Comune di Firenze
Firenze. Giornata della Memoria/1. Funaro: “Parole che credevamo del passato sono tornate tragicamente attuali, i giovani siano portatori della democrazia non cedendo alle intolleranze”
Cerimonia con gli studenti nel Salone dei Cinquecento. L’assessora Albanese: “Quanto accaduto in passato diventi la lente con cui leggere il presente”
“Ottantuno anni fa il mondo intero scoprì l’orrore della Shoah, di Auschwitz e degli altri campi di sterminio, luoghi in cui l’odio xenofobo, l’antisemitismo, il razzismo e ogni forma di intolleranza avevano cancellato ogni traccia di umanità. Il Giorno della Memoria deve essere un momento vivo, capace di rafforzare la consapevolezza del passato, di parlare al nostro presente e al nostro futuro. Nel 2026, parole che credevamo relegate a un passato lontano – guerra, razzismo, antisemitismo, disumanizzazione – sono tornate tragicamente attuali. Se non stiamo attenti, non solo si sgretola il diritto internazionale, ma rischia di indebolirsi anche quel patrimonio di valori e di princìpi che pensavamo intoccabile, quell’universo etico che credevamo ormai acquisito e condiviso”. Così la sindaca di Firenze Sara Funaro nel suo intervento in occasione del Giorno della Memoria. Le celebrazioni sono iniziate questa mattina dal Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio alla presenza di studentesse e studenti della 2^ DL del Russell-Newton di Scandicci, della 2^A dell’IIS Cellini, di una classe seconda e due classi terze dell’Istituto paritario Calamandrei, della 1^LEE e la 3^B Informatica del Meucci, della 3^C della secondaria di primo grado Botticelli e della 1^E del Liceo Artistico, con la partecipazione della Famiglia del Gonfalone.
“L’esperienza che più mi ha segnato è stato il viaggio della memoria ad Auschwitz nel 2019 – ha continuato la sindaca Funaro - con il treno della Memoria. Un viaggio lungo e faticoso, vissuto insieme a tanti ragazzi e ragazze, con le sorelle Bucci. Ricordo l’andata, carica di entusiasmo, di voglia di stare insieme. Al ritorno, dopo aver vissuto l’esperienza dei campi, il clima era cambiato: i ragazzi erano pieni di domande, di interrogativi, ma anche di nuove consapevolezze. Non dobbiamo cedere all’odio e all’intolleranza, ma continuare a far sentire la nostra voce in difesa dei diritti, dell’uguaglianza e della dignità di ogni persona, continuando a difendere quanto conquistato grazie al sacrificio di donne e uomini. I ragazzi lo hanno dimostrato molte volte scendendo in piazza, prendendo posizione, facendo sentire la propria voce. Oggi il mondo ha bisogno di voci giuste come queste, esattamente come, nel passato, ci sono stati tanti ‘Giusti’”.
Dopo i saluti della sindaca Funaro alle autorità civili e militari intervenute, dell’assessora alla Cultura della Memoria e all’Educazione Benedetta Albanese, del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’intervento del Direttore dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza Matteo Mazzoni sono seguite le testimonianze di dieci studenti che, tramite il progetto proposto da Aned ‘La memoria ha un futuro di pace’ inserito all’interno de ‘Le Chiavi della Città’ hanno preso parte lo scorso maggio ai Viaggio della Memoria nei campi di concentramento di Dachau, Ebensee e Mauthausen. Quindi si è tenuta la performance di Letizia Fuochi e Frank Cusumano dal titolo ‘Neve di carta’.
“Quello che abbiamo imparato con i ragazzi e le ragazze delle scuole che hanno partecipato con me al ‘Viaggio della Memoria’ lo scorso anno - ha detto l’assessora alla Cultura della memoria e all’Educazione Benedetta Albanese nel suo intervento - è che nulla accade da un giorno all’altro. Esiste invece un percorso, che nasce dall’individuazione di un nemico, di qualcuno considerato “diverso”, una diversità che diventa motivo di odio, che porta alla disumanizzazione dell’altro e alla normalizzazione del male, una normalizzazione che rende tollerabile, quasi comprensibile, ciò che invece, letto oggi con la lucidità della storia, è inconcepibile. Oggi più che mai la memoria deve farsi futuro, diventare la lente con cui leggere il presente. Perché il male ritorna, nella stessa sostanza, anche se con volti e forme diverse. Che la memoria sia la nostra guida verso un futuro migliore”.
In Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, dalle 10, con un simbolico taglio del nastro avvenuto alla presenza della sindaca Sara Funaro, dell’assessora alla Cultura delle memoria Benedetta Albanese, della consigliera della Comunità ebraica di Firenze Barbara Giannozzi Servi, di Lorenzo Tombelli, presidente della sezione fiorentina di Aned, di Alessandro Mammoli in rappresentanza di Anei, di Matteo Mazzoni presidente dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e di Vania Bagni, presidente dell'area fiorentina di Anpi, si è aperta la proiezione a ciclo continuo dei contributi video dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza riguardanti l’armistizio dell’8 settembre 1943; la persecuzione degli ebrei; scioperi e deportazione politica. La Comunità ebraica ha portato “La testimonianza di chi ce l’ha fatta”, mentre Aned, “Testimonianza di Mario Piccioli”.
27/01/2026 17.37
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