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MET


Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Al Teatro del Maggio il Trittico (Il tabarro/Suor Angelica/Gianni Schicchi) di Giacomo Puccini
Prima rappresentazione 15 novembre 2019. Tutte le recite sono dedicate alla memoria di Rolando Panerai
Maestro concertatore e direttore Valerio Galli
Regia Denis Krief

Prima rappresentazione 15 novembre 2019
Altre recite: 17 novembre ore 15:30; 20 e 23 novembre ore 20;

Nuovo allestimento del Teatro del Maggio in in coproduzione
con il Teatro del Giglio di Lucca e il Teatro Lirico di Cagliari

Il trittico è inserito in una intensa programmazione dedicata dal Maggio a Giacomo Puccini lungo i mesi di novembre e dicembre. Oltre a Il tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi, che compongono infatti il trittico, in novembre sono previsti i due titoli per i giovanissimi e per le scuole realizzati da Manu Lalli, Ciak!Bohème - una prima assoluta - al teatro Goldoni a partire da 5 novembre per 9 recite e La stagione dei fiori (i due titoli sono tratti da “La bohème”) e destinato agli spettacoli del 3° ciclo del Maggio metropolitano a partire dal 13 novembre che toccherà moltissimi comuni della città metropolitana. In dicembre a cavallo del periodo natalizio dal 14 dicembre e fino al 5 gennaio è prevista la ripresa di La bohème. (Ciak! Bohème e La stagione dei fiori sono due nuove produzioni del Maggio realizzate con la collaborazione dell’Assessorato all’educazione del comune di Firenze, la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e Venti Lucenti)

Firenze, 9 novembre 2019 - Si dice che tre sia il numero perfetto. Doveva pensarla così anche Giacomo Puccini quando decise di riunire in un grande pannello lirico tre atti unici di diverso carattere. Approda sul palcoscenico del Teatro del Maggio il 15 novembre alle 20 (altre recite: 17 novembre ore 15:30; 20 e 23 novembre ore 20) il trittico pucciniano per eccellenza, Il tabarro/Suor Angelica/Gianni Schicchi in un nuovo allestimento del Teatro del Maggio in coproduzione con il Teatro del Giglio di Lucca e il Teatro Lirico di Cagliari. Sul podio a dirigere l’Orchestra e il coro del Maggio Musicale Fiorentino, il maestro Valerio Galli mentre la regia è affidata Denis Krief. Le recite del Trittico pucciniano sono dedicate alla memoria del grande Rolando Panerai che soprattutto del Gianni Schicchi fu un interprete mirabile sia al Maggio Fiorentino che nei teatri di tutto il mondo.

Il trittico pucciniano rappresenta un grande impegno produttivo per tutti i teatri, per questo non è così frequente vederlo nei cartelloni non solo italiani ma addirittura in quelli internazionali. Al Maggio è stato programmato solo tre volte prima di questa ultima produzione: nel dicembre 1955/gennaio ‘56, nel giugno 1983, e nel giugno del 1988. Oltre all’Orchestra, al Coro e al Coro di voci bianche, saranno 40 gli artisti impegnati sui tre titoli (13 dei quali provengono o stanno attualmente frequentando l’Accademia del Maggio). Tra i nomi degli interpreti nei ruoli principali Maria José Siri, Anna Maria Chiuri, Marina Ogii, Anna Malavasi, Bruno de Simone, Angelo Villari, Franco Vassallo.

