Login

MET



Controlli voce Chiudi controlli
: Volume:  1 Velocità  1 Tono:  1
Teatro della Toscana (Pergola, Rifredi, Era)
"Sabato, domenica e lunedì". Il capolavoro eduardiano al Teatro della Pergola e "Le Dieu du carnage" al Nuovo Rifredi Scena Aperta
La programmazione alla Pergola da mercoledì 11 a giovedì 19 febbraio e dal 12 al 13 febbraio al Nuovo Teatro Rifredi
Il capolavoro eduardiano Sabato, domenica e lunedì torna, dopo oltre vent'anni lontano dalle scene, dalll'11 al 19 febbraio al Teatro della Pergola nel nuovo allestimento firmato da Luca De Fusco che, con abile rigore registico, si insinua nelle pieghe della drammaturgia originale per offrire un affresco vivido sulle dinamiche, i segreti e le tensioni intime di una famiglia.

Un ritorno all'intramontabile commedia di Eduardo De Filippo, scritta nel 1959, che intercetta il nostro tempo, in equilibrio perfetto tra acuta ironia e crescente conflittualità, esplorando i meccanismi delle relazioni parentali che si agitano attorno a un pranzo domenicale. A dare vita a questo interno domestico è la compagnia di interpreti guidati da Teresa Saponangelo (nel ruolo di Rosa) e Claudio Di Palma (interprete di Peppino), con cui De Fusco scandaglia le contraddizioni familiari attraverso una regia nitida e fedele all'originale, svelando la profonda umanità e tenerezza dei personaggi, che troveranno poi nella riconciliazione un simbolo di compattezza di fronte alle difficoltà.

Il testo, «il più borghese e quasi cechoviano di Eduardo», come sottolinea il regista Luca De Fusco – delinea il racconto di un momento di equilibrio sociale oggi perduto, tra le mura di una grande casa della numerosa famiglia Piscopo, che abbraccia tre generazioni: il nonno Antonio Piscopo, i due coniugi Peppino Priore e Rosa, i figli, e la classica zia "zitella", Amelia Priore. Una famiglia compatta e affezionata ai propri rituali, come quello del pranzo della domenica. È proprio nella lenta ebollizione del succulento ragù che si insinuano le tensioni che minacciano sentimenti ed equilibri, tra Rosa e suo marito Peppino: lei in competizione culinaria con la nuora, lui in preda a una inesistente gelosia tolstoiana. Tutti gli altri componenti si adoperano per risanare i conflitti e a proteggere il nonno dalle amarezze di una domenica sbagliata: zia Memé si trasforma da anticonformista in angelo del focolare, mentre i figli sdrammatizzano la plateale litigata dei genitori.

L'opera, che fa parte della Cantata dei giorni dispari, raccolta in cui compare una visione eduardiana amara dell'esistenza, sembra discostarsene lasciando un pensiero ottimista riguardo la sopravvivenza della famiglia. È una commedia senza tempo, in cui si sorride, ci si commuove e si riflette, anche e soprattutto, sul ruolo della donna. Centrale, infatti, è la figura di Rosa Priore che, nell'interpretazione di Teresa Saponangelo, volto amato del cinema e della tv, incarna l'archetipo femminile che assorbe le tensioni e mantiene la coesione familiare.

Come dichiara lo stesso De Fusco: «La famiglia De Piscopo è una vera famiglia, compatta e affezionata ai propri rituali. Ci commuove perché sa curare le proprie ferite e tiene alla salute del gruppo come a un valore. Le donne, com'è giusto che sia, non preparano più la camicia e i calzini ai mariti e non dedicano più ore e ore alla preparazione del mitico ragù. Quella famiglia si reggeva però su un equilibrio, che non abbiamo ancora ritrovato. Rileggendo questo capolavoro ci viene da rimpiangere più l'equilibrio perduto che l'anticipazione dei futuri conflitti. Ed emerge forse il rimpianto di Eduardo per una famiglia "normale", da lui mai avuta».

