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Redazione di Met
Restaurata la prima statua di Boboli
Nella sala delle Nicchie di Palazzo Pitti la mostra dedicata al recupero de il Villano con la Botticella realizzata da Giovanni di Paolo Fancelli su disegno del maestro Baccio Bandinelli
A concludere le tre mostre dedicate al cinquecentenario della nascita di Cosimo I, la sala delle Nicchie di Palazzo Pitti ospita La prima statua per Boboli. Il Villano restaurato, dedicata al restauro che ha donato nuova vita alla prima statua di Boboli, il Villano con la Botticella.

Acquistato dalla consorte di Cosimo, Eleonora di Toledo, nel 1550, Palazzo Pitti divenne nel tempo la nuova residenza dei granduchi, con il suo giardino che si impose come modello da imitare per le regge di tutta Europa. Ma Boboli non è soltanto questo, è anche uno dei più importanti musei di scultura all’aperto, con capolavori che datano dall’impero romano fino ai giorni nostri. Nel parco della reggia medicea nacque anche, nel Cinquecento, la scultura da giardino dell’epoca moderna, che più tardi sarebbe stata chiamata “di genere”. Tra queste il Villano con la Botticella, scolpita entro il 1557 da Giovanni di Paolo Fancelli su disegno del maestro Baccio Bandinelli, e capostipite di una fortunata tradizione di statue fatta di popolani ripresi nelle loro occupazioni quotidiane, che tutt’ora animano i percorsi all’aperto nel giardino mediceo. Il Villano era esposto inizialmente in un grande

vivaio che serviva il palazzo e insieme alimentava la fontana di piazza della Signoria. Quando al posto di questa conserva d’acqua venne realizzata la Grotta del Buontalenti, il Villano fu trasferito a Pratolino e solo alla fine del Settecento venne riportato a Boboli, la sua ultima collocazione all’aperto, nelle vicinanze dell’ingresso di Porta Romana, dove è stato sostituito ora da una riproduzione marmorea. Nel corso delle analisi sull’opera è emerso il dettaglio di una roncola impiegata dai contadini per potare i rami minori delle piante, che restituisce con rustica verità, ancor più incisiva della piccola botte, la natura contadinesca della figura. Il restauro completato per la mostra vuole rendere omaggio alla coppia ducale e offrire una spunto di visita a questi luoghi cosimiani, ma è soprattutto un’impresa di tutela: la statua è stata liberata da muschi, alghe, licheni e funghi, nonché dal calcare accumulatosi negli anni con la pioggia.

Mostra a cura di Alessandra Griffo, catalogo edito da Sillabe

05/06/2019 11.58
Redazione di Met


 
 

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