Dopo l’affermazione di Cavalleria rusticana l’atto unico era diventato di moda e Puccini stesso vi si era già cimentato a inizio carriera con Le Villi. Dal debutto del primo frutto del suo ingegno erano passati quasi trent’anni quando il compositore fu ispirato dalla pièce teatrale La houppelande di Didier Gold. Decise di ricavare un’opera di dimensioni ridotte, un atto unico che nelle intenzioni iniziali avrebbe dovuto affiancare le rappresentazioni delle Villi. Il librettista incaricato di versificare il dramma noir fu Giuseppe Adami, che nel giro di due anni congedò Il tabarro. Nel frattempo un altro librettista, Giovacchino Forzano, aveva proposto a Puccini due soggetti da mettere in musica: la storia di una giovane aristocratica costretta a farsi monaca per espiare un peccato d’amore e le farsesche trovate di Gianni Schicchi, un briccone fiorentino citato da Dante nella Divina Commedia per aver falsificato un testamento. Nella mente di Puccini iniziò a prendere corpo l’idea di tre atti unici dai colori contrastanti, un affresco operistico tripartito il cui equilibrio sarebbe stato garantito da tre registri teatrali differenti: tragico e passionale il primo, lirico e religioso il secondo, comico e farsesco il terzo. Fu così che tra il 1917 e il 1918 il Forzano mise in versi Suor Angelica e Gianni Schicchi, che insieme al Tabarro formeranno il polittico di atti unici battezzato poi come Trittico. La nuova creatura pucciniana fu tenuta a battesimo al Metropolitan di New York il 14 dicembre 1918. L’accoglienza del pubblico fu tiepida, eccezion fatta per Gianni Schicchi che da subito riscosse un grande successo.

Il tabarro è un dramma violento da grand-guignol ambientato nella Parigi di inizio XX secolo. Il protagonista, Michele, è il proprietario di una chiatta sulla Senna, uomo infelice e rassegnato a una vita di fatiche e privazioni. La giovane moglie di lui, stanca della squallida esistenza offertale dal marito battelliere, intreccia una relazione clandestina con Luigi, uno degli scaricatori che lavora sulla chiatta. Ma Michele è un marito geloso, e una volta scoperta la tresca tra i due, uccide l’amante e lo avvolge nel suo tabarro per gettarlo ai piedi della moglie fedifraga. Il triangolo amoroso marito-moglie-amante che finisce in tragedia è storia nota, qui resa ancor più amara dall’ambientazione desolata e da personaggi dei bassifondi urbani mossi da istinti primari. Puccini li ritrae in musica con grande realismo seguendone come in presa diretta le vicende: la sua scrittura si ammanta di aspre dissonanze e cupi contrasti timbrici, lunghi passaggi in declamato o in arioso che sovrastano il consueto slancio lirico.

Ambientata in un convento nei pressi di Siena alla fine del XVII secolo, Suor Angelica è la triste storia di una giovane costretta dalla famiglia alla vita monastica per riparare allo scandalo di un amore proibito. Dalla peccaminosa relazione è nato un bambino, di cui Angelica ignora da anni la sorte. L’inaspettata visita in convento della zia Principessa risveglia in lei la speranza ma l’anziana donna è giunta fin lì solo per chiedere alla nipote di rinunciare al patrimonio in favore della sorella e per annunciarle con spietata freddezza che il bimbo è morto da anni. Angelica non regge al dolore, la notizia della morte del figlio è per lei il colpo fatale che la spinge a darsi la morte con una bevanda velenosa. Il mondo di solitudine di Angelica è tratteggiato da Puccini attraverso sonorità cameristiche e tessiture timbriche leggere. La dimensione claustrale in cui vive è animata da sole voci femminili, da rintocchi di campane e da scale modali che ne sottolineano la lontananza incolmabile da tutto.

Puccini siglò il suo Trittico con Gianni Schicchi, un’opera piena di verve che fungeva da contraltare alle due storie tragiche. L’azione si svolge a Firenze nel 1299. La famiglia Donati è in fibrillazione dopo la morte del parente Buoso che pare abbia destinato la cospicua eredità a un convento. Per trovare una soluzione viene interpellato Gianni Schicchi, noto in città per astuzia e sagacia. Da vero deus ex machina, il protagonista si finge Buoso morente ma nel dettare le sue ultime volontà al notaio intesta i beni più preziosi ‘all’amico devoto’ Gianni Schicchi, suscitando l’ira degli avidi parenti. Tuttavia la truffa è dettata da un fine nobile; così facendo Gianni assicura una bella dote alla figlia Lauretta che potrà sposare Rinuccio Donati con buona pace dell’altezzosa famiglia. Per Puccini Gianni Schicchi rappresentò una felicissima incursione nel genere della commedia. Il successo immediato dell’ultimo capitolo del Trittico risiede infatti nell’amalgama di ingredienti della tradizione comica sapientemente dosati dal compositore toscano: ensemble vocali caratteristici e spassosi, scrittura brillante e un ritmo serratissimo che conduce a un finale da applausi.

