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Comune di Firenze
Firenze. Giornate del Fai di primavera, ecco le aperture previste a Firenze
Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 tornano per la 34ª edizione le “Giornate FAI di Primavera” il più grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico dell’Italia: il più efficace strumento con cui il FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dal 1975 esercita la sua missione di educazione della collettività alla conoscenza e alla tutela di quel patrimonio, perché sia per sempre e per tutti.
Accogliendo l’invito del FAI, dal 1993 - anno della pionieristica prima edizione dell’evento – al 2025 quasi 13 milioni e mezzo di italiani hanno potuto scoprire e riscoprire oltre 17.000 luoghi speciali delle città e dei territori in cui vivono.

Le Giornate FAI di Primavera, così come quelle d’Autunno, sono dunque una preziosa occasione offerta agli italiani per conoscere e apprezzare le meraviglie del nostro Paese, ma anche un’importante iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi della Fondazione, a sostegno della sua missione di utilità pubblica di cura e tutela del patrimonio culturale, nello spirito dell'articolo 9 della Costituzione e secondo il principio della sussidiarietà (art.118): ciò che viene raccolto dalle iscrizioni e dalle donazioniricevute durante l’eventosostiene concretamente le sue attività istituzionali e permette al FAI di portare avanti gli interventi di restauro e i progetti divalorizzazione, alcuni dei quali molto onerosi, sui 75 Beni che cura, gestisce e conserva, di cui 60 regolarmente aperti al pubblico affinché tutti i cittadini possano goderne, per sempre. In occasione delle Giornate FAI di Primavera, saranno visitabili - a contributo libero - 780 luoghi in 400 città italiane, scelti con inesauribile curiosità e passione, e aperti grazie all’eccezionale cura organizzativa dei volontari del FAI, capaci di coinvolgere, ancor prima del pubblico che li visiterà, istituzioni, aziende e privati cittadini che li metteranno a disposizione, dando così il loro contributo a questa grande “festa collettiva”. Un patrimoniomultiforme, spesso inatteso e sempre sorprendente, fatto di tesori di storia, arte e natura più o meno conosciuti e anche di storie, tradizioni e saperi unici che vengono tramandati e rinnovati dalle comunità che li custodiscono.

"Le Giornate del FAI di Primavera sono sempre di più un grande e potente megafono per raccontare cos'è il FAI e cosa fa ogni giorno; non uno spettacolare evento isolato ma il testimone di un impegno quotidiano e diffuso in tutto il Paese, di un ardimento, di una curiosità, di uno spirito di servizio e di una attenzione concreta ai temi della tutela che si affida al sostegno di un numero sempre maggiore di cittadini per continuare, di fianco e con le istituzioni dello Stato, a far bene al paese più bello del mondo: il nostro. Per questo, le iscrizioni al FAI e le donazioni che raccogliamo durante l'evento sono fondamentali per sostenere la complessa realtà quotidiana di una Fondazione che acquisisce, restaura e valorizza per sempre e per tutti Beni culturali e paesaggistici di ogni tipo, dimensione e varietà, in grado di raccontare 365 giorni l’anno – e non solo due - la loro storia, con la loro, quella dell’Italia" ha dichiarato Marco Magnifico, Presidente FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano.

Grazie all’impegno e all’entusiasmo di 7.500 volontari delle Delegazioni e dei Gruppi FAIattivi in tutte le regioni, guidati dall’instancabile desiderio di proporre sempre nuovi luoghi, e a 17.000Apprendisti Ciceroni, giovani studenti della scuola secondaria appositamente formati dai loro docenti per raccontare le bellezze che li circondano, apriranno le loro porte centinaia di luoghi speciali, da nord a sud della Penisola, spesso poco conosciuti o poco valorizzati, e molti dei quali solitamente inaccessibili: dalle ville ai castelli, dalle chiese ai luoghi dell’educazione e della ricerca, dai laboratori artigiani alle aree naturalistiche, passando per sedi istituzionali, teatri, collezioni d’arte e siti produttivi e persino un’idrovora e uno stadio di calcio, perché in Italia il patrimonio di arte, natura e cultura è ovunque (elenco dei luoghi aperti e modalità di partecipazione su www.giornatefai.it). Ad ogni visita sarà possibile sostenere la missione della Fondazione con una donazione e, tra le tante aperture proposte, alcune saranno dedicate agli iscritti al FAI e a chi si iscriverà durante l’evento.