Dal punto di vista della scrittura scenica De Fusco maneggia la materia eduardiana come un regista – interprete, senza spostare alcuna nota della partitura, piuttosto che un regista-demiurgo che tende a diventare il vero autore dello spettacolo: «Nel 2018 misi in scena Sabato, domenica e lunedì nel celebre Teatro Vachtangov di Mosca. In quel caso decisi di usare una mano registica molto lieve, partendo dal presupposto che il pubblico russo non conoscesse la commedia, mai messa in scena, fino ad allora, nella loro lingua – commenta il regista – Più vado avanti nel lavoro e più mi convinco che questo atteggiamento sia giusto anche in Italia. Sia perché sono oltre vent'anni che questo testo non viene rappresentato nel nostro paese, sia perché penso che Eduardo sia come Goldoni: si può interpretare, ma non stravolgere. Siamo ormai abituati a far coincidere la parola "inquietante" con una definizione elogiativa di uno spettacolo. Ma non è così. Non è detto che far sorridere significhi far uscire dal sentiero dell'arte teatrale: Goldoni, Mozart, Cimarosa lo sapevano bene. E anche noi dobbiamo talvolta ricordarlo».

Sabato, domenica e lunedì è una commedia corale che, mantenendosi in tensione tra leggerezza e profondità, restituisce con forza quanto il teatro di Eduardo sia ancora vivo, sorprendentemente vitale e necessario.

Personaggi - Interpreti

Peppino Priore - Claudio Di Palma
Rosa, sua moglie - Teresa Saponangelo
Giulianella - Mersila Sokoli
Rocco - Gianluca Merolli
Roberto - Pasquale Aprile
Antonio Piscopo, padre di Rosa- Francesco Biscione
Amelia Priore, sorella di Peppino - Anita Bartolucci
Attilio, suo figlio - Renato De Simone
Raffaele Priore, fratello di Peppino - Paolo Cresta
Federico, amico di Rocco - Alessandro Balletta
Maria Carolina, moglie di Roberto - Alessandra Pacifico
Luigi Ianniello - Paolo Serra
Elena, sua moglie - Maria Cristina Gionta
Virginia, cameriera - Rossella De Martino
Michele, suo fratello - Domenico Moccia
Dottor Cefercola- Catiello, sarto- Antonio Elia

Perché vederlo?
Un pranzo di famiglia diventa specchio di ciò che abbiamo perduto: l'armonia, la casa, l'amore.

Teatro della Pergola
Via della Pergola 18/32, Firenze
Tel 055.0763333
biglietteria@teatrodellapergola.com

Biglietti
Platea € 37 - Palco € 30 - Galleria € 21
Ridotto over 65, convenzioni
Platea € 34 - Palco € 27 - Galleria € 19
Ridotto soci Unicoop Firenze
Platea € 31 - Palco € 25 - Galleria € 19
Ridotto under30, abbonati
Platea € 31 - Palco € 25 - Galleria € 19

I prezzi indicati sono comprensivi dei diritti di prevendita.

Le riduzioni over 65 e under 30 sono valide per le recite dal martedì al sabato.
La riduzione soci Unicoop Firenze è valida per le recite di mercoledì e giovedì.
Gli abbonati al Teatro della Toscana hanno diritto al biglietto ridotto.
Consulta le convenzioni aggiornate sul sito web.

Biglietteria
Aperta dal lunedì al sabato, ore 10 – 20
È possibile acquistare i biglietti degli spettacoli della stagione durante le serate di spettacolo presso la biglietteria.

Online su teatrodellatoscana.vivaticket.it e nei punti vendita Vivaticket

Le Dieu du carnage, al Nuovo Rifredi Scena Aperta il 12 e 13 febbraio, è un testo che ritrae un interno borghese parigino dove "regna un'atmosfera compunta cordiale e tollerante" che ben presto si esaspera virando su toni crudi e feroci. La dinamica è quella di una doppia coppia di genitori che hanno appena fatto conoscenza e si incontrano per cercare di risolvere – da persone adulte e civili quali essi ritengono di essere – una questione che inizialmente pensano di minimizzare: una lite scoppiata ai giardinetti tra i rispettivi figli di undici anni. Ma, a poco a poco, le maschere di benevolenza, tolleranza, buona creanza, correttezza politica, apertura mentale e dirittura morale si sgretolano. E sotto quelle maschere appare il ghigno del nume efferato e oscuro che ci governa sin dalla notte dei tempi: il dio del massacro, appunto.

La presente edizione porta la firma di Antonio Zavatteri, regista/attore che sa lavorare sulla commedia come pochi (ricordiamo il suo felice allestimento di Le prénom. Cena tra amici di Matthieu Delaporte e Alexandre de La Patellière che, nell'edizione italiana a cura di Fausto Paravidino, gira nei teatri italiani dal 2015). In scena un quartetto di attrici e attori raffinato e affiatato, proveniente dalla Scuola di Genova: Francesca Agostini, Andrea Di Casa, Alessia Giuliani e lo stesso Antonio Zavatteri. Scena candida e disegno luci di Nicolas Bovey (noto per aver conquistato, nel corso delle stagioni i più importanti premi teatrali); costumi minimalisti firmati da Anna Missaglia, che alterna lavori tra prosa e lirica, anche a livello internazionale.