La prima rappresentazione del 15 novembre 2019 sarà trasmessa in diretta da Rai Radio 3


Valerio Galli
Nato a Viareggio, si diploma in pianoforte e composizione col massimo dei voti e la lode, debuttando nel 2004 con Madama Butterfly. Si impone all’attenzione della critica internazionale nel 2007 con Tosca al 53° Puccini Festival, aggiudicandosi il premio “Maschera d’oro 2007”, mentre nel 2013 riceve il 42° Premio Puccini. Tra i titoli diretti nelle scorse stagioni si ricordano Un ballo in maschera, Norma, Il trovatore (con artisti quali Dimitra Theodossiou e Carlo Guelfi) e Rigoletto al Comunale di Bologna; Madama Butterfly a Torre del Lago; Turandot e Tosca a Pisa; La traviata
a Mantova; Tosca al Daegu International Opera Festival 2008 in Corea; Il campanello, Gianni Schicchi e Fedora a Genova; Adriana Lecouvreur a Skopje; Zanetto e Cavalleria rusticana a Livorno; La rondine al Fresno Grand Opera; Le Villi a Managua; Il cappello di paglia di Firenze a Napoli e Sì di
Mascagni a Livorno. Ha riscosso un grande successo di critica e di pubblico per il suo debutto al Michigan Opera Theatre di Detroit con Turandot, e vi è tornato per Carmen, cui è seguita La bohème al 60° Festival Puccini, con Daniela Dess per la regia di Ettore Scola (in DVD Raicom). Ha diretto concerti sinfonici con l’Orchestra Sinfonica di San Marino, l’Orchestra Regionale Toscana, nonché la serata inaugurale del 57° Festival di Santander, un recital verdiano con Daniela Dess e la Filarmonica “A. Toscanini” a Parma, Rapsodia Satanica di Mascagni e il Concerto in re maggiore per violino e orchestra di Busoni al Concertgebouw di Amsterdam, oltre ad una serie di concerti con l’Orchestra di Padova e del Veneto e con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali a Milano. Tra gli impegni recenti: Madama Butterfly, Don Carlo, Tosca, Gianni Schicchi e Rapsodia Satanica a Genova; La forza del destino a Pisa e Genova; Tosca a Genova, Torre del Lago, Catania, Firenze, Bologna e Detroit; Turandot a Zhuahi (in Cina), a Bologna e a San Diego; Madama Butterfly a Lucca, Livorno, Rovigo, Piacenza, Modena, Locarno e Tolone; La bohème a Napoli e Parma; Pagliacci al Filarmonico di Verona; La rondine, Cavalleria rusticana e Un mari à la porte, la prima mondiale di Noi, due, quattro... di Riccardo Panfili e Pagliacci a Firenze e L’elisir d’amore a Tolone. Tra i prossimi appuntamenti: Aida a Sanxay; La bohème a San Diego; Turandot a Parma, Modena e Piacenza; Mefistofele a Stoccarda e Messa di Gloria di Mascagni a Catania.

