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Università di Firenze
Protezione Civile, il Capo del Dipartimento in visita al Centro di competenza dell’Università di Firenze
Fabio Ciciliano ha incontrato la rettrice Alessandra Petrucci e il presidente della struttura Nicola Casagli
Il capo del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri Fabio Ciciliano ha visitato stamani la sede del Centro per la Protezione Civile (CPC) dell’Università di Firenze, ad Arcetri. Lo hanno accolto la rettrice Alessandra Petrucci e il presidente del Centro Nicola Casagli. La visita era dedicata alla presentazione dei laboratori, delle strumentazioni e delle attività che il Centro svolge a supporto del Servizio Nazionale della Protezione Civile.

Le attività del Centro si articolano in cinque servizi: previsione e prevenzione dei rischi, risposta alle emergenze e ripristino, pianificazione e attività addestrativa, diffusione della conoscenza ed educazione al rischio, relazioni internazionali e Meccanismo Europeo di Protezione Civile.

Il CPC interviene su attivazione del Dipartimento della Protezione Civile – di cui è stato riconosciuto Centro di Competenza nel 2005 – per fornire supporto specialistico nelle fasi emergenziali più critiche. Utilizza le conoscenze tecnico-scientifiche e i prodotti della ricerca dell’Ateneo fiorentino nei contesti di criticità in cui è chiamato ad agire, occupandosi di sopralluoghi, rilievi con droni e laser scanner, monitoraggio radar interferometrico, modellazione numerica dei fenomeni e valutazione del rischio residuo. Nelle sue attività, inoltre, promuove la cultura della prevenzione e il miglioramento della resilienza delle comunità in linea con gli obiettivi del Sendai Framework for Disaster Risk Reduction 2015-2030 delle Nazioni Unite.

Solo negli ultimi mesi il Centro è stato impegnato in diversi scenari di emergenza. L’intervento più recente è avvenuto ad aprile in Molise: il CPC ha contribuito con rilievi specialistici e analisi dei dati di monitoraggio per la frana di Petacciato, un vasto movimento franoso a cinematica lenta che coinvolge infrastrutture viarie e ferroviarie di interesse nazionale. Per i dissesti idrogeologici che hanno colpito a febbraio la città di Genova, il Centro ha svolto attività di monitoraggio e analisi di dati satellitari. Un mese prima i tecnici Unifi si erano recati in Sicilia, per il caso della frana di Niscemi, occupandosi della caratterizzazione del fenomeno e della definizione degli scenari di rischio residuo a supporto delle autorità locali e regionali.

Anche nel corso del 2025 il Centro è stato attivato in numerose occasioni. In particolare, a seguito degli intensi eventi meteorologici di marzo, che hanno provocato diffusi fenomeni di dissesto idrogeologico in numerose zone della Toscana, i tecnici del CPC hanno effettuato sopralluoghi, rilievi strumentali e valutazioni del rischio residuo, contribuendo alla gestione delle criticità e al supporto delle autorità competenti. Lo scorso novembre il Centro è intervenuto a Brazzano di Cormons (GO), nel Friuli-Venezia Giulia, dove una precipitazione eccezionale ha provocato una frana di vaste proporzioni.

Le attività recenti si inseriscono in una storia ormai consolidata di supporto al Servizio Nazionale. Il Centro ha contribuito, negli anni, alla gestione di numerose emergenze di rilievo nazionale: dal naufragio della Costa Concordia all’Isola del Giglio nel 2012, alla valanga di Rigopiano (PE) nel 2017, dagli eventi sismici dell’Italia centrale del 2016-2017, alle alluvioni del maggio 2023 in Emilia-Romagna, fino agli eccezionali eventi meteorologici del 29 ottobre 2023 in Toscana.

Infine, il Centro è da oltre un decennio impegnato nel monitoraggio sulle isole di Stromboli e Vulcano e per la sua esperienza sul campo è diventato punto di riferimento nazionale per l’analisi dei fenomeni franosi che avvengono in aree vulcaniche e sono capaci di provocare tsunami.

“La visita del capo del Dipartimento della Protezione Civile rappresenta un importante riconoscimento per l’Università di Firenze – ha affermato la rettrice Alessandra Petrucci –. Il lavoro svolto dai ricercatori e dai tecnici del Centro contribuisce in modo concreto alla gestione delle emergenze e alla prevenzione dei rischi e rappresenta un esempio tangibile con cui l’Ateneo mette le proprie competenze al servizio del Paese”.

“Protezione civile e comunità scientifica sono un connubio inscindibile - ha dichiarato il capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano -. Una sinergia immaginata e fortemente voluta dal fondatore della protezione civile moderna, Giuseppe Zamberletti, e consolidata nel tempo in occasione delle tante emergenze che il nostro Paese ha dovuto fronteggiare nel corso degli anni. In questo percorso l’Università di Firenze rappresenta una partner fondamentale che, con lungimiranza, ha sviluppato un Centro di Protezione Civile d’eccellenza. L’importante livello raggiunto dal nostro Sistema, sia nell’attività di prevenzione che nella gestione emergenziale, è merito, anche, del lavoro e della dedizione dei ricercatori e dei tecnici di questo Centro”.

“La visita di Ciciliano al Centro ne ribadisce il ruolo strategico – commenta Nicola Casagli –. Un’ulteriore conferma arriva dall’accordo triennale (2024-2027) con il Dipartimento della Protezione Civile, che costituisce il pilastro dell’attività di supporto tecnico-scientifico per la valutazione degli scenari di rischio idrogeologico e vulcanico. Il CPC, inoltre, opera in sinergia con agenzie ed enti nazionali e internazionali, amministrazioni locali e realtà del settore privato”.

Alessandra Petrucci, Fabio Ciciliano e Nicola Casagli nella sala operativa del Centro per la Protezione Civile dell’Università di Firenze (Fonte foto Università degli Studi di Firenze)

27/04/2026 15.43
Università di Firenze


 
 


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