Le Giornate FAI di Primavera si inquadrano nell’ambito delle iniziative di raccolta pubblica di fondi occasionale (Art 143, c 3, lett a), DPR 917/86 e art 2, c 2, D Lgs 460/97). Partecipare alla visita con una donazione significa sostenere la missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione.Ogni Iscritto al FAI e chi si iscriverà per la prima volta durante l’evento potrà beneficiare dell’accesso prioritario in tutti i luoghi e di aperture dedicate. Sottoscrivere la tessera FAI significa diventare parte di un grande progetto e rappresenta un atto d’amore per l’Italia.

Inoltre, fino al 29 marzo 2026 si potrà sostenere la missione del FAI donando con un SMS o una chiamata da rete fissa al numero 45584. Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari Fastweb + Vodafone, WINDTRE, TIM, iliad, PosteMobile, Coop Voce, Tiscali. Per le chiamate da rete fissa di 5 o 10 euro da TIM, Fastweb + Vodafone, WINDTRE, Tiscali, Convergenze, PosteMobile Geny Communications e, sempre per la rete fissa, di 5 euro da Convergenze e PosteMobile.

"Le Giornate FAI di Primavera rappresentano uno dei momenti più alti di cittadinanza attiva e amore per il nostro territorio. Giunte alla loro 34ª edizione, queste giornate non sono solo una festa della bellezza, ma un atto concreto di tutela e conoscenza che trasforma Firenze e la sua provincia in un museo a cielo aperto, accessibile e partecipato" ha detto l'assessore alla cultura Giovanni Bettarini. "L’edizione 2026 tocca corde profonde della nostra identità e ci porta in luoghi segreti, come la Caserma Simoni, un luogo che racchiude in sé l’anima della Firenze rinascimentale — sede della prima stamperia della città — e il sacrificio civile della Resistenza con la memoria del Generale Simoni. O ancora a Palazzo Cerretani, dove la storia romana dialoga con le trasformazioni contemporanee della città, offrendo ai visitatori uno sguardo inedito sulle nostre radici plurimillenarie. Il valore di questa iniziativa risiede nella capacità di svelare l'inatteso: dal coraggio dei 'Giusti tra le Nazioni' di San Pietro a Varlungo alla magia alchemica di Palazzo Buontalenti, fino all'eleganza senza tempo di Villa del Cigliano nel Chianti. Vedere poi oltre 200 giovani 'Apprendisti Ciceroni' impegnati a raccontare questi tesori è il segno più bello di una città che sa tramandare il proprio patrimonio alle nuove generazioni. Come Amministrazione, siamo grati alla Delegazione FAI di Firenze e ai suoi tantissimi volontari: il loro lavoro quotidiano ci ricorda che il patrimonio culturale è un bene comune che va curato, sostenuto e, soprattutto, vissuto. Invitiamo tutti i fiorentini e i visitatori a partecipare con generosità a questa grande mobilitazione collettiva, perché ogni contributo versato durante queste giornate è un investimento diretto sul futuro della nostra bellezza."



Come sottolinea Carlo Francini, Capo Delegazione FAI Firenze “Chiunque sceglierà di partecipare sarà accolto in spazi solitamente sottratti allo sguardo pubblico, dove potrà immergersi in un racconto capace di unire passato e presente. Questa esperienza è resa possibile dalla straordinaria mobilitazione della Delegazione FAI di Firenze, che schiera oltre 130 volontari affiancati dall'entusiasmo di più di 200 giovani 'Apprendisti Ciceroni®' provenienti dalle scuole del territorio, pronti a guidare i visitatori alla scoperta delle nostre meraviglie. L'iniziativa si trasforma così in un autentico laboratorio civico che non solo avvicina le cittadine e i cittadini al patrimonio, ma favorisce l'incontro tra le persone stesse, offrendo una riflessione profonda sulla bellezza e sull'equilibrio tra uomo e natura. Un ringraziamento sentito va a tutte le istituzioni e ai loro staff, il cui supporto è stato fondamentale per concretizzare queste aperture”



