Redazione di Met
Laterina Pergine Valdarno. Doposcuola, aumentano le tariffe
Il Comune risponde ai genitori e chiarisce le ragioni che hanno determinato l’aumento dei costi. Ecco cosa è stato fatto dall’ente che annuncia: “Stiamo verificando se ci sono ancora margini per ridurre le tariffe”
L’aumento delle tariffe del doposcuola accende il confronto tra alcune famiglie e il Comune di Laterina Pergine Valdarno. L’Amministrazione comunale, dopo aver ricevuto la lettera dei genitori, ricostruisce il percorso che ha portato alla definizione dei nuovi costi e annuncia che verificherà con il gestore se vi è la possibilità di ridurre la spesa a carico delle famiglie.
“Comprendiamo le preoccupazioni dei genitori – spiegano il sindaco Jacopo Tassini e l’assessore alla Scuola Barbara Sestini – perché l’incremento è importante. Proprio per questo vogliamo chiarire come si è arrivati alle tariffe attuali”.
Il punto di partenza è la volontà dell’Amministrazione di mantenere un servizio con caratteristiche precise che andasse incontro alle richieste delle famiglie: doposcuola direttamente all’interno delle scuole, senza spostare i bambini in altre strutture, e un orario prolungato fino alle 18.30, pensato soprattutto per venire incontro alle esigenze lavorative delle famiglie.
Una formula che, negli anni, si è però rivelata difficile da sostenere economicamente per gli operatori. “Nella gestione si sono succeduti diversi soggetti privati che hanno riscontrato più volte difficoltà nel sostenere i costi del personale educativo, con frequenti cambi degli educatori e problemi di continuità del servizio”, spiegano dal Comune.
Per evitare che queste difficoltà ricadessero sulle famiglie e per garantire l’accoglienza di tutti i bambini, l’Amministrazione è intervenuta direttamente, mettendo gratuitamente a disposizione i locali scolastici e integrando con risorse comunali la compartecipazione degli utenti.
La situazione è cambiata lo scorso anno, quando il soggetto che gestiva il servizio ha comunicato la volontà di non proseguire nel contratto per l’erogazione del servizio. Si è reso necessario quindi pubblicare una nuova manifestazione di interesse che però è andata deserta: nessun operatore si è fatto avanti per gestire il servizio alle condizioni previste.
A quel punto l’Amministrazione ha incrementato la compartecipazione alle spese, aumentando il proprio contributo da 3 a 5 euro al giorno per ogni bambino. Alla seconda manifestazione di interesse hanno partecipato tre operatori e il servizio è stato affidato sulla base di una serie di criteri, che comprendevano anche gli aspetti qualitativi ed educativi e non soltanto il prezzo.
A determinare l’aumento delle tariffe è stato in particolare il costo orario indicato dall’operatore risultato affidatario.
“Dopo una prima gara andata deserta, abbiamo aumentato il contributo del Comune – sottolineano Tassini e Sestini –. Nonostante questo, l’offerta arrivata nella seconda procedura ha prodotto tariffe decisamente più alte rispetto allo scorso anno. Tutto questo testimonia la poca appetibilità per gli operatori nell’erogare il servizio con queste caratteristiche. Per questo vogliamo capire insieme al gestore quali siano le ragioni del costo proposto e se esistano margini per intervenire sulla tariffa”.
Il caso apre anche una riflessione sul futuro del servizio. L’orario particolarmente esteso e il numero variabile di bambini presenti nelle diverse fasce della giornata possono infatti incidere significativamente sui costi sostenuti dall’operatore.
“Se vogliamo continuare a garantire un doposcuola di qualità e contemporaneamente mantenere un costo accessibile – affermano il sindaco e l’assessore – dovremo probabilmente ragionare anche sulle caratteristiche organizzative del servizio. Le varie richieste delle famiglie, a cui abbiamo cercato di andare incontro, associata alla necessità di garantire un servizio di qualità, probabilmente male si conciliano con dei costi bassi. L’obiettivo non è rinunciare al doposcuola, ma renderlo sostenibile nel tempo”.
Il Comune invita inoltre a evitare confronti con le tariffe applicate in altri territori senza considerare le diverse modalità di organizzazione. Orari, numero degli iscritti, personale impiegato e attività proposte possono infatti determinare costi molto differenti.
Riguardo alla mensa poi, l’Amministrazione precisa che, anche l’anno scorso, il costo di questa non rientrava nella tariffa: era un servizio aggiuntivo che la società affidataria forniva a parte.
L’Amministrazione ricorda infine gli interventi messi in campo sul fronte della scuola: dal mantenimento del costo della mensa nonostante i rincari del fornitore, al sostegno ai progetti scolastici, dalle uscite didattiche gratuite con i mezzi comunali alla copertura di quasi l’80% del costo del trasporto scolastico.
“La scuola resta una priorità per questa Amministrazione – concludono Tassini e Sestini – e le notevoli risorse investite lo testimoniano. Anche sul doposcuola ci impegneremo per verificare la possibilità di una soluzione sostenibile”.
Il Comune si è reso disponibile ad un incontro con i genitori nei prossimi giorni, durante il quale chiarire i dati della procedura e gli eventuali margini di intervento.
17/09/2026 15.36
Redazione di Met