Un uomo senza nome lascia la provincia in cui è nato per trasferirsi in una grande città. Qui conduce una vita semplice, senza molte emozioni - un lavoro, una casa dove vive da solo, nessun amore - ma con la libertà di vivere le relazioni che vuole, con uomini come lui. Quando decide di tornare, molti anni dopo, tanto per curiosità, sui luoghi che l’hanno visto crescere, basta il tempo di un caffè a far crollare ogni sua certezza. Debutterà in prima nazionale martedì 10 marzo alle 21.00 “Primo Amore”, nuova produzione del pluripremiato collettivo Sotterraneo con e a cura di Fabio Mascagni su testo della drammaturga Premio Ubu Letizia Russo, nell’ambito della 13/ma edizione di Materia Prima Festival, l’evento dedicato al panorama teatrale e performativo contemporaneo promosso da Murmuris col sostegno e il contributo di Mic - Ministero della Cultura, Unione Europea, Regione Toscana, Comune di Firenze e Fondazione CR Firenze. Appuntamento al Bar delle Baracche Verdi (via delle Mimose 8, Firenze), storico luogo di aggregazione del quartiere Isolotto, una scelta che conferma la vocazione del festival a portare il teatro fuori dagli spazi consueti, dentro al quotidiano di chi vive la città (in replica venerdì 13 e domenica 15 marzo ore 21.00, info: www.materiaprimafestival.com).
Dopo molti anni di assenza l’anonimo protagonista sceglie di tornare nei luoghi della sua giovinezza. Una gita di piacere, pensa, di curiosità, nulla che lascerà un segno, di nessun tipo. Tutto nel paese sembra uguale a se stesso. Niente di eccezionale, nessuna rivoluzione. Quando, però, decide di sedersi in un bar per un caffè, l’uomo vede qualcosa, qualcuno, che trasforma quel momento in un’odissea nel passato: di spalle, impegnato alla macchina del caffè, completamente cambiato eppure ancora identico a se stesso, c’è un uomo che sembra non riconoscerlo, o ignorarlo. Eppure tra loro, tanti anni prima, c’era stato qualcosa di immenso e di autentico, come solo un primo amore riesce a essere, quando si è giovani. E mentre la memoria, per schegge e frammenti, si impossessa dell’uomo, in pezzi cadono tutte le certezze che hanno tenuto in piedi la sua vita. Ciò che sembrava superato, dimenticato, torna a interrogare il presente, e a trasformare un’innocua gita di un sabato primaverile nella dolorosa scoperta della propria solitudine.
“Certe volte mi piacerebbe incontrare quel me di tanti anni fa, incontrare quel quindicenne che passava inosservato e dirgli…”, è forse una delle frasi del testo che più mi risuona dentro e che mi ha guidato nella messa in scena. Ognuno di noi porta dentro di sé quella creatura, qualcuno la nutre, qualcuno l’ha uccisa, qualcuno l’ha sepolta viva. E tu? Se incontrassi quel ragazzo o quella ragazza che eri, cosa gli diresti?”. Dice Fabio Mascagni, e continua: “Tutto si svolge in un arco di tempo breve, brevissimo, fatto di pochi istanti, forse solo nella testa del protagonista. Volevo raccontare di un personaggio semplice, un essere umano come ce ne sono tanti, che nel sincero sforzo di sopravvivere superano come possono le ferite che la vita mette loro davanti, finché qualcosa o qualcuno non li rimanda al punto di partenza, mostrando loro con crudele trasparenza tutto ciò che pensavano di aver superato o, addirittura, risolto. E come spesso succede a chiunque di noi trovi rappresentata di fronte a sé la propria miseria, la sua reazione non può che essere violenta, feroce, e in fondo ridicola”.
“Per molti anni il protagonista non ha pensato a quel primo amore che dà il titolo al testo - spiega Letizia Russo - né al ragazzo che lo incarnò, né all’intensità di quell’esperienza. Lo ha sepolto in un passato che non torna, e forse l’unico punto di orgoglio che sente di rivendicare è proprio quel taglio netto, preciso, con quel luogo, con quella persona, con quell’esperienza. Ma nel bar in cui siede oggi, nell’indifferenza di quel ragazzo ormai uomo che oggi lo ignora, incontra la sua solitudine. Nel silenzio del barista, che non sapremo mai se l’ha riconosciuto o no, se pensa qualcosa di lui, di loro, nel breve tempo che serve per fare un caffè, il protagonista precipita nella verità che non credeva di dover ammettere a se stesso: a nulla è servito lo sforzo di vivere e la narrazione di indipendenza e autenticità che si è costruito. La solitudine è ancora lì, come molti anni prima”.
Materia Prima Festival è a cura di Murmuris, col sostegno e il contributo di Mic - Ministero della Cultura, Unione Europea, Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione CR Firenze. In collaborazione con In-box, Firenze dei Teatri, Rat - Residenze Artistiche Toscane e Festa della Toscana, nell’ambito della Multiresidenza Creativa Flow insieme a Elsinor - Centro di Produzione Teatrale e Versiliadanza. Partner: Accademia Italiana, libreria L’Ornitorinco, Libreria leggermente, Firenze On Stage, Museo Stefano Bardini.
FABIO MASCAGNI
PRIMO AMORE
di Letizia Russo
con e a cura di Fabio Mascagni
produzione Sotterraneo
consulenza artistica di Francesco Migliorini e Francesca Valeri
assistente al progetto Giulio Mayer
tecnica Antonella Colella
INFO E PRENOTAZIONI
T. 329 9160071
M.
info@materiaprimafestival.com
W. www.materiaprimafestival.com
W. www.murmuris.it
W. www.teatroflorida.it
INGRESSO SPETTACOLI
Intero 18€
Ridotto 15€ (Unicoop Firenze, Tessera Arci, Under 30, Feltrinelli, librerie convenzionate)
- 8€ (studenti degli istituti superiori e universitari, scuole di teatro, Casateatro)