Ecco l’elenco delle aperture previste in provincia di Firenze:

La Delegazione FAI Firenze partecipa a questo weekend di festa, all'insegna della cultura e della solidarietà, con imperdibili aperture. In una città qual è il capoluogo toscano, con oltre dieci milioni di visitatori l'anno e con almeno tre musei in pianta stabile nella classifica dei dieci istituti più visitati d'Italia, non mancano mai occasioni per meravigliarsi e per scoprire nuovi capolavori e nuove affascinanti storie, come dimostra la Caserma Simoni, un tempo sede dell'antico complesso di San Jacopo a Ripoli. Situato nei pressi della stazione di Santa Maria Novella, l'edificio sorge in un’area defilata ma densa di storia, su via Jacopo da Diacceto: proprio qui, nei limitrofi Orti Oricellari, si riuniva il celebre circolo neoplatonico dove fu ordita la congiura per rovesciare il potere mediceo, culminata e fallita nel 1522. Visitare questa caserma rappresenta dunque un’occasione imperdibile per scoprire una Firenze autentica, dove la grande storia si manifesta in forme inaspettate. Il sito vanta infatti un primato d'eccezione: tra il 1476 e il 1484 ospitò la prima stamperia di Firenze, dove le monache domenicane che lì risiedevano produssero, sotto la guida di Fra Domenico da Pistoia e Fra Piero da Pisa, opere epocali come il Decameron e la prima edizione di Platone. In questi spazi, dove pare abbia predicato anche il Savonarola, il fascino resta intatto grazie a rari affreschi del Cinquecento e all'opera di maestri come Alessandro Allori. L’ex refettorio, oggi sala conferenze, è uno scrigno di segreti artistici dove recenti restauri hanno svelato pitture murali celate da secoli, frammenti di un vasto ciclo dell’inizio del Trecento dedicato alla Vergine, a Cristo e ai Santi Martiri. All'esterno, la facciata è nobilitata dalla lunetta in terracotta invetriata di Giovanni della Robbia, attualmente in restauro all’Opificio delle Pietre Dure. Ogni angolo racconta secoli di arte e devozione, ma il legame con la storia civile è altrettanto profondo: la caserma è intitolata dal 1946 al Generale Simone Simoni, martire delle Fosse Ardeatine. La visita permette dunque di assistere anche a un intreccio strategico in cui la memoria della Resistenza moderna del generale si fonde con le antiche lotte per la libertà e il sacrificio patriottico. Questo ideale testimone del coraggio civile giunge fino alla zona orientale della città, dove il sacrificio del Generale si ricongiunge all’atto eroico dei sacerdoti di San Pietro a Varlungo. Il quartiere, che deve il nome all’antico guado sull'Arno "Vadum Lungum", è un borgo dalle radici rurali reso immortale da una novella del Decameron. Il suo cuore pulsante è la chiesa di San Pietro, un complesso di origini millenarie documentato sin dal 1107 che, oltre alla sua storia secolare, è celebre per l’eroismo dimostrato durante l’occupazione tedesca. In quegli anni bui, la parrocchia divenne un centro vitale di soccorso per gli ebrei perseguitati; un impegno che valse ai sacerdoti Leto Casini e Giovanni Simioni il titolo di Giusti tra le Nazioni a Yad Vashem. Visitare San Pietro a Varlungo è un’occasione rara per scoprire una Firenze lontana dal turismo di massa, dove l’architettura fonde il rigore moderno della facciata con tesori del tardo barocco fiorentino. L'interno ad aula unica custodisce la luminosità vibrante