Denis Krief
Regista, scenografo, costumista, light designer, ha vissuto a Roma per trent’anni, attualmente risiede a Berlino. Di formazione cosmopolita, ha studiato musica a Parigi e si è formato alla scuola italiana di regia con grande attenzione contemporaneamente al teatro d’opera tedesco e soprattutto al teatro di prosa russo. Poliglotta parla correntemente francese, italiano, inglese, tedesco e russo. Musicista, uomo di teatro, si è dedicato sia al repertorio classico che a quello contemporaneo, realizzando spettacoli di opere distanti nel tempo, da La clemenza di Tito di Mozart (Ferrara, Teatro Comunale) alle prime italiane de La morte di Klinghoffer di John Adams e di Prova d’orchestra di Giorgio Battistelli (Ferrara, Teatro Comunale / Roma, Teatro dell’Opera). Ospite regolare dei principali teatri d’opera italiani, ha lavorato anche a Parigi all’Opéra Bastille (Benvenuto Cellini di Berlioz) e allo Staatstheater di Karlsruhe dove ha realizzato l’intero Ring des Nibelungen completato nel 2006. In Italia, oltre che a Ferrara, ha lavorato all’Opera di Roma (A Midsummer Night’s Dream di Britten); al Massimo di Palermo (Moses und Aron di Schönberg); al Comunale di Bologna (Un ballo in maschera e Linda di Chamounix); alla Fenice di Venezia (Parsifal) e al Lirico di Cagliari (Lucia di Lammermoor, Aida, Il barbiere di Siviglia, Die Walku¨re e Die Ägypstische Helena di Richard Strauss in prima italiana). Nelle passate stagioni, ha firmato: Diario di uno scomparso di Janácek e Trionfo del Tempo e del Disinganno di Händel (prime italiane, Sagra Musicale Malatestiana di Rimini, 2006-2007); Turandot di Puccini (a Karlsruhe, alla Suntory Hall di Tokyo e alla Fenice di Venezia 2007, ripresa al San Carlo di Napoli nel 2008); La madre del mostro di Fabio Vacchi su libretto di Michele Serra (prima italiana, all’Accademia Chigiana di Siena, 2007); Nabucco (per l’apertura della Stagione estiva dell’Arena di Verona 2007, ripreso nel 2008); Luisa Miller (per l’apertura del Festival Verdi 2007 a Parma); The First Emperor (prima europea, Staatstheater di
Saarbru¨cken, 2008) e Water Passion (prima italiana, Sagra Malatestiana di Rimini, 2008), entrambe di Tan Dun; Kafka-Fragmente di Kurtág (prima italiana, ancora a Rimini, 2009); Lucia di Lammermoor (al Regio di Parma, 2009); La dama di picche (al Regio di Torino, diretta da Gianandrea Noseda, 2009); Maria Stuarda di Donizetti (alla Fenice di Venezia, 2009); Luisa Miller (al Regio di Torino, 2010); Il trovatore (Teatro Verdi di Padova, 2010); Alzira (Stadttheater San Gallen, 2010); Die Frau ohne Schatten di Strauss (per il suo debutto al New National Theater di Tokyo, 2010); Canto d’Amore e di Morte dell’alfiere Rilke (spettacolo ispirato ai due cicli di Rainer Maria Rilke su musiche di Frank Martin e Viktor Ulmann, Sagra Musicale Malatestiana, 2010); La fede ‘ne tradimenti di Ariosti (in prima moderna all’Accademia Chigiana, diretta da Fabio Biondi con L’Europa Galante 2011); ancora Luisa Miller (al Teatro di Bilbao, 2012); Il barbiere di Siviglia (al Petruzzelli di Bari, diretto da Lorin Maazel, 2012) e La Colombe di Gounod, nella versione di Poulenc (Accademia Chigiana di Siena, 2013). Fra gli impegni recenti, segnaliamo al Wielki Theatr di Poznan con Carmen e al Maggio Fiorentino con Orfeo ed Euridice di Gluck; l’inaugurazione della Stagione dell’Opera di Roma con Rusalka di Dvorák e una nuova produzione di Turandot, sempre per l’Opera
di Roma a Caracalla; e ancors The Fairy Queen di Purcell, diretta da Antonio Florio con la Cappella Napoletana, nei giardini di Villa Rufolo per il Ravello Festival e una nuova produzione di Das Rheingold nella tournée della Staatsoper Dresden con la Staatskapelle Dresden, diretta da Christian Thielemann, alla Suntory Hall di Tokyo. Inaugura inoltre la Stagione 2017/2018 del Teatro del Maggio con La rondine di Giacomo Puccini. Nel 2000 ha ricevuto il premio Abbiati quale migliore regista per le Turandot di Puccini e Busoni, per Carmen e per Lucia di Lammermoor. Fra i DVD di suoi spettacoli ricordiamo: I Capuleti e i Montecchi di Bellini (Festival di Martina Franca), Parsifal di Wagner (La Fenice di Venezia), Nabucco di Verdi (Arena di Verona, Decca), Luisa Miller di Verdi (Festival Verdi di Parma) e Maria Stuarda di Donizetti (La Fenice di Venezia).


