Anac - Autorità Nazionale Anticorruzione
Busia (Anac): “Direttiva europea anticorruzione, ora si colmino in Italia i vuoti di tutela che si sono aperti con l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio”
Così il Presidente di Anac, l’Autorità Anticorruzione Italiana, plaude al voto sulla direttiva che stabilisce a livello Ue le fattispecie dei casi di corruzione che devono essere qualificate come reati dai paesi Ue
“Il via libera a stragrande maggioranza del Parlamento europeo della direttiva Ue anticorruzione costituisce un passaggio fondamentale per l’Europa intera e i Paesi membri. In una materia tanto essenziale per la tutela dello stato di diritto e per lo sviluppo economico, fissa finalmente standard comuni e soprattutto scongiura il rischio, tutt’altro che teorico, di passi indietro da parte di singoli paesi membri.”
Così il Presidente di Anac, l’Autorità Anticorruzione Italiana, plaude al voto di stamane sulla direttiva che stabilisce a livello Ue le fattispecie dei casi di corruzione che devono essere qualificate come reati dai paesi Ue.
“Si tratta di un testo meno ambizioso rispetto alla proposta iniziale della Commissione - riconosce Busìa - ma rappresenta un caposaldo di ciò che l’Europa vuole essere e di come si vuole presentare di fronte al mondo, divenendo anche uno strumento per attrarre investimenti internazionali da parte dei grandi gruppi che giustamente richiedono di muoversi in ambienti economici trasparenti e liberi da condizionamenti impropri”.
“Sappiamo che, purtroppo, negli ultimi anni la normativa italiana per combattere e prevenire la corruzione ha fatto segnare diversi arretramenti: speriamo - auspica Busìa - che il rapido recepimento della direttiva sia l’occasione per colmare fin da subito alcuni dei vuoti di tutela che si sono aperti con l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, così da rafforzare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni pubbliche e quindi di migliorare la qualità della nostra democrazia”.
“Questa direttiva - ha spiegato infatti il Presidente Busìa - è molto importante perché colmerà le lacune nell’applicazione delle norme, in particolare nei casi transfrontalieri, modernizzando le regole, allineando le definizioni giuridiche e introducendo livelli comuni di sanzioni. Vengono stabilite a livello europeo le fattispecie di corruzione che devono essere qualificate come reati dai paesi UE, tra cui corruzione nel settore pubblico e in quello privato, appropriazione indebita, ostruzione della giustizia, traffico di influenze, esercizio illecito di funzioni, arricchimento illecito legato alla corruzione, occultamento e corruzione nel settore privato, armonizzandone le sanzioni”.
“Oggi noi presiediamo l’European Network for Public Ethics, la rete delle Autorità dei Paesi membri che si occupano di etica pubblica - ha concluso Busìa - ed il voto di oggi costituisce anche un successo per tale organizzazione, che fin da subito ha posto al centro della propria azione l’interlocuzione con le istituzioni europee proprio per spingere verso l’approvazione di regole comuni, quali quelle che adesso arrivano dalla direttiva. Auspichiamo ora che quanto prima si arrivi alla conclusione dell’iter, con il voto del Consiglio”.
27/03/2026 8.53
Anac - Autorità Nazionale Anticorruzione