delle pitture di Alessandro Gherardini e la mistica compostezza del Battesimo di Cristo di Onorio Marinari. Il soffitto accoglie un San Pietro in gloria di scuola del Volterrano, mentre nel transetto brilla il vero gioiello artistico: la preziosa Madonna col Bambino del duecentesco Maestro di Varlungo, capolavoro che segna il passaggio verso la sensibilità giottesca. Tra un ciborio in pietra serena del XV secolo e il suggestivo antico cimitero, il complesso si rivela un crocevia unico tra spiritualità e bellezza, rendendo omaggio a chi scelse la via del soccorso e dell'umanità. Questo itinerario della memoria, che unisce il sacrificio patriottico all'eroismo silenzioso, trova una nuova e sorprendente tappa a pochi metri dalla stazione di Santa Maria Novella: il Palazzo Cerretani. Situato in Piazza dell’Unità Italiana, l'edificio è un organismo vivente che riflette l’intera evoluzione di Firenze, dalle sue fondamenta nella Florentia di età augustea — dove una villa rustica del I secolo d.C. produceva il vino per la città romana — fino al rigore del Novecento. Creato dalla famiglia Cerretani tra il Cinquecento e il Settecento attraverso l'accorpamento di immobili preesistenti, il palazzo custodisce tracce medievali come una torre del XII secolo con feritoie ancora visibili, inglobata nelle successive ambizioni barocche. Visitare questi ambienti, normalmente non accessibili al pubblico se non per motivi di studio nella Biblioteca “Pietro Leopoldo”, significa attraversare i secoli e assistere alla metamorfosi della città. Il cuore artistico batte al piano nobile nella Sala del Barbarossa, affrescata da Vincenzo Meucci, mentre al pianterreno la Sala di Amore e Psiche e quella delle Virtù celebrano il gusto neoclassico e filantropico della contessa russa Giulia Bielinska Bobrinskoy. Proprio sotto la sua proprietà, nel 1862, avvenne la svolta decisiva: la cessione dell'edificio alla società antenata delle Ferrovie dello Stato. Questo atto segnò la fine dell'uso residenziale nobiliare e la trasformazione del complesso in un motore del progresso tecnico. Oggi, lo scalone razionalista in marmo di Carrara dell'ala di via Valfonda dialoga perfettamente con l'architettura della stazione, incarnando la transizione definitiva dall'Ancien Régime alla modernità funzionale. Palazzo Cerretani si conferma così un felice e straordinario connubio architettonico, capace di unire l'antico splendore aristocratico al volto dinamico della Firenze contemporanea. Dalle metamorfosi urbane di Palazzo Cerretani, il viaggio nella storia si sposta nel Chianti Fiorentino, a San Casciano Val di Pesa, dove la Villa del Cigliano si erge tra colline di vigneti e uliveti. Questo luogo, il cui nome evoca la nobile Gens Acilia romana su un probabile sito etrusco, rappresenta un’opportunità irripetibile per varcare la soglia di una dimora privata che la famiglia Antinori custodisce sin dal 1546. Già citato nell'XI secolo tra i beni donati da Carlo Magno all'Abbazia di Nonantola, il borgo funse da presidio difensivo con la sua torre longobarda lungo la via tra Firenze e Volterra. Se a Firenze era stata ricordata la lunetta di Giovanni della Robbia alla Caserma Simoni, qui ritroviamo lo stesso maestro nei due splendidi tondi invetriati del loggiato, che celebrano con festoni di frutta le nozze del 1513 tra Alessandro Antinori e Giovanna Tornabuoni.

