Redazione di Met
Mostra-evento di Beato Angelico: il 1° febbraio alla Certosa di Firenze il co-curatore Tartuferi fa il bilancio
Alla fine si confermerà un vero e proprio evento espositivo, come non se ne vedono spesso in Italia e nel Mondo. La conferenza, a ingresso libero, fino esaurimento posti
Già definita dai media specializzati come «la più bella del 2025», la mostra “Beato Angelico” che chiuderà i battenti domenica 25 gennaio a Palazzo Strozzi e al Museo di San Marco di Firenze, sarà oggetto della conferenza che domenica 1° febbraio alle ore 17 si terrà nella Sala Pio VI della Certosa di Firenze inaugurando la nuova stagione di incontri aperti al pubblico organizzati dalla Comunità di San Leolino.
Col titolo “Beato Angelico dopo la mostra: bilancio a caldo di sensazioni, critiche e risultati” a parlarne sarà lo storico dell’arte Angelo Tartuferi, già Direttore del Museo di San Marco e co-curatore della mostra insieme a Carl Brandon Strehlke, (Curatore emerito del Philadelphia Museum of Art) e a Stefano Casciu (Direttore regionale Musei nazionali della Toscana).
Con l’ausilio di proiezioni e di notizie di prima mano, Tartuferi offrirà l’opportunità di un resoconto dettagliato del grande evento espositivo, a poche ore dalla sua chiusura e che, a 70 anni dall’ultima mostra dedicata all’Artista, ha permesso un’ampia rilettura dell’opera di Fra Giovanni, compresa la sua influenza sull’arte rinascimentale.
«Accennerò a certe sensazioni e farò alcune considerazioni sui risultati della mostra – dice Tartuferi – ovvero gli oltre 200mila visitatori di Palazzo Strozzi e gli oltre 70mila del Museo di San Marco. Mi soffermerò poi sui risultati scientifici ottenuti con l’esposizione, che non è stato solo un fenomeno di costume, ma un vero e proprio evento che rappresenta già un momento fondamentale nella vicenda critica dell’Angelico, un gigante della storia dell’arte».
Ma non basta: dal momento che la conferenza si terrà alla Certosa di Firenze, Tartuferi ha promesso alcune considerazioni sull’importante affermazione di Giorgio Vasari, il quale scrisse che le più antiche opere di Beato Angelico si trovavano proprio alla Certosa.
«In realtà sappiamo che queste non erano dell’Artista bensì di Gherardo Starnina – conclude Tartuferi –, nome fondamentale nel passaggio dalla pittura tardo gotica a quella rinascimentale. Almeno due delle tre opere che Vasari vide nella Cappella di Santa Maria attribuendole all’Angelico, in realtà erano dello Starnina. Per cui, oltre a trarre un bilancio della mostra, accennerò ad alcune questioni critiche ancora aperte proprio riguardanti la Certosa, visto che ci troveremo lì».
La conferenza è a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
19/01/2026 14.15
Redazione di Met