Giulia Cavallini, Valerio Bellini e Andrea Falcone, voci del podcast
Solo se ti rende felice, incontrano Vera Gheno per un dialogo sull’amore per la lingua e sul suo potenziale trasformativo. A partire dal suo ultimo libro
Grammamanti, un’occasione per esplorare come le parole possano diventare strumenti di relazione, inclusione e immaginazione del futuro. Perché ascoltare la lingua che cambia significa ascoltare anche chi la parla.
Chi può definirsi grammamante? Chi ama la lingua in modo non violento, la studia e cosí comprende di doverla lasciare libera di mutare a seconda delle evoluzioni della società, cioè degli usi che le persone ne fanno ogni giorno parlando. Essere grammarnazi significa difendere la lingua chiudendosi dentro a una fortezza di certezze tanto monolitiche quanto quasi sempre esili; chi decide di abbracciare la filosofia grammamante, invece, non ha paura di abbandonare il linguapiattismo, ossia la convinzione che le parole che usiamo siano sacre, immobili e immutabili. Perché per fortuna, malgrado la volontà violenta di chi le vorrebbe sempre uguali a loro stesse, le parole cambiano: alcune si modificano, altre muoiono, ma altre ancora, nel contempo, nascono. E tutto questo dipende da noi parlanti: non c’è nessuna Accademia che possa davvero prescrivere gli usi che possiamo farne; siamo noi a deciderlo e permettere il cambiamento. È tempo di smettere di essere grammarnazi e tornare ad amare la nostra lingua, apprezzandola per quello che davvero è: uno strumento potentissimo per conoscere sé stessi e costruire la società migliore che vorremmo.
Vera Gheno, sociolinguista e traduttrice dall'ungherese, ha collaborato per vent'anni con l'Accademia della Crusca. Dopo diciott'anni da contrattista in vari atenei, da fine 2021 è ricercatrice a tempo determinato all'Università di Firenze. È autrice di articoli scientifici e divulgativi e di 15 monografi e, e per Einaudi ha pubblicato
Potere alle parole. Perché usarle meglio (2019),
Le ragioni del dubbio. L'arte di usare le parole (2021) e
Grammamanti. Immaginare futuri con le parole (2024). Si occupa prevalentemente di comunicazione digitale, questioni di genere, diversità, equità e inclusione. Conduce, per «Il Post», il podcast
Amare parole.
L’Associazione culturale La Nottola di Minerva ETS propone la nona edizione della rassegna "Felicità Metropolitane". Dopo il successo delle edizioni precedenti, il progetto si rinnova con un programma interdisciplinare che esplora il tema della felicità attraverso incontri con autori, artisti e esperti, podcast con interviste, performance, proiezioni, musica, passeggiate letterarie e percorsi immersivi nella natura. Il progetto intende rafforzare il presidio culturale nella città di Firenze e nella Città Metropolitana, favorendo il dialogo tra generazioni e la diffusione della cultura come bene condiviso.
La rassegna Felicità Metropolitane è presidio culturale permanente e diffuso, con eventi da giugno a settembre, in tutti i quartieri e negli spazi meno centrali di Firenze. L’obiettivo è promuovere un programma di alta qualità culturale e artistica, che coniughi rigore e leggerezza. Centrale è il tema della felicità: dalla felicità della ricerca alla ricerca della felicità.
http://www.lanottoladiminerva.it/wp/felicita-metropolitane-ix-edizione/