Non-profit in provincia di Firenze
Terzo settore, il Forum Toscana: “Da dati Cesvot-Regione spinta ad affrontare due nodi: giovani e rapporto con istituzioni”
La portavoce Firenze: “Nuovi linguaggi e nuove modalità di coinvolgimento per garantire il ricambio generazionale. Serve una svolta per costruire davvero politiche condivise, co-programmazione ancora troppo indietro”
“Il terzo settore è una componente attiva della società toscana, un presidio quotidiano di coesione e risposta ai bisogni dei territori. I dati diffusi da Cesvot confermano che siamo di fronte a un mondo diffuso, con centinaia di migliaia di volontari e oltre un milione di beneficiari, ma anche che serve una spinta per affrontare due nodi decisivi: il coinvolgimento dei giovani e il rafforzamento del rapporto con le istituzioni”.
A dirlo è Claudia Firenze, portavoce del Forum del Terzo Settore Toscana, commentando i dati dell’indagine promossa da Cesvot e Regione Toscana sullo stato di salute degli Ets. Secondo la ricerca, circa il 50% dei volontari ha più di 55 anni e solo una parte degli enti ha attivato strategie strutturate per coinvolgere i giovani, mentre sul fronte del rapporto con le istituzioni appena il 44,1% degli enti ha convenzioni con soggetti pubblici.
“Sul tema dei giovani – spiega Firenze – non possiamo limitarci a registrarne l’assenza: dobbiamo cambiare approccio. Servono linguaggi nuovi, strumenti adeguati e modalità più flessibili di partecipazione, capaci di intercettare motivazioni diverse rispetto al passato e di rendere il volontariato accessibile anche a chi non può garantire un impegno continuativo”.
“L’altro grande tema è quello della relazione con le istituzioni. Su co-programmazione e co-progettazione la Toscana è ancora troppo indietro, segno che la rivoluzione culturale prevista dalla riforma del Terzo settore non è stata pienamente attuata. Qui serve un cambio di passo netto”, sottolinea la portavoce del Forum. “Il terzo settore non chiede elemosina né applausi, ma di essere riconosciuto come interlocutore alla pari nella costruzione delle politiche pubbliche. Le associazioni, con il lavoro quotidiano di donne e uomini sui territori, rappresentano una risorsa strategica che deve essere coinvolta fin dall’inizio nei processi decisionali”.
“Rispetto al rapporto con le istituzioni – conclude Firenze – va ribaltato il paradigma duro a morire: non un rapporto verticale, ma una collaborazione paritaria e strutturata. Solo così co-programmazione e co-progettazione possono diventare strumenti reali e non enunciazioni, e solo così possiamo dare risposte più efficaci ai bisogni di una società in continua evoluzione come quella toscana”.
30/04/2026 9.38
Non-profit in provincia di Firenze