Comune di Pontassieve
Pontassieve - La Pietra Paesina, un tesoro della natura fra geologia, storia e arte
dal 31 gennaio in mostra al museo Geo
La Pietra Paesina a Pontassieve per un’esposizione originale che celebra la ricchezza geologica della Toscana attraverso pezzi unici provenienti dalla collezione di Lorenzo e Pierluigi Gallerini.
Il Centro Studi Museo Geo di Pontassieve, in collaborazione con il comune di Pontassieve, inaugura una mostra dedicata alla pietra paesina, un calcare marnoso unico al mondo per le sue incredibili suggestioni visive. L'esposizione, allestita negli spazi di Piazza Vittorio Emanuele II, sarà inaugurata sabato 31 gennaio alle 16,30. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 15 marzo 2026, offrendo ai visitatori l’opportunità di scoprire la straordinaria bellezza di un calcare marnoso tipicamente locale che, grazie a processi geologici millenari, sembra disegnare paesaggi e architetture naturali senza l'intervento umano.
La mostra offre un percorso affascinante alla scoperta di questa pietra "figurata", nota per i disegni naturali che sembrano, infatti, riprodurre fedelmente città diroccate, castelli, mari e cieli tempestosi.
Il cuore pulsante dell'esposizione è rappresentato dalla raccolta dei fratelli Lorenzo e Pierluigi Gallerini. Questa collezione, frutto di una ricerca appassionata e di una profonda conoscenza del territorio, permette di ammirare esemplari di altissima qualità estetica e scientifica. La famiglia Gallerini ha saputo preservare e valorizzare pietre paesine che mostrano dettagli incredibili: dai "borghi arroccati" alle "marine", fino a visioni astratte che hanno affascinato collezionisti e artisti sin dal tempo dei Medici
Integrazioni
La Pietra Paesina è una varietà di calcare Alberese (roccia sedimentaria) formatasi circa 50 milioni di anni fa su fondali marini. Deve il suo nome alla straordinaria capacità di evocare immagini di paesaggi naturali, come borghi diroccati, mari o montagne. Questi disegni sono prodotti da infiltrazioni millenarie di ferro e manganese; esternamente la pietra appare come un comune sasso e solo il taglio ne rivela i segreti. Non esistono cave: i ritrovamenti sono del tutto casuali e richiedono una ricerca lunga e paziente. Questa rarità l'ha resa un materiale preziosissimo fin dal Rinascimento. Fu la famiglia Medici a renderla celebre, utilizzandola per gli intarsi (il "commesso fiorentino") e diffondendola nelle corti europee come ornamento di pregio per mobili e arredi. Nel tempo è stata usata da pittori come base per quadri (dove la mano umana completava il paesaggio naturale) o apprezzata come vero e proprio "quadro naturale" a sé stante. È stata citata da scienziati storici come Kircher e perfino dal poeta Pablo Neruda, che sembra riferirsi a questa pietra in una sua lirica.
Dal 1981, Lorenzo e Pierluigi Gallerini hanno recuperato questa tradizione esclusivamente fiorentina. Si occupano personalmente di ogni fase: dalla ricerca dei blocchi grezzi sul campo, al delicato taglio, fino alla lucidatura con tecniche antiche, con l'obiettivo di preservare un sapere artigianale sviluppatosi a Firenze nel XVI secolo anche grazie all'Opificio delle Pietre Dure.
L'esposizione sarà visitabile presso il Museo GEO sabato e domenica dalle 16 alle 19 e su appuntamento gli altri giorni telefonando al numero 3357572274
L'ingresso alla mostra è gratuito.
Museo GEO www.museogeobruschi.it - 3357572274
26/01/2026 10.40
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