Le Dieu du Carnage (2006) ha vinto i più importanti premi internazionali (Prix Molière e Tony Award) e sbancato i botteghini di tutto il mondo, a partire da Parigi, Londra e New York. L'autrice ha una sapienza unica nel cogliere e ritrarre gli squarci dei veli che ricoprono la barbarie delle creature umane. In scena due coppie di genitori di due ragazzi che non compaiono mai in scena, Bruno Houllié e Ferdinand Reille: Ferdinand ha colpito in faccia, con un bastone, Bruno.

I genitori di Bruno sono Véronique (grande appassionata d'arte e fotografia, momentaneamente occupata sulla scrittura su un libro circa le problematiche del Darfur) e Michel Houllié (grossista di articoli casalinghi con una madre molto malata), mentre quelli di Ferdinand sono Annette (una consulente patrimoniale) e Alain Reille (avvocato, sempre al telefono, impegnato a difendere una casa farmaceutica che ha rilasciato un farmaco dagli effetti collaterali nocivi). Purtroppo, le buone intenzioni iniziali finiscono presto dimenticate lasciando spazio a diverbi che esplodono in alterchi verbali e liti sia tra le due famiglie, che tra mogli e mariti.

A quasi 20 anni dalla sua prima apparizione, la commedia mantiene intatta la sua forza caustica che divampa e non finisce di divertire, di inquietare, di irritare, adottando un linguaggio semplice e feroce che scopre i nervi seguendo un ritmo sospeso tra la satira violenta e un'empatica commiserazione per i suoi protagonisti.

Note di regia

«Senza troppo generalizzare, possiamo dire che l'essere umano, per quanto si sia potuto evolvere nei secoli, è sempre istintivamente proiettato verso la supremazia nei confronti del prossimo e verso il desiderio del suo annullamento. YasminaReza, con questo testo, fotografa il comportamento di due coppie di genitori alle prese con un tentativo di mediazione e di riconciliazione dopo una lite avvenuta tra i rispettivi figli. Gradualmente rivela le tensioni nascoste sotto la superficie, costruendo una commedia estremamente divertente e crudele, in cui la furia del desiderio per la "mattanza" pervade i quattro protagonisti e mette noi che assistiamo di fronte a uno specchio.

Il testo va trattato come un classico ma può essere una trappola molto insidiosa. La nostra messa in scena privilegia il lavoro di interpretazione di un quartetto di attori che si conoscono bene e hanno già condiviso esperienze di palcoscenico: un'intesa naturale e rodata. La necessità assoluta è quella della commedia, per rispettare il ritmo impresso dalla drammaturgia e il mio gusto di teatro e di arte, ovvero che noi attori non dobbiamo nemmeno inconsciamente voler raccontare la storia né tantomeno i personaggi.



Come recita la didascalia iniziale: Un salotto. Nessun realismo. Nessun elemento inutile. Gli Houllié e i Reille, seduti gli uni di fronte agli altri. Si deve capire subito che si è in casa degli Houllié e che le due coppie hanno appena fatto conoscenza. Al centro, un tavolino basso con molti libri d'arte. Nei vasi due grandi mazzi di tulipani. Lo spazio che abbiamo pensato con Nicolas Bovey mette in primo piano l'azione, prevedendo anche un carattere estetico importante.

La commedia è una commedia, e io vorrei che si ridesse di questi esseri orribili. Non voglio certo negarne l'essenza, ma (come piace a me, anche grazia all'esperienza fortunata de Le prénom) vorrei che il carattere dello spettacolo prescindesse dai generi e dalle categorie e che si fluttuasse da un genere a un altro, esattamente come succede nelle realtà. Yasmina Reza descrive un certo tipo di borghesia, medio colta (affine a quella ritratta in Le prénom) in cui si contrappongono due stili di vita, di pensiero e di ideali. Ma definirei queste caratteristiche più di relazione e di personalità che non di appartenenza culturale e di politica. Ma la nostra natura, sotto la superficie perbenista, ci porta alla sopraffazione. Nasconde ancora il desiderio dell'annientare e del massacro.

