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Università di Firenze
Università di Firenze e carcere: crescono le matricole, l'Ateneo entra per la prima volta all'Istituto Penale per Minorenni
I dati del 2025: 3 laureati e 29 nuovi iscritti. L'impegno dell'Unifi si estende oltre il Polo Universitario Penitenziario: due "giovani adulti" iscritti all'IPM
Non solo un diritto costituzionale allo studio, ma uno strumento concreto di riabilitazione e costruzione di una nuova identità. L'Università di Firenze rinnova e amplia il suo impegno negli istituti di pena, chiudendo il 2025 con numeri significativi che testimoniano un sistema funzionante e in evoluzione.

La vera notizia dell'Anno Accademico 2025-2026 è l'ingresso per la prima volta dell'Ateneo fiorentino nell'Istituto Penale per Minorenni (IPM) di Firenze. Qui, due "giovani adulti" hanno iniziato il loro percorso universitario, segnando un precedente storico per il territorio. Si tratta di un investimento sul futuro di ragazzi giovanissimi, per i quali l'accesso alla cultura può rappresentare la vera chiave di volta per non tornare a delinquere.

"L'ingresso all'IPM segna un cambio di passo fondamentale - dichiara Maria Paola Monaco, delegata della Rettrice all'Inclusione e Diversità e al Polo Universitario Penitenziario -. Non portiamo dentro le mura solo didattica, ma strumenti di riprogettazione esistenziale. Investire su questi ragazzi, così come sui nostri studenti a Sollicciano e Dogaia, significa investire sulla capacità di recupero della persona e di miglioramento di tutta la collettività, perché lo studio è l'antidoto più potente alla recidiva e il motore primario per la ricostruzione di una nuova identità".

I dati aggiornati al 16 dicembre 2025 fotografano una comunità studentesca attiva. Sono 65 gli studenti totali iscritti per il nuovo anno accademico. Un dato trainato da nuove adesioni: ben 29 sono le nuove immatricolazioni, un segnale di fiducia verso l'istituzione universitaria da parte della popolazione detenuta. Il 2025 ha visto inoltre il coronamento del percorso per 3 studenti, che hanno conseguito la laurea (in Progettazione e Gestione di Eventi, Chimica e Storia, quest'ultima con 110 e lode) , mentre altre 3 tesi sono attualmente in scrittura.

L'azione dell'Università di Firenze si distingue per la capacità di operare su più livelli, garantendo il diritto allo studio indipendentemente dalla collocazione formale del detenuto. Il cuore strutturato del Polo Universitario Penitenziario (PUP) - realtà avviata dall'Ateneo fiorentino fin dal 1999 e proseguita insieme agli altri Atenei toscani con il coinvolgimento della Regione Toscana e del Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria - rimane la casa circondariale La Dogaia di Prato (con 26 iscritti e ben 14 nuovi immatricolati quest'anno) e il "Mario Gozzini" (6 iscritti). Tuttavia, l'impegno dell'Ateneo supera i confini formali del Polo: una presenza fondamentale è garantita presso il carcere di Sollicciano, dove l'Università supporta attivamente 12 studenti (di cui 8 nuovi immatricolati), assicurando loro didattica e tutoraggio nonostante la struttura non rientri formalmente nel perimetro del Polo Universitario. L'azione si estende inoltre agli studenti in esecuzione penale esterna o in regime di semilibertà (13 studenti), garantendo continuità didattica anche fuori dalle mura.

L'attività didattica è intensa: da maggio a dicembre 2025 sono stati sostenuti 43 esami, e altri 15 sono già in programma. Un supporto reso possibile anche grazie all'assegnazione di 5 borse di studio DSU e al lavoro costante di tutor e docenti. Come sottolineato nella relazione annuale del PUP, impegnarsi in un percorso universitario in un contesto "povero di stimoli" come quello carcerario rappresenta la strada maestra per la "ricostruzione di una nuova e diversa identità". L'Università, in linea con l'articolo 27 della Costituzione, non porta dentro le mura solo libri, ma una prospettiva di vita diversa, riducendo drasticamente le probabilità che chi esce torni a delinquere.

04/02/2026 10.31
Università di Firenze


 
 


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