e la Sala Vanni conferma la volontà di celebrare maestri come Paolo Fresu e investire sui giovani talenti. Un grazie al Musicus Concentus e alle istituzioni coinvolte per questa preziosa rassegna».
«Il Musicus Contentus coniuga nel suo programma l’antico e il moderno, unendo in modo originale la musica sacra e quella elettronica, il jazz e la musica da camera – sottolinea Claudia Sereni, consigliera della Città Metropolitana delegata alla Cultura –, spaziando dal pentagramma classico alle forme di scrittura musicale per i sintetizzatori. Siamo contenti che questa musica colta sia, al tempo stesso, accessibile e proposta così al pubblico metropolitano».
Boosta in Cattedrale con la prima assoluta di Lux Non Finita
Studioso e appassionato di musica medievale, Davide “Boosta” Dileo, cofondatore e tastierista dei Subsonica, ha accolto l’invito del Musicus Concentus a concepire un progetto originale per la Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Nasce così Lux Non Finita (“Luce Senza Fine”), un lavoro che prende forma a partire dal canto monodico della tradizione cristiana, con particolare attenzione al repertorio gregoriano e alle altre forme della monodia sacra. Un patrimonio musicale antico viene così posto in dialogo con la sensibilità contemporanea di Boosta, attraverso una scrittura sonora essenziale e meditativa in cui le voci si intrecciano agli strumenti acustici e all’elettronica. Un incontro tra epoche e linguaggi pensato in relazione diretta con l’architettura, l’acustica e la dimensione spirituale della Cattedrale.
Giovedì 19 novembre, nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, Boosta sarà affiancato dagli archi e dagli ottoni dell’Ensemble Suoni Riflessi, formazione fiorentina diretta dal Maestro Mario Ancillotti, e dal Coro della Cappella Musicale della Cattedrale di Firenze, diretto dal Maestro Michele Manganelli. La presenza della Cappella Musicale rinnova per il terzo anno consecutivo un percorso condiviso con il Musicus Concentus, dopo le esperienze che hanno accompagnato i progetti di Antonella Ruggiero e Paco Peña.
Musicista, DJ, compositore, produttore e artista del suono, Boosta affianca all’attività con i Subsonica un percorso solista e collaborazioni con artisti come Mina, Placebo e Depeche Mode. Con Facile, album tra pianoforte ed elettronica, ha raggiunto anche le classifiche della musica classica. Si è esibito al Servant Jazz Quarters di Londra, a Castel Sant’Angelo a Roma, alla Sala Vanni di Firenze e al Teatro alla Scala di Milano, dove ha condiviso il palco con Roberto Bolle.
Gli appuntamenti al Museo dell’Opera del Duomo
Ad aprire la stagione sarà Motta, giovedì 24 settembre alle ore 21.15, ospite al Museo dell’Opera del Duomo di Indieretta Show, il salotto musicale di Francesco “Maestro” Pellegrini, cantautore e chitarrista degli Zen Circus. Un incontro tra conversazione e canzoni che arriva nell’anno del decennale di La fine dei vent’anni, l’album con cui Francesco Motta, dopo l’esperienza con i Criminal Jokers, ha inaugurato il proprio percorso solista conquistando la Targa Tenco come migliore opera prima. Cantautore, polistrumentista e compositore, Motta ha costruito negli anni una delle traiettorie più riconoscibili della canzone italiana contemporanea, confermata già nel 2018 da Vivere o morire, premiato con una seconda Targa Tenco, questa volta come miglior album. Un percorso proseguito con Semplice (2021) e La musica è finita (2023), nel quale scrittura d’autore, ricerca sonora e una forte dimensione performativa continuano a intrecciarsi. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria, fino a esaurimento posti, a partire da giovedì 17 settembre alle ore 9.30, dal seguente link:
https://bit.ly/ConcertOPA.
La voce tornerà protagonista giovedì 29 ottobre con Norma Winstone, in duo con il pianista e compositore Glauco Venier per A Jazz Supreme. Figura centrale del jazz europeo, dall’esperienza con gli Azimuth alle collaborazioni con Kenny Wheeler e John Taylor, la cantante britannica ha costruito un percorso personale nel quale improvvisazione, scrittura e sensibilità cameristica convivono con grande naturalezza. Il sodalizio con Venier, iniziato nel 1999, rappresenta uno dei capitoli più duraturi e riconoscibili della sua carriera e ha dato vita a quattro album pubblicati da ECM in diverse formazioni, a partire da Distances, candidato ai Grammy.