Artisti

IL TABARRO

Opera in un atto (da La Houppelande di Didier Gold)
Libretto di Giuseppe Adami
Musica di Giacomo Puccini
Editore Casa Ricordi, Milano
Nuovo allestimento del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
in coproduzione con il Teatro del Giglio di Lucca
e il Teatro Lirico di Cagliari

Maestro concertatore e direttore Valerio Galli
Regia Denis Krief
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Maestro del Coro Lorenzo Fratini


Michele Franco Vassallo
Luigi Angelo Villari
Il “Tinca” Antonio Garés*
Il “Talpa” Eugenio Di Lieto
Giorgetta Maria José Siri
La Frugola Anna Maria Chiuri
Un venditore di canzonette Dave Monaco *
Due voci interne Thalida Fogarasi**, Leonardo Sgroi**
Due amanti Costanza Fontana*, Claudio Zazzaro*
Midinettes Maria Cristina Bisogni**, Cristina Pagliai**, Sarina Rausa**, Elena Bazzo**, Elisabetta Ermini**, Delia Palmieri**

Figurante speciale Fabrizio Casagrande

Allestimento Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Scene e attrezzeria Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Costumi Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

SUOR ANGELICA

Opera in un atto di Giovacchino Forzano
Musica di Giacomo Puccini
Editore Casa Ricordi, Milano
Nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari
in coproduzione con il Teatro del Giglio di Lucca
e il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Maestro concertatore e direttore Valerio Galli
Regia Denis Krief
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Maestro del Coro Lorenzo Fratini

Suor Angelica Maria José Siri
La Zia Principessa Anna Maria Chiuri
La Badessa Marina Ogii
La Suora Zelatrice Anna Malavasi
La Maestra delle Novizie Giada Frasconi*
Suor Genovieffa Costanza Fontana*
Suor Osmina Elena Cavini*
Suor Dolcina Nikoleta Kapetanidou*
La Suora Infermiera Carmen Buendia*
Prima Sorella Cercatrice Eunsong Lim
Seconda Sorella Cercatrice Francesca Longari*
Prima Conversa Marilena Ruta*
Seconda Conversa Emma Alessi Innocenti
Prima Novizia Marta Pluda*
Seconda Novizia Julia Costa*
Tre suore Daniela Losi**, Consuelo Cellai**, Amanda Ferri**
Allestimento Teatro Lirico di Cagliari
Scene, costumi e attrezzeria Teatro Lirico di Cagliari

GIANNI SCHICCHI

Opera in un atto di Giovacchino Forzano
Musica di Giacomo Puccini
Editore Casa Ricordi, Milano
Nuovo allestimento del Teatro del Giglio di Lucca
in coproduzione con il Teatro Lirico di Cagliari
e il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Maestro concertatore e direttore Valerio Galli
Regia Denis Krief
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Maestro del Coro Lorenzo Fratini

Gianni Schicchi Bruno de Simone
Lauretta Francesca Longari*
Zita detta La Vecchia Anna Maria Chiuri
Rinuccio Dave Monaco*
Gherardo Antonio Garés*
Nella Costanza Fontana*
Gherardino Matteo Lantieri
Betto di Signa Francesco Venuti*
Simone Eugenio Di Lieto
Marco Min Kim*
La Ciesca Giada Frasconi*
Maestro Spinelloccio Enrico Marabelli
Ser Amantio di Nicolao Enrico Marabelli
Pinellino Shuxin Li*
Guccio Adam Jon

Figurante speciale Fabrizio Casagrande

Allestimento Teatro del Giglio di Lucca
Scene, costumi e attrezzeria Teatro del Giglio di Lucca

  • artisti dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino
**artisti del Coro del Maggio Musicale Fiorentino

09/11/2019 16.57
Teatro del Maggio Musicale Fiorentino


 
 

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