Comune di Greve in Chianti
Ricollocati 50 dipendenti, in parte nelle aziende del Gruppo, in parte nelle aziende del territorio. Altri, vicini alla pensione, sono stati supportati con gli ammortizzatori sociali e il contributo dell’azienda
Buzzi Unicem, chiusa la vertenza sindacale (che ha fatto scuola): nessuno dei lavoratori è stato lasciato solo
I sindaci Paolo Sottani e Roberto Ciappi: “Un aspetto importante è stato il percorso di ricollocazione a favore dei lavoratori più fragili, ci stiamo adoperando per individuare le opportune operazioni ambientali ed una nuova destinazione del sito
GREVE IN CHIANTI, 27 gennaio 2026. Nessuno è stato lasciato solo. I lavoratori e le lavoratrici, dipendenti della Buzzi Unicem, sono stati tutti ricollocati. In parte nelle aziende del Gruppo Buzzi SpA, distribuiti in Toscana, in parte nelle imprese locali. Una battaglia collettiva, frutto di un impegno comunitario e territoriale, affrontata e superata grazie alla resilienza dei lavoratori e delle lavoratrici, alla rete sinergica che ha visto mobilitare i vari soggetti interessati, le istituzioni in prima linea per la tutela del lavoro, i Comuni di Greve in Chianti e San Casciano in Val di Pesa e la Regione Toscana, le organizzazioni sindacali, i dipendenti, l’azienda.
Nell’incontro, che si è tenuto questo pomeriggio presso la sala Margherita Hack del Comune di Greve in Chianti, alla presenza dei sindaci Paolo Sottani e Roberto Ciappi, del consigliere regionale delegato Valerio Fabiani, delle organizzazioni sindacali, Giulia Bartoli, segretaria generale di Fillea Cgil Firenze, Gabriele Spadini e dei lavoratori, è stata sancita la chiusura della vertenza sindacale con la ricollocazione di 50 dipendenti ed altri supportati economicamente con gli ammortizzatori sociali e il contributo dell’azienda nell’accompagnamento al pensionamento.
“Questo momento celebra la fine di una parte del percorso – ha dichiarato il consigliere regionale Valerio Fabiani - aver portato a compimento la ricollocazione dei lavoratori è stato un risultato importantissimo non solo per i lavoratori della ex Sacci ma per un intero territorio, che si è mobilitato come non si era mai visto fino a questo momento, e per tutte le lavoratrici e i lavoratori della Toscana. La vertenza ha fatto scuola e ha creato dei riferimenti per tutti coloro che vivono momenti di difficoltà. La ricollocazione è avvenuta grazie anche alla ‘dote privata’, lo strumento che è consistito nell’assegnazione e nel riconoscimento da parte dell’azienda Buzzi di risorse ai nuovi datori di lavoro, alle imprese che hanno assunto i lavoratori provenienti da situazioni di crisi. Nel nostro caso la dote privata, stabilita in base all’accordo sindacale, ha previsto l’erogazione di 12mila euro complessivi”.
“L’accordo ha determinato un esito di rilievo a favore dei lavoratori e delle lavoratrici – ha aggiunto la segretaria generale di Fillea Cgil Firenze Giulia Bartoli – ricordiamo che ha chiuso un‘azienda industriale nel Chianti, territorio dove non esisteva un’alternativa analoga nello specifico, la vertenza dunque ha determinato la presenza territoriale, ha generato delle risposte concrete ai singoli lavoratori e ha posto il tema ambientale. Arriviamo alla fine di questo complesso percorso per traghettare anche le persone che sono prossime alla pensione, l’accordo si è rivelato un puzzle puntuale, costituito da tanti tasselli che hanno provato a dare risposte alle singole casistiche. Un modello in cui la rete ha davvero funzionato”.
“Con l’incontro di oggi – hanno precisato i sindaci Paolo Sottani e Roberto Ciappi – si è chiusa definitivamente la questione delicata legata al personale, grazie anche alla disponibilità dell’azienda, richiamata alla responsabilità sociale, a fare una valutazione e ad agire per sostenere le situazioni più fragili. Un aspetto importante è stato il supporto per una ricollocazione ai lavoratori più deboli, oltre ai pensionamenti, frutto di un accordo riconosciuto unanimemente dalle parti coinvolte. In modo parallelo ci stiamo adoperando per individuare e definire le opportune operazioni ambientali ed una nuova destinazione del sito”.
L’impegno dei lavoratori e delle lavoratrici della ex Sacci è diventata una vertenza di comunità, accompagnata da un presidio aperto notte e giorno per circa un anno davanti all’azienda, sostenuta e supportata dalla partecipazione e dall’azione corale della comunità chiantigiana. I cittadini e le cittadine hanno fatto sentire la propria vicinanza ai lavoratori e alle lavoratrici attraverso l’anima e il cuore della solidarietà”.
28/01/2026 10.22
Comune di Greve in Chianti