Visitare il giardino e il cortile della villa significa immergersi in un microcosmo rinascimentale solitamente precluso al pubblico. Se l’impianto riflette l'eleganza del Cinquecento, fu il Settecento a donarle il volto tardo-barocco volto a suscitare meraviglia, con decorazioni in stucco e pietra serena. Il cuore della proprietà è un raffinato hortus conclusus dove la geometria incontra l’estro barocco: la maestosità dell'architettura si raddoppia specchiandosi nelle acque della Peschiera, mentre sullo sfondo domina un Ninfeo di fine Seicento. In questa grotta artificiale, decorata con spugne e conchiglie, la statua di Nettuno emerge in una scena teatrale di grande impatto. Il percorso prosegue nella limonaia settecentesca, impreziosita da mosaici in pietre di fiume, e nelle storiche cantine del 1898, ancora oggi cuore pulsante dell’attività agricola. Grazie ai restauri ottocenteschi di Lodovico Antinori ed Eleonora Corsini, la dimora preserva intatto il dialogo tra l'architettura umanista e il paesaggio toscano: non si visita una semplice dimora, ma una storia viva e ininterrotta

Infine il Palazzo Buontalenti, noto come il Casino Mediceo di San Marco, è un luogo dove la pietra sembra trasmutarsi in storia, indissolubilmente legato alla famiglia che dominò Firenze per oltre tre secoli. La costruzione affonda le radici nel fervore dell’Umanesimo, sorgendo in un’area anticamente occupata dai celebri Orti Medicei, l’accademia dove il giovane Michelangelo imparava l’arte della scultura sotto la protezione di Lorenzo il Magnifico. Fu però il Granduca Francesco I a dare al complesso la sua impronta più enigmatica, commissionando a Bernardo Buontalenti una villa di città destinata a assecondare le sue passioni alchemiche. In questa "officina" dello spirito e della materia trovarono spazio le prime Fonderie Medicee, laboratori d’avanguardia dedicati alla trasformazione dei metalli che gettarono le basi per il futuro metodo scientifico. Oggi il palazzo, sede della School of Transnational Governance (EUI), apre eccezionalmente le sue porte per un percorso che si snoda tra le memorie della ex Corte d’Appello e la preziosa Cappellina di San Giuseppe, affrescata nel 1622 da Filippo Tarchiani. Il cuore della visita resta tuttavia lo straordinario ciclo di affreschi secenteschi dell’ala nord, commissionato nel 1621 dal Cardinale Carlo de’ Medici per celebrare la genealogia maschile della casata. In queste sale, rimaste integre nel tempo poiché utilizzate prevalentemente come ambienti di lavoro, la musica risuona sotto le volte popolate dalle imprese dei Granduchi, da Cosimo I a Cosimo II. Le pennellate di maestri come Matteo Rosselli e Jacopo Vignali compongono un’apologia del potere mediceo che, per vastità e dettaglio, trova confronto solo nelle decorazioni vasariane di Palazzo Vecchio.



Per i tesserati FAI, inoltre, sono in programma delle visite guidate speciali, curate da esperti e addetti ai lavori, per approfondire e scoprire aspetti meno noti di questi luoghi affascinanti.



Palazzo Buontalenti

Le visite speciali consentiranno di esplorare e apprezzare gli ambienti ideati da Bernardo Buontalenti, immergendosi nella loro storia. Il percorso permetterà di comprendere le trasformazioni che hanno interessato e che tuttora interessano il complesso, in un dialogo continuo tra tutela, innovazione e riuso, volto ad accogliere la sede della Florence School of Transnational Governance. La School rappresenta uno dei progetti più ambiziosi promossi dall’Istituto Universitario Europeo, di cui quest'anno si celebrano i 50 anni, e che fin dalla sua fondazione ha trovato in Firenze una sede prestigiosa e un punto di riferimento per l’intera Unione Europea. Le visite saranno guidate dalla dr.ssa Laura Bechi (storica dell'Arte) o da ricercatori ed esperti dell'European University Institute.

Sono disponibili complessivamente 4 visite speciali per i soli Soci FAI.

Sabato 21 marzo alle 09.45 e alle 12.30; Domenica 22 marzo alle 09.45 e alle 12.30

I gruppi saranno composti da max 25 persone.

Qui il link per prenotare:

https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/palazzo-buontalenti-63615



Borgo di San Pietro a Varlungo

Le visite speciali al Borgo di San Pietro a Varlungo permetteranno di scoprire la storia religiosa del borgo e i tesori della Chiesa Vecchia, tra cui anche cinque antichi crocifissi di grande valore artistico, che saranno illustrati, durante il percorso di visita, dal parroco Don Vittorio Menestrina, appassionato conoscitore dei luoghi. Interverrà anche il restauratore Massimo Seroni, che illustrerà il restauro di uno dei crocifissi esposti in sacrestia. Il percorso si concluderà nel cimitero adiacente con il racconto delle iniziative intraprese dai sacerdoti della parrocchia per mettere in salvo numerosi ebrei del quartiere dalle persecuzioni durante gli anni della Seconda guerra mondiale.

