C’è un filo che attraversa questo programma senza mai dichiararsi apertamente: è il tempo, inteso non come successione cronologica ma come materia viva, che si deforma, si ripensa, talvolta si contraddice. Diego Ceretta lo affronta da direttore e da costruttore di percorsi: nel suo primo triennio alla guida dell’ORT ha più volte interrogato la tradizione austro-tedesca tra Otto e Novecento, e qui ne raccoglie una sintesi non ovvia, quasi un bilancio in forma musicale.
Ceretta, classe 1996, appartiene a una generazione che ha metabolizzato velocemente il repertorio ma non rinuncia a rimetterlo in discussione. Il suo gesto è netto, leggibile, ma mai rigido: cerca una relazione concreta con i musicisti, una costruzione del suono che nasce dall’ascolto reciproco prima ancora che dall’imposizione. Non sorprende allora che al centro del concerto ci siano anche due prime parti interne all’orchestra, Emilio Checchini e Umberto Codecà. Non solisti “ospiti”, ma musicisti che incarnano una continuità sonora costruita negli anni.
Checchini, primo clarinetto dal 2019, porta con sé una curiosità musicale poco ortodossa: dal repertorio contemporaneo alle incursioni tra klezmer e prog rock, il suo suono si è formato attraversando linguaggi diversi, sempre con una naturalezza che evita qualsiasi etichetta. Codecà, primo fagotto storico dell’ORT, è invece una presenza autorevole e sedimentata: una carriera lunga, costruita tra grandi orchestre europee, che si traduce in un fraseggio ampio, solido, capace di dare peso anche ai passaggi più leggeri. Insieme, nel Duetto-Concertino di Strauss, diventano personaggi: dialogo, gioco, teatro.
Il percorso si apre però con Webern, e con un’opera che sorprende chi conosce solo il suo volto più radicale. Il Langsamer Satz è musica ancora immersa nel tardo romanticismo, densa di sentimento, quasi debordante. Nasce da una vicenda privata — un amore estivo, destinato a diventare matrimonio — e conserva quella qualità sospesa, intima, in cui la scrittura sembra respirare insieme all’emozione. È un Webern che non ha ancora spezzato il linguaggio, ma già lo tende, lo incrina appena: una soglia.
All’estremo opposto, Richard Strauss guarda indietro. Il Duetto-Concertino, scritto nel dopoguerra, è musica che si sottrae al proprio tempo: non lo ignora, ma lo aggira. C’è in queste pagine una leggerezza costruita con pazienza artigianale, quasi un rifugio stilistico. Clarinetto e fagotto si inseguono come figure di una piccola fiaba — principessa e orso, o forse due caratteri opposti costretti a capirsi — mentre l’orchestra li circonda con una trama sottile, trasparente, mai invadente. È un gioco, ma non ingenuo: piuttosto il gesto di chi, dopo aver attraversato un secolo, sceglie la misura come forma di resistenza.
Tra questi due poli, Mendelssohn rappresenta un inizio. La Prima Sinfonia è il lavoro di un adolescente che guarda ai modelli — Mozart, Beethoven — ma già prova a superarli. Non c’è qui alcuna ingenuità: piuttosto una straordinaria lucidità nel maneggiare forme e colori orchestrali, con un’energia che non ha ancora bisogno di diventare conflitto. Il do minore non è tragico, ma dinamico; la scrittura si accende nei contrasti, nei dialoghi tra archi e fiati, in una vitalità che sembra voler conquistare lo spazio più che dominarlo.
Così il concerto costruisce un arco che non è solo storico: dalla giovinezza di Mendelssohn alla maturità estrema di Strauss, passando per la soglia inquieta di Webern. Ceretta lo tiene insieme senza forzature, lasciando che siano le differenze a parlare. E forse proprio lì, nelle frizioni più che nelle continuità, emerge il senso di questo viaggio.
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Stagione concertistica 2025 – 26
Giovedì 7 maggio 2026, ore 21:00 – Firenze, Teatro Verdi
Venerdì 8 maggio 2026, ore 21:00 – Siena, Teatro dei Rozzi
Sabato 9 maggio 2026, ore 21:00 – Figline (FI), Teatro Garibaldi
Lunedì 11 maggio 2026, ore 20:30 – Ferrara, Teatro Comunale
Martedì 12 maggio 2026, ore 21:00 – Pisa, Teatro Verdi
Diego Ceretta direttore
Emilio Checchini clarinetto
Umberto Codecà fagotto
Orchestra della Toscana
Anton Webern / Langsamer Satz
Richard Strauss / Duetto-Concertino per clarinetto, fagotto, archi e arpa
Felix Mendelssohn / Sinfonia n. 1 op. 11
Informazioni biglietteria e prevendite
Teatro Verdi - Firenze: biglietti da €?5 a €?22. Vendita online su Ticketone.it, nei punti vendita Ticketone e presso la biglietteria del Teatro Verdi (tel. 055?212320).
Teatro dei Rozzi – Siena: biglietti da €12 a €25. Primi posti (platea e palchi I–II ordine) €25 / €20 ridotto; ingressi (palchi III–IV ordine) €18 / €12. Biglietti in vendita il giorno precedente (16:00–19:00) presso la biglietteria di Palazzo Chigi Saracini, il giorno del concerto dalle 16:00 al Teatro dei Rozzi e online su Ticketone.it.
Teatro Garibaldi – Figline Incisa: Poltrona numerata platea intero €12,00 - ridotto €10,00 - possessori Carta regionale studente €8,00; Posto palco numerato ridotto €10,00 - ridotto €8,00 - possessori Carta regionale studente €8,00. I biglietti dei concerti e degli spettacoli possono essere acquistati online (non sono previste riduzioni e vengono addebitati dei costi di prevendita), presso i punti vendita Unicoop Firenze e BoxOffice Toscana (sono previste riduzioni e vengono addebitati dei costi di prevendita) o presso la biglietteria del teatro, in piazza Serristori (sono previste riduzioni e gratuità e non vengono addebitati costi di prevendita), aperta nei tre giorni precedenti il concerto dalle ore 9,30 alle ore 12,30 e dalle ore 16 alle ore 19.
Teatro Comunale - Ferrara: biglietti da €3 a €49.
Per info e biglietti visitare il sito ferraramusica.it, recapiti
biglietteria@ferraramusica.it; 0532 202675
Teatro Verdi - Pisa: Posto unico numerato Intero € 18,00 - Ridotto € 15,00 - Under 30 € 7,00 Carta Studente della Toscana € 10,00 - Botteghino Teatro Verdi, tel. 050 941188, vivaticket.com