Al Teatro della Pergola, dal 16 al 18 aprile, arriva
Matteotti. Anatomia di un fascismo, potente spettacolo che, a 100 anni dall'omicidio di Giacomo Matteotti, ne ricostruisce la figura e il contesto storico. Le parole di Stefano Massini, la voce di Ottavia Piccolo e le musiche de I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, trasformano il ricordo in un’esperienza intensa, capace di toccare le corde più profonde della memoria collettiva.
Lo spettacolo ripercorre una delle pagine più drammatiche della storia italiana, con l'impegno di restituirne la tensione, la forza e l'urgenza della narrazione. Si parte dalla testimonianza di chi c'era, ha visto e non si è tirato indietro, per ricostruire l'omicidio del parlamentare Giacomo Matteotti, ucciso per mano fascista. Viene evidenziato il suo coraggio e la sua denuncia.
La persistenza del fenomeno del fascismo, nel tempo e nello spazio, in forme vecchie e nuove, ci porta poi a considerare quanto sia indispensabile, oggi più che mai, occuparsi della cosa pubblica, del bene pubblico, guidati da un pensiero costruttivo, legalitario, partecipativo, paritario, realistico e competente, attraverso atti e parole chiare, come quelle di Giacomo Matteotti e di sua moglie Velia.
Le quattro e mezza del pomeriggio del 10 giugno 1924. Alcuni testimoni dichiarano di aver assistito a una colluttazione all'interno di una vettura e di aver visto espellere quello che sarà riconosciuto essere il tesserino del deputato on. Giacomo Matteotti.
Matteotti. Anatomia di un fascismo ripercorre l’ascesa e l’affermazione di quel fenomeno eversivo che Matteotti seppe comprendere, fin dall’inizio, in tutta la sua estrema gravità, a differenza di molti che non videro o non vollero vedere.
Il pericolo più grande, la malattia che fa morire un uomo è quella che non senti crescere.
Matteotti li riconobbe: quelli che al caffè dietro il Duomo, a Ferrara, ordinavano il “celibano” perché non lo sapevano che “cherry-brandy” è inglese; quelli che dicevano di riportare ordine nel disordine, perché il fascismo ha assoluto bisogno di sentirsi in pericolo, di attaccare per non essere attaccato; quelli che, d'un tratto, sfilarono in migliaia dietro al Contessino Italo Balbo e si presero l’Italia intera.
Giacomo Matteotti - l’oppositore, il pacifista, lo studioso, l’amministratore, il riformista, il visionario - prese la parola, pubblicamente e instancabilmente, nei suoi molti scritti e nei suoi moltissimi discorsi: una parola chiara, veritiera, fondata sui fatti, indiscutibile. Una parola che smaschera. Per questo fu ucciso (cfr. note di regia).
Io denuncio la manovra politica con cui si è spacciata l'eversione più radicale camuffandola nel suo esatto opposto, ovverosia nella garanzia dell'ordine.
Io denuncio il sistematico uso della forza, la riduzione al silenzio delle voci dissenzienti.
Io denuncio all'Italia e al mondo intero che un mostro chiamato fascismo ogni giorno diventa più potente proprio grazie al silenzioso assenso di chi lo svaluta, lo legittima e non lo combatte!
Tempesta, così lo chiamavano. Uno con il sangue caldo.
A 100 anni di distanza è il teatro, è la musica, sono le parole di Stefano Massini, la voce di Ottavia Piccolo, i suoni de I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo a prendersi l'impegno di parlare.
Note di regia
La vicenda esistenziale e politica di Giacomo Matteotti è quella di un uomo che seppe riconoscere e sistematicamente contrastare il fenomeno fascista, con una lucidità di sguardo e di analisi decisamente fuori dal comune. In questa sua capacità visionaria egli fu piuttosto solo, per quanto sostenuto dai compagni di partito. Chi invece gli fu sempre accanto, fu Velia Titta, sua moglie.
Era un riformista, uno spirito costruttivo, un pacifista, e nello stesso tempo un oppositore accanito e implacabile. Fu un uomo di studi giuridici ed economici che scelse di stare dalla parte della povera gente mettendo a frutto il suo sapere: amministratore instancabile, lottò tenacemente per dare strumenti tecnici di consapevolezza, di autogoverno, ai lavoratori dei campi del suo Polesine. Uomo delle istituzioni come espressione del bene pubblico, fu parlamentare attivissimo, nei suoi molti scritti e nei suoi moltissimi discorsi. La sua arma politica era la parola, documentata, fondata sui fatti, indiscutibile. Una parola che smaschera. Per questo fu ucciso.
Matteotti. Anatomia di un fascismo è un racconto popolare contemporaneo che indaga sul fenomeno fascista, mettendo a fuoco una serie di elementi cruciali e caratterizzanti, il cui esito finale (l’eliminazione violenta del corpo dell’oppositore, quale soggetto rivelatore della realtà dei fatti), corrisponde del tutto alla sua vera natura originaria, al suo inizio.
La persistenza di questo stesso fenomeno, nel tempo e nello spazio, in forme vecchie e nuove, ci porta a considerare quanto sia indispensabile, oggi più che mai, occuparsi della cosa pubblica, del bene pubblico, guidati da un pensiero costruttivo, legalitario, partecipativo, paritario, realistico, competente, attraverso atti e parole chiare, come quelle di Giacomo Matteotti e di sua moglie Velia.
