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Comune di San Casciano
Opere mai viste di Tito Chelazzi, il genio della pittura floreale, al Museo Ghelli di San Casciano
La mostra, caratterizzata dall'esposizione di una quarantina di capolavori inediti, è visitabile fino all'1 marzo tra le sale del museo sancancianese. Sabato 21 febbraio, alle ore 16, Christian Satto dell'Università per Stranieri di Siena terrà una conferenza dal titolo "Pittori in camicia rossa: Tito Chelazzi soldato di Garibaldi", seguirà una visita guidata alla mostra con il curatore Michele Amedei
Per scoprire il genio italiano della pittura floreale occorre immergersi tra le colline più belle del mondo e raggiungere il cuore della campagna fiorentina. La meta artistica è San Casciano in Val di Pesa, territorio del Chianti Classico, ammantato di vigneti e olivi, dove fino all'1 marzo 2026 è possibile visitare una mostra inedita dedicata a Tito Chelazzi, artista di origini sancascianesi che visse e operò nel corso dell'Ottocento ed ebbe il merito di inaugurare il genere floreale nella pittura del suo tempo. "Con l'occhio del botanico. I fiori nell'arte toscana dell'Ottocento dai Bezzuoli al sancascianese Tito Chelazzi" è il titolo del percorso espositivo promosso e sostenuto dal Comune di San Casciano in Val di Pesa, allestito negli spazi del Museo Giuliano Ghelli.

Un'opportunità da non perdere in questi ultimi giorni di apertura dell'evento, arricchita dalla conferenza, in programma sabato 21 febbraio alle ore 16, che Christian Satto dell'Università per Stranieri di Siena terrà per approfondire il sentimento patriottico di Tito Chelazzi dal titolo "Pittori in camicia rossa: Tito Chelazzi soldato di Garibaldi". Al termine della conferenza verrà effettuata una visita alla mostra con il curatore Michele Amedei.

In esposizione quaranta opere 'mai viste', capolavori inesplorati tra dipinti, disegni e incisioni nati tra diciottesimo e diciannovesimo secolo. Si tratta di una rassegna, curata da Michele Amedei, dedicata alla pittura floreale toscana dell'Ottocento, come testimoniano le opere contemplate dall'evento sancascianese firmate da artisti quali i fiorentini Luigi (1750-1820) e Giuseppe Bezzuoli (1784-1855), il massimo rappresentante del Romanticismo nella Toscana della prima metà dell'Ottocento, nonché il sancascianese Tito Chelazzi (1834-1892), considerato al tempo come il «primo pittore fiorista che vanti adesso l'Italia». La mostra espone una selezione di opere provenienti da collezioni private e dal Kunsthistorisches Institut di Firenze.

Un evento di alto profilo culturale che per la prima volte mette in luce, grazie alle opere messe a disposizione da collezionisti privati, in gran parte uscite dai salotti di casa dei sancascianesi, il cammino artistico di un 'genio' poco conosciuto, un garibaldino che lottò per l'Indipendenza nazionale con l'amore per l'arte, la pittura e i fiori. Un artista sancascianese, conteso da regnanti di mezza Europa, apprezzato dalla regina Margherita per la sua grande abilità nel decorare specchi e dipingere fiori e frutta.

La mostra è articolata in tre sezioni: la prima, Tra Illuminismo e Romanticismo: i fiori nell'arte di Luigi e Giuseppe Bezzuoli, introduce il visitatore al rapporto tra scienza — in particolare botanica — e arte toscana tra la fine del Settecento e la prima metà dell'Ottocento. Sono esposti gli studi preparatori ideati da Luigi Bezzuoli per trattati dedicati a piante e fiori, insieme a preziose incisioni floreali francesi del Seicento appartenute allo stesso artista, tra cui una rara tavola dei Diverses fleurs mises en bouquets di Jacques Bailly (1629-1679), «peintre du Roy». Le opere sono presentate in dialogo con i ritratti del figlio Giuseppe, tra cui il Ritratto della famiglia di Vincenzo Antinori (1834) e il Ritratto di Maddalena Giuntini Guiducci (1847), nei quali mazzi di rose, crisantemi e margherite arricchiscono l'ambiente domestico, riflettendo una società sempre più attenta al sapere scientifico e alla classificazione tassonomica del mondo vegetale. La seconda sezione della mostra, "Il primo pittore fiorista che vanti adesso l'Italia": il pittore Tito Chelazzi, riunisce — oltre a inediti documenti che attestano la partecipazione dell'artista alle battaglie risorgimentali e a opere di pittori macchiaioli come Giuseppe Abbati (1836-1868) — una selezione di nature morte eseguite nel solco di quelle composizioni floreali (inclusi specchi decorati) particolarmente apprezzate, tra gli altri, principesse russe e da Margherita di Savoia, la quale nel 1892 acquistò presso Chelazzi alcune tele del pittore ancora oggi conservate al Quirinale. Chiude il percorso l'ultima sezione, "I fiori": l'ambizioso progetto editoriale dei Fratelli Treves, 1892-1894, dedicata ai raffinati volumi botanici pubblicati dai Fratelli Treves nei primi anni Novanta dell'Ottocento. Curati, tra gli altri, da Pietro Gori (1865-1911) e Angelo Pucci (1851-1934), essi furono illustrati da Chelazzi e da Arnaldo Ferraguti (1862-1925).

20/02/2026 9.11
Comune di San Casciano


 
 


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