Sono disponibili complessivamente 2 visite speciali per gli Iscritti FAI.

Sabato 21 marzo alle 12.30; Domenica 22 marzo alle 12.30

I gruppi saranno composti da max 30 persone.

Qui il link per prenotare:

https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/chiesa-di-san-pietro-a-varlungo-62704



Palazzo Cerretani

Le visite speciali di Palazzo Cerretani offriranno l’opportunità di ampliare il consueto percorso di visita, includendo due ambienti normalmente non accessibili al pubblico: il sito archeologico e l’altana. In questo modo sarà possibile ricomporre idealmente la storia del palazzo lungo un arco temporale plurimillenario, dall’età romana – testimoniata dall’area archeologica situata nei sotterranei – fino alla città contemporanea, ammirabile dall’altana che domina il panorama urbano.

Ad accompagnare i visitatori in questa esperienza straordinaria saranno i Narratori esperti del Gruppo Giovani FAI di Firenze.

Sono disponibili complessivamente 6 visite speciali, esclusive per gli iscritti FAI.

Sabato 21 marzo alle 9.45, 12.30 e 13.00; Domenica 22 marzo alle 9.45, 12.30 e 13.00.

I gruppi saranno composti da max 10 persone.

Si segnala che a causa della difficoltà del percorso - considerato che la discesa al seminterrato, sede l'area archeologica, avviene lungo una scala molto stretta e ripida - non sono ammesse persone con disabilità.

Qui il link per prenotare:

https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/palazzo-cerretani-62765

Visite con prenotazione a Palazzo Cerretani. Si fa inoltre presente che per visitare Palazzo Cerretani è comunque obbligatoria la prenotazione, anche per le visite ordinarie. Sono previsti turni di visita ogni 20’, per gruppi di max 25 partecipanti.

Qui il link per prenotare:

https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/palazzo-cerretani-62764







Elenco completo dei luoghi aperti in TOSCANA e modalità di partecipazione all’evento su:



https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-di-primavera/i-luoghi-aperti/?regione=TOSCANA



IMPORTANTE: Si raccomanda di controllare sul sito

i giorni e gli orari di apertura prima della visita e se è necessaria la prenotazione.

Verificare sul sito anche eventuali variazioni di programma in caso di condizioni meteo avverse.


Le Giornate FAI di Primavera chiudono la Settimana Rai dedicata ai Beni Culturali in collaborazione con il FAI. Dal 16 al 22 marzo, come ormai da oltre 10 anni, la Rai sarà in prima linea al fianco del FAI con tutti i canali radiofonici e televisivi e attraverso RaiPlay e Rai Play Sound per creare un racconto corale che metterà al centro la bellezza e la sostenibilità del nostro patrimonio artistico e paesaggistico. Rai è Main Media Partner del FAI per sensibilizzare tutti gli italiani alla cura e valorizzazione del nostro Paese e supporta in particolare le Giornate FAI di Primavera 2026, anche attraverso la raccolta fondi solidale autorizzata da Rai per la Sostenibilità – ESG e promossa sulle reti del Servizio pubblico.



Si ringrazia la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, da anni al fianco del FAI in occasione degli eventi nazionali. Nel corso delle Giornate FAI di Primavera oltre cinquanta siti storici, culturali e luoghi d’istruzione, destinatari di finanziamenti europei, saranno visitabili a testimonianza dell’impegno dell’Unione europea nella salvaguardia e sviluppo del patrimonio culturale.



Le Giornate FAI di Primavera 2026 hanno ricevuto la Targa del Presidente della Repubblica e si svolgono in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con il Patrocinio del Ministero della Cultura, di Regione Toscana, di tutte le Regioni e le Province autonome italiane. Si ringrazia per il sostegno Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.



Si ringraziano la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, da tempo al nostro fianco con i suoi volontari, e il Ministero della Difesa, lo Stato Maggiore della Difesa e le Forze armate che durante le Giornate FAI di Primavera concedono l’apertura di alcuni loro luoghi simbolo.



