Nel dopoguerra molte città italiane devono affrontare la ricostruzione dei centri antichi distrutti, un dibattito nazionale in cui Firenze ha un ruolo importante e che pone le basi per la Carta di Gubbio (1960) sulla salvaguardia e il risanamento dei centri storici. Ma il problema principale è quello della crescita urbana conseguente alle migrazioni nelle aree più industrializzate. C’è bisogno di case. Una risposta arriva con la legge Fanfani e i piani INA-Casa, ma il dibattito politico va ad incentrarsi sulla legge urbanistica del 1942, un provvedimento inadeguato per fronteggiare le pressioni immobiliari in corso.
Fra il 1962 e il 1967, in un periodo segnato da speculazioni edilizie e catastrofi naturali (alluvioni e frana di Agrigento), tre ministri (Sullo, Pieraccini, Mancini) provano a condurre in porto la riforma urbanistica senza successo, riuscendo conseguire solo la L. 167/1962 sull’acquisizione delle aree per edilizia economico-popolare e la legge “Ponte” (verso la riforma, appunto) del 1967. Nei decenni successivi, molte saranno le integrazioni e i cambiamenti alla legge del 1942 che, dopo aver felicemente compiuto 84 anni, è pienamente in vigore.
La conferenza di Zoppi fa parte del ciclo di incontri di Fondazione Biblioteche "L’Italia del lungo ventennio della ricostruzione. Dalla catastrofe al boom. 1943 – 1968" che attraverso diverse prospettive storiche ripercorre i decenni cruciali in cui l'Italia — e il mondo — uscirono dalla catastrofe della guerra per approdare a una nuova stagione politica, economica e sociale.
Saluti e introduzione di Sandro Rogari.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
La conferenza sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube della Fondazione
Iniziativa realizzata con il contributo di Fondazione CR Firenze e di Intesa Sanpaolo
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