In conclusione, la commedia, il dramma e la tragedia convivono continuamente nella nostra realtà e in questa girandola di accadimenti e di relazioni tra le coppie e tra gli elementi delle coppie, uno degli aspetti fondamentali è il comportamento "adulto" delle donne, in contrapposizione con il comportamento infantile degli uomini. Questo non deve portare ad una interpretazione univoca, ma è un aspetto di cui tener conto in modo limpido».

Antonio Zavatteri
Personaggi – Interpreti
Annette Reille – Francesca Agostini
Michel Houlliè – Andrea Di Casa
Veronique Houlliè – Alessia Giuliani
Alain Reille – Antonio Zavatteri

Perché vederlo?
Un duello borghese irresistibile dove la civile convivenza crolla e riemerge l'istinto più feroce.

Teatro di Rifredi
Via Vittorio Emanuele II, 303
Tel. 055.4220361/2

rifredi@teatrodellatoscana.it



Biglietti

Intero € 19

Ridotto Over65 e Convenzioni € 17

Ridotto Soci e Unicoop Firenze € 16

Ridotto Under35 e Abbonati € 15



I prezzi indicati sono comprensivi dei diritti di prevendita.

Gli abbonati al Teatro della Toscana hanno diritto al biglietto ridotto.

Consulta le convenzioni aggiornate sul sito web.



Biglietteria

Aperta dal lunedì al sabato, ore 16 – 19

È possibile acquistare i biglietti degli spettacoli della stagione durante le serate di spettacolo presso la biglietteria.

Online su teatrodellatoscana.vivaticket.it e nei punti vendita Vivaticket

Punti Vendita Vivaticket
Le riduzioni over65 e under30 sono valide tutti?i giorni.?

La riduzione soci Unicoop Firenze?è valida per le recite della?domenica.

Gli abbonati al Teatro?della Toscana hanno diritto al?biglietto

11 > 19 febbraio | Teatro della Pergola

(martedì, venerdì, sabato, ore 21; mercoledì, giovedì, ore 19; domenica, ore 16)

SABATO, DOMENICA E LUNEDÌ

commedia in tre atti di Eduardo De Filippo

con Teresa Saponangelo, Claudio Di Palma

e con Pasquale Aprile, Alessandro Balletta, Anita Bartolucci, Francesco Biscione, Paolo Cresta, Rossella De Martino, Renato De Simone, Antonio Elia, Maria Cristina Gionta, Gianluca Merolli, Domenico Moccia, Alessandra Pacifico Griffini, Paolo Serra, Mersila Sokoli

regia Luca De Fusco

scene e costumi Marta Crisolini Malatesta

luci Gigi Saccomandi

produzione Teatro di Roma, Teatro Stabile di Torino, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Biondo di Palermo, LAC Lugano Arte e Cultura



12 > 13 febbraio, ore 21 | Nuovo Rifredi Scena Aperta

LE DIEU DU CARNAGE

di Yasmina Reza

traduzione Laura Frausin Guarino, Ena Marchi

con Francesca Agostini, Andrea Di Casa, Alessia Giuliani, Antonio Zavatteri

regia Antonio Zavatteri

scene e luci Nicolas Bovey

costumi Anna Missaglia

produzione Teatro Nazionale di Genova

Famiglie in scena a Firenze, un doppio appuntamento per le sale del Teatro della Toscana che spazia dalla tradizione napoletana alla ferocia contemporanea, per vivere il teatro come specchio (spesso scomodo) delle nostre relazioni più intime.


Al Teatro della Pergola, dall'11 al 19 febbraio, Teresa Saponangelo e Claudio Di Palma sono i protagonisti di Sabato, domenica e lunedì di Eduardo De Filippo, regia di Luca De Fusco. Il celebre rito del ragù si trasforma in un'indagine profonda e ironica sulle gelosie e i silenzi di una famiglia borghese, in un equilibrio perfetto tra commedia e dramma. Lo spettacolo sarà poi al Teatro Era il 21 e 22 febbraio.

Al Nuovo Rifredi Scena Aperta, il 12 e 13 febbraio, va in scena Le Dieu du carnage di Yasmina Reza, diretto e interpretato da Antonio Zavatteri. In questo "salotto del massacro", due coppie di genitori tentano di risolvere civilmente un bisticcio tra figli, finendo per scatenare una guerra verbale spietata che sgretola ogni maschera di perbenismo.

06/02/2026 12.07
Teatro della Toscana (Pergola, Rifredi, Era)


 
 


Met -Vai al contenuto