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Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Maggio Musicale Fiorentina Thomas Guggeis dirige Franz Joseph Haydn e Anton Bruckner
Venerdì 2 ottobre alle ore 20 Thomas Guggeis torna sul podio della Sala Mehta per il suo secondo appuntamento sinfonico
In programma la "Sinfonia n. 104 in re maggiore Hob:I:104, London" di Franz Joseph Haydn e la "Sinfonia n. 7 in mi maggiore" di Anton Bruckner.
Firenze, 29 settembre 2026 – Dopo il concerto del 26 settembre con la monumentale Sinfonia n. 2 "Resurrezione" di Gustav Mahler e che è stata accolta con grande entusiasmo dal pubblico e dalla critica e la recente inaugurazione del nuovo allestimento di Wozzeck di Alban Berg con la regia di Deborah Warner in scena fino al 3 ottobre - e altrettanto di grande successo - Thomas Guggeis torna sul podio dell'Orchestra del Maggio per il suo secondo appuntamento sinfonico, in programma venerdì 2 ottobre alle ore 20 in Sala Mehta.
Il concerto mette a confronto due importanti momenti della tradizione musicale europea: la serata si apre con la Sinfonia n. 104 in re maggiore che fu l'ultima delle dodici sinfonie realizzate da Haydn durante i soggiorni londinesi, nonché l'ultima della sua produzione. Il debutto al King's Theatre del maggio del 1795 fu accolto in modo trionfale: i critici del tempo la definirono la migliore sinfonia mai scritta dal compositore.

Segue la Sinfonia n. 7 in mi maggiore, che fu composta da Bruckner tra il 1881 e il 1883: non fu oggetto, come le altre, della tormentata pratica di ripensamenti e revisioni multiple divenuta una costante dell'autore. La "Settima" venne eseguita sempre nella versione originale e segnò un punto di arrivo per l'ultra sessantenne Bruckner, consolidandone la fama di sinfonista.


Il concerto:

Franz Joseph Haydn
Sinfonia n. 104 in re maggiore Hob:I:104, London
La Sinfonia n. 104 in re maggiore fu l'ultima delle dodici sinfonie realizzate da Haydn durante i soggiorni londinesi, nonché l'ultima della sua produzione. Il debutto al King's Theatre il 4 maggio del 1795 fu accolto da un successo senza eguali. I critici del tempo la definirono la migliore sinfonia mai scritta dal compositore che era riuscito, ancora una volta, a superare se stesso. Il doppio appellativo 'London' o 'Solomon' che accompagna la Sinfonia n. 104 sottolinea il rapporto speciale del compositore austriaco con la capitale britannica, dove aveva ottenuto grandissimi successi, e all'impresario Johann Peter Solomon, l'artefice delle tournée di Haydn in terra anglosassone. Come altre sue sinfonie, anche la n. 104 si apre con un'ampia e solenne introduzione, un Adagio che prepara l'ingresso all'Allegro in cui la maestria costruttiva del padre del sinfonismo viennese si accompagna a una varietà di effetti timbrici sorprendenti e sfarzosi, conseguenza della straordinaria compagine orchestrale che Haydn ebbe a disposizione a Londra per le sue ultime sinfonie. Segue un Andante nella forma del tema con variazioni e un Minuetto dal passo deciso, sottolineato dal rullo dei timpani. Il movimento finale si caratterizza, invece, per l'esuberante tema di matrice slava accompagnato dal pedale dei violoncelli e dei corni con effetto di bordone.


Anton Bruckner
Sinfonia n. 7 in mi maggiore

Composta da Bruckner tra il 1881 e il 1883, la Sinfonia n. 7 in mi maggiore non fu oggetto, come le altre, della tormentata pratica di ripensamenti e revisioni multiple divenuta una costante dell'autore. La Settima venne eseguita sempre nella versione originale e segnò un punto di arrivo per l'ultra sessantenne Bruckner, consolidandone la fama di sinfonista. Tuttavia non mancarono le solite voci discordanti, prima tra tutte quella del critico Eduard Hanslick, incapace di formulare un giudizio equilibrato su quella sinfonia che riteneva "innaturale, rigonfia, malaticcia". Le ragioni di tanta acrimonia risiedevano nell'impronta più che mai wagneriana che caratterizza la Settima: linee melodiche segnate da cromatismi continui, elaborazioni armoniche ardite, oscillazioni tra momenti di intimità cameristica e squarci di grandiosità orchestrale, nonché l'omaggio palese a Wagner presente nel secondo movimento. Mentre Bruckner stava ultimando l'Adagio, infatti, lo raggiunse la notizia della morte di Wagner, avvenuta il 13 febbraio 1883. Per Bruckner fu un colpo terribile che lo sconvolse a tal punto da indurlo a inserire come coda dell'Adagio un epicedio in memoria del musicista amato più di ogni altro. Un movimento nato sotto il presentimento della fine imminente del venerato maestro, che raggiunge il suo culmine emotivo nel corale intonato dalle tube wagneriane, strumenti voluti e utilizzati da Wagner nella Tetralogia.


La locandina:
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Franz Joseph Haydn
Sinfonia n. 104 in re maggiore Hob:I:104, London
Adagio. Allegro / Andante / Menuetto: Allegro / Finale: Allegro spiritoso

Anton Bruckner
Sinfonia n. 7 in mi maggiore
(Vers. 1954, ed. Leopold Nowak)
Allegro moderato / Adagio: Sehr feierlich, und sehr langsam / Scherzo: Sehr schnell /
Finale: Bewegt, doch nicht schnell

Direttore Thomas Guggeis

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

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Il concerto è preceduto dalla guida all'ascolto tenuta da Maddalena Bonechi nel Foyer di Galleria della Sala Mehta. È riservata ai possessori del biglietto e si svolge 45 minuti prima dell'inizio dello spettacolo (durata: 30 minuti circa).


Prezzi:

Settore D: € 25
Settore C: € 35
Settore B: € 50
Settore A: € 70

Durata complessiva circa 2 ore circa

29/09/2026 13.39
Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

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