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Teatro della Toscana (Pergola, Rifredi, Era)
Pergola. Inaugurata la mostra "Giuliano Scabia Artigiano del Profondo"
Nella Sala Oro dal 1° ottobre al 15 novembre
Dall'Albero dei Poeti all'Ippogrifo nella mostra Giuliano Scabia. Artigiano del Profondo, nella Sala Oro del Teatro della Pergola dal 1° ottobre al 15 novembre, sono esposti molti degli oggetti scenici che hanno dato vita ai racconti di Scabia.

«Il filo che unisce le opere in mostra è la forza generatrice dell'oggetto scenico come strumento di relazione – afferma Cristina Giglioli Scabia, Presidente della Fondazione Giuliano Scabia – non sono scenografie statiche o decorazioni, ma vere e proprie "macchine poetiche" vive, animali fantastici, creature in cartapesta, alberi, sagome e cantastorie. Attraverso questi manufatti dall'anima artigianale e comunitaria, Giuliano ha dato forma al suo Teatro Vagante, invitando spettatori e comunità a farsi parte attiva del racconto e a trasformare lo spazio quotidiano in un luogo di invenzione e riscatto».

«Ci sono maestri che scrivono storie per il palco, e poi c'è Giuliano Scabia – afferma Stefano Massini, Direttore Artistico del Teatro della Toscana – un uomo che le parole le impastava con la cartapesta, il legno e le canne di bambù. Per lui l'oggetto scenico non è mai stato un arredo, ma un'invenzione poetica per mettere in dialogo le persone. Portare nella Sala Oro della Pergola i suoi alberi, le sue maschere e le sue creature significa fare un atto di memoria in movimento. Scabia, vero artigiano del profondo, ci ricorda che il teatro non è una scatola chiusa, ma un gesto condiviso capace di abitare con fantasia la vita di tutti i giorni».

«Inaugurare la mostra su Giuliano Scabia alla Pergola significa rendere omaggio a un maestro che ha saputo ripensare il senso stesso della comunità – afferma Walter Zambaldi, Direttore Generale del Teatro della Toscana – in un momento in cui i teatri sono chiamati ad aprirsi e a dialogare sempre più con la società, Scabia ci ricorda che l'atto poetico non risiede soltanto sul palcoscenico, ma vive nella capacità di abitare gli spazi quotidiani per creare ponti di ascolto e libertà. Celebriamo il valore del teatro come gesto condiviso e la straordinaria maestria di un 'artigiano del profondo'».

Dunque, la ricerca di Giuliano Scabia ha trasformato il teatro in un'esperienza di incontro, capace di uscire dagli edifici teatrali per abitare piazze, boschi, ospedali, scuole e paesi. Gli oggetti scenici sono parte integrante del suo lavoro: grandi figure, animali fantastici, alberi, carri e creature simboliche che non sono semplici scenografie, ma strumenti di relazione e di racconto. Memorabile il Marco Cavallo: il celebre e monumentale cavallo azzurro costruito nel 1973 durante il Laboratorio P nell'ospedale psichiatrico di Trieste, realizzato dallo scultore Vittorio Basaglia insieme ad altri artisti e ai pazienti della struttura. Emblema della chiusura dei manicomi promossa da Franco Basaglia, l'opera incarna una poetica che unisce immaginazione, partecipazione e riscatto sociale.



A fianco delle due esposizioni già in corso nell'ampia celebrazione di Giuliano Scabia diffusa nella città di Firenze, Forse un drago nascerà alla BiblioteCaNova dell'Isolotto e Commedia armoniosa per un drago nascente al MAD Murate Art District, che concentrano il vasto repertorio di materiali della Fondazione Giuliano Scabia su due lavori come Forse un drago e Commedia armoniosa per un drago nascente, alla Pergola GIULIANO SCABIA. Artigiano del Profondo riunisce opere che raccontano i momenti fondamentali dell'intero percorso dell'artista. A partire da due opere iconiche:

Albero dei Poeti: elemento simbolico centrale nel lavoro poetico di Giuliano Scabia; dopo la morte, i poeti appollaiati sui rami di un grande platano, si cantano i loro versi. Scabia li rappresenta in più modi, come parole, che disegnano l'albero, o come piccoli personaggi di cartapesta, da Omero a William Blake. Anni 2010 - 2015.

Ippogrifo: realizzato dallo scenografo Antonio Utili, a lungo collaboratore di Scabia, in occasione della giornata che il Centro Teatro Universitario di Ferrara dedicò nel 2018 al tema Teatro e Psicologia. In quella memorabile giornata, Scabia fu invitato insieme a Marco Cavallo, orchestrando uno straordinario incontro con l'Ippogrifo — la creatura alata che condusse Astolfo sulla Luna per recuperare il senno perduto di Orlando —, prendendo vita grazie alla forza poetica dell'artista.

L'esposizione racchiude diverse altre strutture e figure simboliche che hanno scandito il viaggio poetico di Scabia:

Teatro Vagante con Albero azzurro, Il Sole e la Stella che canta: macchine poetiche mobili e simboli in cartapesta su canne di bambù creati per camminate notturne e recitazioni itineranti.

Albero della Poesia: imponente installazione ideata da Scabia nel 2007 e realizzata dagli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Carrara.

Le Oche e il Cavallo Benengheli: sculture e strutture da indossare per dare vita all'universo narrativo di Nane Oca e alle azioni teatrali all'aperto, dall'Abruzzo all'Etna.

Il Diavolo e il suo Angelo: costumi e maschere d'origine carnevalesca nati a Venezia con Maurizio Scaparro per animare tra la gente l'eterno gioco tra bene e male.

Burattini e Cantastorie: figure per la Commedia Armoniosa e grandi teloni dipinti a partire dal 1973 per sfilate, mostre e le azioni nell'Appennino emiliano.

Sagome e foto d'epoca: immagini storiche che ritraggono l'artista in bicicletta con il primo Teatro Vagante o mentre legge versi arrampicato tra gli alberi.

Attraverso questi oggetti, Giuliano Scabia costruiva comunità temporanee, invitando chiunque a diventare parte della narrazione. La sua eredità continua a ricordarci che il teatro può essere un gesto condiviso, capace di trasformare lo spazio quotidiano in luogo di infinite possibilità.


1° ottobre > 15 novembre | Teatro della Pergola, Sala Oro
GIULIANO SCABIA
Artigiano del Profondo
da un'idea di Stefano Massini
progetto di allestimento Andrea Mancini e Walter Sardonini
allestimento Tecnici del Teatro della Pergola
produzione Teatro della Toscana
in collaborazione con Fondazione Giuliano Scabia

Giuliano Scabia è stato uno dei più originali drammaturghi, poeti e protagonisti del teatro italiano del secondo Novecento.

A cinque anni dalla scomparsa di questo straordinario artista, il Teatro della Toscana, in collaborazione con Fondazione Giuliano Scabia, allestisce dal 1° ottobre al 15 novembre un'esposizione delle sue opere nella Sala Oro del Teatro della Pergola dal titolo GIULIANO SCABIA. Artigiano del Profondo.

La mostra è visitabile a ingresso libero il martedì (15:30–18:30) e il sabato (10–13), nonché durante spettacoli ed eventi per i possessori di relativo titolo d'ingresso, e si inserisce all'interno di un'ampia celebrazione diffusa nella città di Firenze dedicata a Giuliano Scabia, che comprende le esposizioni già in corso Forse un drago nascerà alla BiblioteCaNova dell'Isolotto e Commedia armoniosa per un drago nascente al MAD Murate Art District.

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Teatro della Toscana (Pergola, Rifredi, Era)

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