Un’originale rilettura del capolavoro di Mary Shelley che intreccia la storia del Dottor Frankenstein e della Creatura con quella dell'autrice e delle sfide che dovette affrontare come donna e artista nel XIX secolo. Venerdì 27 e sabato 28 febbraio va in scena per la prima volta in Toscana al Teatro Cantiere Florida di Firenze (via Pisana 111 Rosso) il “Frankenstein” della regista e drammaturga Ivonne Capece, firmato da Elsinor Centro di Produzione Teatrale. Capece ritrae una donna costretta a nascondersi in un mondo culturale dominato da uomini. Si entra in sala per la celebre vicenda del giovane che elabora il lutto per la morte della madre dando vita a una creatura assemblata con parti di cadaveri. Invece sul palco troviamo Mary Shelley che narra in prima persona i momenti cruciali della sua vita: il rapporto con la madre - che anche lei perse, morta dopo il parto per setticemia; la relazione di amore e odio nei confronti della scrittura - che desidera e rigetta per tutta la vita; il senso di colpa come madre nei confronti dei figli - tutti morti eccetto uno entro i 3 anni d’età. Ma appena crediamo di trovarci di fronte alla vita di lei notiamo che le parole, l’ordine delle scene e persino la storia sono in realtà quelle del libro. Tra cuffie wireless, ambientazioni virtuali e audio in binaurale, lo spettacolo è un viaggio immersivo e onirico nel romanzo e, al contempo, nell’emotività della sua autrice, che confonde se stessa col dottor Frankenstein, la Creatura con l’Opera e i personaggi con i ricordi (info www.teatroflorida.it).
“La storia di Frankenstein è un cult - spiega Ivonne Capece - uno studente di scienze naturali decide di creare un essere umano. Studia, uccide animali, recupera parti anatomiche dai cadaveri. L’esperimento è un successo: la Creatura nasce, bellissima e forte. Il suo creatore però si dispera. Ne ha paura. Perché? È questo il vero mistero del romanzo: perché Frankenstein non è orgoglioso del suo lavoro? Per darmi una risposta ho iniziato a leggere la storia della fanciulla che scrisse “Frankenstein”: le sue introduzioni, i suoi ripetuti interventi per ridimensionare la portata letteraria della sua opera, delle sue stesse doti, come se la scrittura fosse un’attività secondaria rispetto al suo felice ruolo di moglie vedova e madre. È lei a dichiarare in più punti di non essere capace di creare dal nulla come i suoi illustri colleghi poeti – e come un vero artista dovrebbe fare - ma solo dal caos, dal troppo pieno: sostiene di aver rubato la storia da conversazioni tra Percy Shelley e il grande Byron, loro sì, veri geni, creatori riconosciuti e in grado di mostrare le loro opere alla luce del sole; è lei a dire che è stato suo marito a desiderare che diventasse un romanzo (mentre lei si sarebbe accontentata di una novella scritta per gioco in una notte di tempesta). Insomma: Mary dovrebbe essere felice del capolavoro che ha scritto e invece fa di tutto per sminuirne la maternità. Molti intellettuali le chiedono in toni garbatamente inquisitori per quali ragioni una giovane di buona famiglia della sua età nutrisse dentro simili fantasie mostruose”.
E prosegue: “Il romanzo è una visione di futuro: espressione della creatività femminile libera di raggiungere gli stessi gradi di quella maschile. Mary attraverso la sua opera ha visto un potenziale di se stessa, un femminile nuovo. La storia di Frankenstein è sempre stata etichettata come distopica: il futuro senza Dio, l'uomo che crea artificialmente esseri che non è più capace di controllare, o a cui non vuole riconoscere dignità sociale. E invece Mary è figlia di due progressisti di prim'ordine: William Godwin era un politico e filosofo attivo per i diritti di tutte le classi sociali e per il concetto di uguaglianza, Mary Wollstonecraft una scrittrice ed intellettuale femminista di fama nazionale quando esserlo era tutt'altro che scontato. E perciò Mary non può che scrivere una Grande Utopia: la realizzazione di un'epoca in cui maschile e femminile non sono più categorie classificatorie delle facoltà intellettive e delle potenzialità, in cui la diversità non venga più percepita come mostruosa, in cui un modello di essere umano nuovo e migliore non ci faccia paura. La Creatura era bellissima: il dottore ha sbagliato nel momento in cui ne ha avuto paura. Perché ha avuto paura di se stesso, del suo meglio e del suo futuro”.
Le attività del Teatro Cantiere Florida sono co-finanziate dal Creative Europe Programme dell'Unione Europea, con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Comune di Firenze, in collaborazione con RAT Residenze Artistiche Toscane, Firenze dei Teatri, Quadrato, con il contributo di Unicoop Firenze. Partner del Teatro è inoltre la Fondazione CR Firenze che, oltre a sostenere le tre compagnie in residenza nella realizzazione della stagione teatrale, collabora con loro nella promozione di azioni mirate a favorire l’ingaggio di nuovi pubblici e la partecipazione culturale della comunità locale.
ELSINOR CENTRO DI PRODUZIONE TEATRALE
FRANKENSTEIN
Regia Ivonne Capece
Con Maria Laura Palmeri (in scena), Lara Di Bello e Giuditta Mingucci (in video)
Drammaturgia Ivonne Capece
Assistente alla regia Micol Vighi
Sound designer Simone Arganini
Scenografie Micol Vighi
Costumi Micol Vighi
Postproduzione video Cristina Spelti
Light designer Cristina Spelti
Riprese video Lorenzo Salucci
Tecnica Angelo Generali
Produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale
Location video Fondazione Gualandi a favore dei sordi, Museo di Palazzo Poggi Bologna
Spettacolo con tecnologia audio binaurale in cuffie wireless.
Progetto europeo Play-On – New Storytelling with immersive technologies
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Info e prenotazioni
www.teatroflorida.it
prenotazioni@teatroflorida.it
+ 39 055 71 35 357 / + 39 055 71 30 664
Teatro Cantiere Florida, via Pisana 111 Rosso, 50143 Firenze
Prezzi stagione
intero 18€ + d.p.
ridotti: 15€ + d.p. (Cral convenzionati, Unicoop Firenze, tessera Arci, over 65, under 26, Università dell’Età Libera) / 8€ (studenti degli istituti superiori e universitari, tessera Casateatro) / 5€ (bambini sotto i 12 anni, operatori)
Prevendite
online su www.teatroflorida.it
la biglietteria del teatro sarà aperta il giorno dello spettacolo a partire dalle ore 20.00