Quello di Tania Giannouli, giovedì 3 dicembre per I Poeti del Piano Solo, sarà un ritorno dal particolare valore simbolico: proprio con il suo concerto del 2022 prese avvio la collaborazione tra l’Opera di Santa Maria del Fiore e il Musicus Concentus. Pianista e compositrice greca, Giannouli parte da una solida formazione classica per sviluppare una personale visione del jazz, aperta alla contaminazione e alla ricerca, nella quale l’improvvisazione assume un ruolo centrale. Il suo linguaggio attraversa suggestioni e influenze diverse mantenendo una forte identità lirica e una particolare attenzione al timbro e allo spazio sonoro. Nel 2025 il sondaggio internazionale dei critici di DownBeat l’ha premiata come Rising Star Pianist of the Year, consacrandola tra le interpreti più interessanti della nuova scena pianistica contemporanea.
Paolo Fresu in Sala Vanni per i 10 anni di A Jazz Supreme
In Sala Vanni, A Jazz Supreme festeggerà il suo decimo compleanno venerdì 16 ottobre con Paolo Fresu: Trumpet Talk, una serata evento che vedrà il trombettista esibirsi per la prima volta sul palco dell’’Auditorium di Piazza del Carmine, alternando musica e conversazione in dialogo con Fernando Fanutti, presidente del Musicus Concentus. Fresu torna così nella rassegna che aveva inaugurato nel 2018, in occasione della seconda edizione, con un concerto in duo con Gianluca Petrella al Teatro Verdi di Firenze. Protagonista da oltre quarant’anni della scena jazz italiana e internazionale, Fresu ha calcato i palchi dei più importanti festival del mondo, affiancando all’attività concertistica un percorso trasversale tra cinema, teatro, arte e formazione. Un incontro pensato per celebrare i dieci anni della rassegna attraverso il racconto, le esperienze e naturalmente il suono di uno dei musicisti italiani più riconosciuti a livello internazionale.
Le nuove generazioni tra Vicchio e Livorno
Il confronto con la storia del jazz passa anche dal lavoro dei musicisti più giovani. Venerdì 23 ottobre, al Teatro Giotto di Vicchio, Jazz Prime affida agli studenti del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze due riletture dedicate a Kenny Wheeler e Piero Umiliani. Con Ten for Ken, un tentetto guidato da Alessandro Fabbri, che firma anche gli arrangiamenti, si misura con la scrittura del trombettista canadese naturalizzato britannico: melodie distese e cantabili, sostenute da un’armonia che ha contribuito a definire un’estetica europea del jazz contemporaneo.
Con Cent’anni di Piero Umiliani, il Conservatorio celebra invece, nel centenario della nascita, uno dei suoi allievi più originali. Sotto la guida di Dario Cecchini, gli studenti del Dipartimento Jazz rileggono un autore che ha portato il jazz nel cinema, nella televisione e nella produzione discografica, intrecciando ricerca timbrica, scrittura orchestrale e libertà improvvisativa. Due progetti che mettono i giovani interpreti a diretto confronto con repertori diversi, offrendo loro lo spazio per rielaborarne il linguaggio.
A Livorno, My Generation tornerà al The Cage con sei appuntamenti tra ottobre e dicembre dedicati alle nuove proposte della scena musicale italiana. La rassegna conferma così la propria vocazione di spazio di scoperta e confronto, offrendo ad artisti emergenti l’occasione di presentare dal vivo il proprio percorso, misurarsi con un palco importante e incontrare nuovi pubblici. Un calendario pensato per intercettare linguaggi, scritture e sensibilità che stanno contribuendo a ridefinire il panorama musicale contemporaneo.
Si parte sabato 10 ottobre con i Mr Bison, protagonisti al The Cage del release party di The Garden of Forgotten Dreams, sesto album della band toscana, in uscita il 25 settembre per Heavy Psych Sounds Records. Un nuovo capitolo del loro percorso tra heavy psych, progressive rock, blues e suggestioni psichedeliche anni Settanta.
Informazioni, orari, biglietti e aggiornamenti su www.musicusconcentus.com.
16/09/2026 15.32
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