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Regione Toscana
Istruzione: in commissione l’esperienza dell’Istituto comprensivo di Greve in Chianti
L’approccio montessoriano raccontato dai protagonisti. La presidente Cristina Giachi: “Hanno ridato vita alla scuola del territorio evitando la chiusura. Come Quinta commissione siamo disponibili a organizzare una giornata di riflessione in Consiglio regionale”
L’esperienza dell’Istituto comprensivo di Greve in Chianti con l’approccio Montessori, caso unico in Toscana, raccontata dai protagonisti, amministratori locali, rappresentanti dell’associazione Montessori del Chianti e insegnanti è stata al centro di un’audizione mercoledì 26 febbraio in commissione Istruzione e cultura presieduta da Cristina Giachi (Pd).

“Un’audizione importante – ha sottolineato la presidente Giachi – ascoltando l’esperienza di un comprensivo di Greve in Chianti che ha sviluppato il metodo Montessori, per ridare vita alla scuola del territorio. Questo ha portato all’incremento degli studenti che sono passati in pochi anni da 4 a oltre 20, consentendo di salvare una piccola scuola e allo stesso tempo ha dimostrato l’efficacia di un metodo basato più sulla cooperazione che sulla competizione e sull’acquisizione di competenze di cittadinanza, di convivenza oltre che di competenze disciplinari. Il Montessori è un metodo su cui il discorso pubblico e la riflessione scientifica proseguono da tanti anni, ma ci sembra opportuno riaccendere l’attenzione sulla declinazione in Toscana di questa esperienza e come Quinta commissione ci siamo dichiarati disponibili ad accogliere una riflessione corale, chiamando tutti i soggetti portatori di interesse sul tema, da ospitare in Consiglio regionale”.

“Anche la prossima edizione di Didacta – ha concluso la presidente Giachi –, la manifestazione dedicata al mondo della scuola e della formazione, con la presenza Toscana, sarà l’occasione per sottolineare l’opportunità di tornare a riflettere sul contributo di Maria Montessori alla elaborazione di metodi didattici e di organizzazione del tempo scolastico che forse sono tornati di attualità e necessari per l’evoluzione storica delle nostre società civili”.

È stato l’assessore alle Politiche educative del comune di Greve in Chianti Giacomo Amalfitano a ripercorrere la storia di un'esperienza di successo nella sua comunità: “Quella di Greve in Chianti è l’unica realtà scolastica pubblica in Toscana ad avere un’offerta Montessori dai 3 ai 14 anni. Ci sono poche esperienze nella Regione a Firenze, Scandicci, Vicchio e a Bucine che però coprono solo un ciclo scolastico. Noi siamo partiti nel 2017 anche per salvare una piccola scuola, quella di San Polo, che era a rischio chiusura. Avevamo solo 4 iscritti quell’anno in prima. Con l’avvio dell’approccio Montessori le iscrizioni sono salite immediatamente a una quindicina, fino a una ventina di iscritti quest’anno che per una piccola scuola è essenziale. Si tratta poi di un’esperienza che dà un’offerta didattica di qualità. Il nostro obiettivo è quello di dare visibilità a questo lavoro partito dal basso, promuoverlo e organizzare un convegno a maggio a Firenze sulla Montessori e per questo ringraziamo per la disponibilità e il sostegno la Quinta commissione del Consiglio regionale. Sarà anche fondamentale costruire una rete tra le realtà montessoriane e cercare di valorizzare l’esperienza di una scuola di qualità”.

La presidente Daniela Biazzo ha ripercorso invece la storia dell’Associazione Montessori Chianti: “Siamo nati nel 2016 come comitato per sostenere una didattica innovativa ed evitare la chiusura della scuola, poi negli anni siano diventati un’associazione che è un punto di riferimento regionale per l’Opera nazionale Montessori. Abbiamo un ruolo fondamentale per il reperimento dei docenti e dai corsi di formazione che abbiamo organizzato sono usciti 70 professori che sono andati in diverse scuole in Italia ma hanno anche deciso di venire nell’Istituto comprensivo di Greve in Chianti. Per noi è fondamentale la presa di coscienza di questa che è una vera e propria filosofia di vita che si fonda sull’alleanza tra scuola e famiglia. Sarà molto importante poi fare rete con le diverse associazioni, ma anche con dirigenti scolastici, professori e famiglie. Ora la scuola di San Polo è attraente anche per chi insegna. Ci sono convenzioni per tirocini da altre scuole, e i docenti possono fare qui il tirocinio obbligatorio del corso”.



I protagonisti di questo approccio sono gli insegnanti rappresentati durante l’audizione da Lucio Varriale

della scuola primaria ‘Don Milani’ di San Polo: “L’approccio Montessori non si può ridurre alla sola didattica, ma è un ripensamento radicale del rapporto tra adulto e bambino. È l’idea di una scuola diversa fondata sull’osservazione e ci vuole un luogo per praticarla. Il problema anche a livello mondiale è di non vendere fumo con la parola Montessori. Mentre è necessario pensare all’approccio Montessori come un percorso, e a San Polo è un percorso che funziona. L’obiettivo è quello di fare della scuola una casa di tutti i bambini. Maria Montessori diceva che la vita quotidiana è la base del metodo. I bambini imparano a vivere insieme apparecchiano la tavola nella mensa scolastica e servono altri bambini. Nella Montessori si usa il vetro e non la plastica. Sono importanti i segnalatori di errori, con la possibilità di sbagliare in un ambiente preparato e il ruolo dell’adulto è di preparare adeguatamente l’ambiente. Con la didattica vengono sviluppate la capacità di concentrarsi e muoversi nello spazio, l’autoregolazione emotiva. Il desiderio di apprendere è naturale e i ragazzi hanno il piacere di usare il loro tempo a scuola. La divisione per materie non c’è. Tutti i docenti fanno tutto e i bambini fanno diverse attività nella stessa ora. L’adulto prepara l’ambiente e i bambini lo mantengono. Si tratta di una comunità condotta dai bambini e la scuola costruisce la comunità.

Nei loro interventi i consiglieri regionali Silvia Noferi (M5S), Elena Rosignoli (Pd), Fiammetta Capirossi (Pd), Luciana Bartolini (Lega) e Gabriele Veneri (FdI) hanno apprezzato il lavoro e l’entusiasmo di chi valorizza quest’esperienza unica in Toscana. Una realtà raccontata con passione e da preservare e consolidare passando dalla sperimentazione a un’esperienza permanente. Fondamentale sarà la capacità di fare rete ed esportare questo modello in altre zone della Toscana diffusa per salvare le scuole più in crisi e a rischio chiusura. L’audizione si è chiusa con l’auspicio di una visita della Quinta commissione all’Istituto comprensivo di Greve in Chianti.

27/02/2025 9.45
Regione Toscana


 
 


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