Un grazie sentito anche al Fondo Edifici di Culto per averci concesso l’apertura di alcuni luoghi di sua proprietà in virtù di un accordo di collaborazione e a ANFACI - Associazione Nazionale Funzionari Amministrazione Civile dell’Interno per l’apertura di alcune sedi di Prefetture in tutta Italia.



Un ringraziamento per il generoso sostegno alla buona riuscita della manifestazione all’Arma dei Carabinieri per il contributo alla sicurezza dell’evento e un grazie particolare alla Croce Rossa Italiana per la partnership consolidata.



Le Giornate FAI di Primavera 2026 sono rese possibili grazie al prezioso contributo di importanti aziende illuminate:

Ferrarelle Società Benefit, acqua ufficiale del FAI e Partner degli eventi istituzionali, da sedici anni preziosa sostenitrice dell’iniziativa e impegnata al fianco della Fondazione in importanti attività di tutela e promozione della cultura, della natura e del territorio italiano. Anche quest’anno sarà presente nella lista dei luoghi visitabili con il suo Parco Sorgenti di Riardo (CE), esempio virtuoso di gestione responsabile delle risorse custodite e di valorizzazione del patrimonio agricolo-paesaggistico.

Dolce&Gabbana, la casa di moda che fin dalla sua fondazione riconosce e promuove le eccellenze artigiane italiane e le bellezze artistiche e architettoniche del territorio, per il terzo anno Partner della Fondazione. Una speciale collaborazione basata sui valori comuni di italianità, cultura, tradizione, educazione e bellezza.

Tra le più importanti banche FinTech in Europa, Fineco – accanto al FAI dal 2017 - ha deciso di rinnovare il proprio impegno anche per il 2026 in qualità di Sponsor della XXXIV edizione delle Giornate FAI di Primavera, riconoscendo alla cultura e all’ambiente un’importanza strategica per lo sviluppo sostenibile del Paese.

Edison, azienda energetica con oltre 140 anni di storia e primati, impegnata per la salvaguardia dei luoghi e delle realtà di interesse culturale presenti nel nostro Paese, in occasione dei 30 anni di collaborazione con il FAI, rinnova anche quest’anno il suo sostegno alle Giornate FAI di Primavera e aprirà al pubblico le Officine Edison Innovation di Milano e l’Impianto termoelettrico di Torviscosa.

Nims, società del Gruppo Lavazza e specializzata nella vendita diretta dei sistemi Lavazza in Black e Lavazza Tablì con macchine in comodato d'uso gratuito, è per la prima volta al fianco del FAI come Sponsor dell’evento. Una collaborazione che nasce dall’amore per la bellezza e la cultura italiana e dalla condivisione di valori quali la cura e attenzione per i luoghi, esperienze autentiche dal vivo e una presenza capillare sul territorio.

Grazie a ITA Airways, che ha scelto di sostenere il FAI per il quarto anno consecutivo, rinnovando il proprio impegno di responsabilità sociale nella tutela del patrimonio culturale e paesaggistico italiano.

Si ringrazia, inoltre, l’Ippodromo Snai San Siro di Milano per il rinnovato sostegno locale dal 2018 e la speciale apertura dell’impianto.



Si ringrazia Lega pro per la promozione dell’evento.



Il FAI ringrazia la FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta per la preziosa e duratura collaborazione, che rappresenta un passo importante volto a coniugare la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale con un modello di mobilità dolce, capace di valorizzare i territori e ridurre l’impatto ambientale.



Grazie di cuore alle 134 Delegazioni, ai 113 Gruppi FAI, ai 95 Gruppi FAI Giovani e ai 18 Gruppi FAI Ponte tra culture e a tutti i volontari attivi in Italia. Un ringraziamento anche ai 17.000Apprendisti Ciceroni, studenti appositamente formati in collaborazione con i loro docenti, che hanno l’occasione di accompagnare il pubblico in visita nei luoghi aperti dal FAI nel loro territorio, sentendosi direttamente coinvolti nella vita sociale e culturale della loro comunità.

Ringraziamo infine in modo speciale i proprietari delle centinaia di luoghi aperti in aggiunta ai nostri Beni e le amministrazioni comunali che hanno accolto questa iniziativa

19/03/2026 16.27
Comune di Firenze


 
 


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