(Sandra Mangini)
"Matteotti. Anatomia di un fascismo" di Stefano Massini
con Ottavia Piccolo
I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo / Massimiliano Dragoni hammer dulcimer, percussioni, Luca Roccia Baldini basso, Massimo Ferri chitarra, Gianni Micheli clarinetto basso, Mariel Tahiraj violino, Enrico Fink flauto, ewi
regia Sandra Mangini
video Raffaella Rivi
musiche Enrico Fink
scena Federico Pian
luci Paolo Pollo Rodighiero
costumi Lauretta Salvagnin
produzione Argot Produzioni/Officine della Cultura, Fondazione Sipario Toscana onlus – La Città del Teatro
in collaborazione con Infinito Produzioni
Durata: 1h e 10’, senza intervallo
Biografie
Ottavia Piccolo
Ottavia Piccolo (Bolzano, 1949) è attrice di teatro, cinema e televisione. Fa il suo esordio a undici anni in
Anna dei miracoli, regia di Luigi Squarzina, accanto ad Anna Proclemer. In seguito, lavora con i più grandi registi teatrali italiani, da Visconti a Strehler, da Ronconi a Lavia, da Cobelli a De Lullo, a Castri. Ancora Visconti è il primo a dirigerla per il grande schermo, nel
Gattopardo; e anche qui la carriera della Piccolo è segnata da maestri d’eccellenza: Mauro Bolognini e Claude Sautet, Pierre Granier-Deferre e Pietro Germi, Ettore Scola e Luigi Magni. In televisione Ottavia Piccolo è presente dapprima con la prosa e gli sceneggiati nelle stagioni del bianco e nero, poi in fiction di grande popolarità sia in Italia sia in Francia, dove è apprezzata dai tempi (1970) del suo Palmarès a Cannes, ottenuto con
Metello. Il suo impegno in teatro non ha conosciuto soste e negli ultimi anni, che hanno visto una sua intensa collaborazione col drammaturgo Stefano Massini, ha portato in tournée, di quest’ultimo,
Donna non rieducabile, un memorandum su Anna Politkovskaja diretto da Silvano Piccardi. Sempre di Massini,
Processo a Dio (regia di Sergio Fantoni),
7 minuti (regia di Alessandro Gassmann; anche al cinema, con regia di Michele Placido),
Enigma (regia di Silvano Piccardi),
Occident Express,
Cosa Nostra spiegata ai bambini e
Matteotti - Anatomia di un fascismo con l’Orchestra Multietnica di Arezzo.
Orchestra Multietnica di Arezzo
Costituita nel 2007, l’Orchestra Multietnica di Arezzo (OMA) ha intrecciato in questi anni un percorso di culture e tradizioni attraverso concerti, spettacoli e laboratori in tutta Italia. Un cammino di pace e di nomadismo che unisce le sponde del Mediterraneo, dal Nord Africa ai Balcani, fino all’Italia, riflettendo le rotte antiche e nuove delle migrazioni.
L’OMA nasce come laboratorio permanente aperto a musicisti di diverse provenienze, in particolare stranieri e seconde generazioni. Accanto all’attività concertistica, promuove laboratori e lezioni-concerto per scuole, profughi e richiedenti asilo, con l’obiettivo di costruire una società multiculturale in cui la diversità sia un valore condiviso.
Ha pubblicato sette album prodotti o co-prodotti da Officine della Cultura: Animameticcia (2009), Portosantagostino (2013), Occident Express (2018), Culture contro la paura (2019), Romanò Simchà (2020), Cosa Nostra spiegata ai bambini (2023) e Matteotti. Anatomia di un fascismo (2025). Tra i riconoscimenti ricevuti, il Premio “Suoni di Confine” del MEI e Amnesty International (2010) e il Premio Sangiorgino (2021).
Nel tempo l’OMA ha collaborato con artisti come Paolo Benvegnù, Cisco, Raiz, Moni Ovadia, Bandabardò, Shel Shapiro, Dario Brunori, Stefano Massini, Ottavia Piccolo, Amanda Sandrelli, Neri Marcorè e molti altri, partecipando anche a programmi televisivi su Rai3 e La7.
Oggi l’orchestra riunisce circa 35 musicisti provenienti da quattro continenti, offrendo al pubblico un viaggio sonoro dal Mediterraneo al Sudamerica, dall’Est Europa al Bangladesh: una festa di suoni, lingue e colori.
Perché vederlo?
Un racconto civile che trasforma la storia in coscienza e ci interroga sul presente.
Teatro della Pergola
Via della Pergola 18/32, Firenze
Tel 055.0763333
biglietteria@teatrodellapergola.com
Biglietti
Platea € 37 - Palco € 30 - Galleria € 21
Ridotto over 65, convenzioni
Platea € 34 - Palco € 27 - Galleria € 19
Ridotto soci Unicoop Firenze
Platea € 31 - Palco € 25 - Galleria € 19
Ridotto under30, abbonati
Platea € 31 - Palco € 25 - Galleria € 19
I prezzi indicati sono comprensivi dei diritti di prevendita.
Le riduzioni over 65 e under 30 sono valide per le recite dal martedì al sabato.
La riduzione soci Unicoop Firenze è valida per le recite di mercoledì e giovedì.
Gli abbonati al Teatro della Toscana hanno diritto al biglietto ridotto.
Consulta le convenzioni aggiornate sul sito web.
Biglietteria
Aperta dal lunedì al sabato, ore 10 – 20
È possibile acquistare i biglietti degli spettacoli della stagione durante le serate di spettacolo presso la biglietteria.
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