Asl Toscana Centro - Empoli
Nelle Case di comunità un'equipe multidisciplinare per una sanità di prossimità
Professionisti diversi operano all'interno della stessa struttura. Medici di base, pediatri di libera scelta, infermieri, specialisti e assistenti sociali assieme con l'obiettivo di seguire il cittadino lungo tutto il percorso assistenziale
Non più solo ambulatori ma punti di riferimento aperti e riconoscibili. Sono le Case della comunità che cambiano il modo di accedere al sistema sanitario e di seguire nel tempo i cittadini/utenti nei loro bisogni di salute.
A Empoli e nell’Empolese Valdarno Valdelsa il modello è già operativo. La Direzione generale dell’Ausl Toscana centro nei giorni scorsi ha ratificato gli accordi 2025 con i medici di medicina generale attivi nelle Case della comunità.
Un passaggio che rende stabile l’organizzazione e ne sostiene il funzionamento quotidiano.
«La Casa della comunità non è un semplice poliambulatorio – spiega Franco Doni, direttore della Società della salute e Zona distretto dell’Empolese Valdarno Valdelsa – ma un organismo vivo. Qui la vicinanza tra professionisti diversi permette di superare la frammentazione e costruire percorsi di cura condivisi con i cittadini. E con i cittadini e le organizzazioni che li rappresentano apriremo un dialogo per dare voce e opportunità ai bisogni della comunità».
Il sistema si basa su una rete integrata. Le strutture hub, come quella di Certaldo e Montespertoli, a cui si aggiungerà Fucecchio, concentrano servizi diagnostici, specialistici e amministrativi. Le strutture spoke, diffuse nei comuni, garantiscono la presenza capillare e l’accesso vicino a casa. Tutto è collegato da un’unica organizzazione territoriale e da piattaforme digitali che assicurano continuità tra ospedale, territorio e domicilio.
Dentro le Case della comunità lavora un’équipe multidisciplinare. Ci sono medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, infermieri di famiglia e comunità, specialisti ambulatoriali, fisioterapisti, logopedisti e ostetriche. Accanto a loro operano assistenti sociali e personale amministrativo. L’obiettivo è seguire la persona nel suo insieme, non solo nella malattia.
«Le Case della comunità funzionano così – afferma Paolo Amico direttore del Coordinamento organizzativo sanitario della zona empolese – un'unica struttura all'interno della quale più professionisti lavorano insieme, con orari estesi e una rete che tiene collegati tutti i livelli di cura. Un modello che punta a dare risposte rapide e a seguire le persone vicino a casa».
L’accesso è semplice. Il Punto unico di accesso (Pua) orienta il cittadino verso il servizio più adatto, dal bisogno immediato alla presa in carico complessa. Gli ambulatori e i servizi infermieristici sono attivi di norma 12 ore al giorno, dal lunedì al sabato, nella fascia 7-19. La domenica la risposta è organizzata a livello di zona con turnazioni tra le strutture hub.
Un ruolo centrale è svolto dal Ruap, il Ruolo unico di assistenza primaria. Garantisce la presenza medica continua, 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Nelle ore diurne, nei giorni feriali dalle 8 alle 20, sono attivi i Punti di intervento rapido per urgenze minori, visite occasionali e riacutizzazioni di patologie croniche. Nelle ore notturne e nei festivi il servizio prosegue come continuità assistenziale, attivabile tramite il numero 116117.
30/04/2026 11.52
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