Verso l'anniversario del 4 novembre 2026 la Biblioteca nazionale centrale di Firenze (BNCF) trasforma la memoria dell’alluvione di Firenze in un grande cantiere di partecipazione civile. E, a sessant'anni dalla tragica esondazione dell’Arno di Firenze, ha avviato un programma biennale di azioni concrete per restituire alla pubblica consultabilità migliaia di documenti rari e unici, ancora oggi "orfani" della propria identità a causa dei danni subiti nel 1966. Il cuore del progetto risiede nella cooperazione: richiamando lo spirito degli "Angeli del Fango" e i principi della Convenzione di Faro, la BNCF ha stretto un patto con il territorio che vede coinvolti il Liceo Classico Michelangiolo, il Comune di Firenze e la BiblioteCaNova Isolotto. L’obiettivo è ambizioso: identificare e ricollocare circa 30.000 miscellanee che l'alluvione ha privato della loro segnatura, rendendole di fatto invisibili ai cataloghi.
Il dettaglio del progetto
La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, istituto dotato di autonomia speciale del Ministero della Cultura, ha messo in atto nel corso del 2025-2026 diverse iniziative ed azioni concrete – tuttora in corso di svolgimento – riguardanti il patrimonio librario alluvionato nel 1966 in vista di una Giornata di restituzione prevista per il 4 novembre 2026. In occasione di quest’ultima verranno infatti presentati i risultati dei progetti della BncF inseriti nel programma generale per le Celebrazioni del 60° Anniversario dell’Alluvione.
Come è noto il patrimonio della Biblioteca nazionale centrale subì enormi danni a seguito dell’alluvione, e oltre un milione di volumi fu coinvolto: circa 300.000 libri, centinaia di migliaia tra giornali, quotidiani e riviste (460.000 volumi), e un patrimonio vastissimo di opuscoli (400.000). E inoltre, cosa importantissima, furono danneggiati (e quindi successivamente restaurati) tutti gli inventari, i cataloghi a volume e a scheda, cioè la chiave per raggiungere un libro in Biblioteca, il vero cervello della Biblioteca.
Allora fu decisiva la cooperazione: la cooperazione internazionale dei tecnici innanzi tutto e la cooperazione dei cittadini, italiani e stranieri, volontari, gli angeli del fango, che hanno riconosciuto il patrimonio della Biblioteca come proprio e sono intervenuti. In occasione del sessantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze del 2026, la Biblioteca ha quindi pensato di richiamare quella cooperazione innescatasi in occasione dell’alluvione del 1966, e al contempo i principi della Convenzione di Faro e la dimensione partecipativa delle comunità intorno al patrimonio culturale, i valori della solidarietà e della cura collettiva del patrimonio.
L’identificazione delle miscellanee
La prima delle attività in corso di svolgimento in questi mesi è l’identificazione delle miscellanee alluvionate: si tratta di un numero difficilmente quantificabile tra 28.000 e 30.000 che potrebbero essere date in lettura se fossero state riconosciute nei cataloghi della Biblioteca nazionale e che risultano in grande quantità ad oggi non ancora individuate in quanto private con l’alluvione della loro segnatura, che costituisce il legame col catalogo.
A tal proposito la Direttrice della Biblioteca Elisabetta Sciarra ricorda che “lo scopo del progetto non è quello di avvalersi di volontari per svolgere una funzione di biblioteca, ma quello di coinvolgere la cittadinanza in un processo di patrimonializzazione ed educazione al patrimonio attraverso il recupero di una piccola parte delle nostre miscellanee”.
Il coinvolgimento delle scuole e del territorio
Per questo motivo è stata attivata una convenzione PCTO con il Liceo classico Michelangiolo di Firenze, iniziato non a caso il 4 novembre 2025. Le azioni poste in essere consistono in una ricognizione da parte degli studenti condotte, sotto la guida dei bibliotecari, sulle miscellanee alluvionate da identificare attraverso ricerche sui cataloghi della Biblioteca. Obiettivo del progetto è quello di restituire a catalogo (e quindi alla consultabilità) documenti – spesso rarissimi, quando non unici – che ormai da decenni non sono accessibili. L'iniziativa è stata anche portata a conoscenza delle scuole a Didacta 2026, con un laboratorio rivolto agli studenti della scuola secondaria superiore dal titolo SBAM! Studenti e Biblioteca Assieme per le Miscellanee.
È stata inoltre da subito intenzione di BncF ampliare gradualmente la platea impegnata nella partecipazione attiva al recupero delle Miscellanee alluvionate. In tale ottica è avvenuto il coinvolgimento di una fetta consistente di utenti della BiblioteCaNova Isolotto che – venuti a conoscenza del progetto nel corso di una conferenza tenuta dalla Direttrice della BncF dott.ssa Elisabetta Sciarra nell’ambito di un ciclo di appuntamenti sulla storia delle biblioteche e del collezionismo librario realizzati dalla BiblioteCaNova (l’11/02/2026, Le biblioteche italiane prima e dopo l’Unificazione) – dal 9 marzo 2026 sono stati invitati in BncF per degli incontri di formazione che hanno dato l’avvio alla loro adesione spontanea ed attiva al progetto CURA - Comunità Unite per la Restituzione degli Alluvionati. Il progetto si è così allargato ad una bellissima realtà di biblioteca comunale quale la BiblioteCaNova Isolotto.
L’Assessore alla cultura del Comune di Firenze Giovanni Bettarini ha spiegato: “Come Amministrazione siamo orgogliosi di sostenere questo progetto che vede nella BiblioteCaNova Isolotto un ponte fondamentale tra la cittadinanza e la Biblioteca Nazionale. La cultura non è un concetto astratto, ma un bene comune che va curato insieme. Grazie alla disponibilità degli utenti del Quartiere 4, che si sono trasformati in volontari attivi, dimostriamo che le biblioteche di pubblica lettura e i grandi istituti statali possono lavorare insieme. È un esempio virtuoso di come il territorio possa prendersi cura della propria storia: la restituzione di questi 30.000 libri è una vittoria di tutta la comunità fiorentina”.
“È bellissimo che, con questo progetto, tornino gli Angeli del Fango ed i comitati di Quartiere – spiega il presidente del Quartiere 4 Mirko Dormentoni – come successe nel 1966 e torna quello spirito di comunità e quel senso civico che tanto in quegli anni ha dato e che è ancora attivo nel Quartiere 4 e nella nostra città. Siamo davvero felici di poter aderire a questo progetto della Biblioteca Nazionale che recupera un patrimonio culturale importante, grazie alla partecipazione attiva di volontarie e volontari, cittadini del Quartiere 4, che gravitano intorno alla BiblioteCaNova dell’Isolotto, un importante luogo i comunità – conclude Dormentoni – che, ancora una volta, dimostra di essere solidale, che si occupa dei beni comuni, a livello nazionale. Un ringraziamento, infine, anche ai ragazzi del liceo Michelangelo. Con loro il progetto andrà avanti”.
Attività di recupero e ricerca scientifica
È quindi ora in corso il recupero delle ca. 28.000 miscellanee alluvionate attualmente conservate in un deposito esterno e non richiedibili. Il recupero prevede l'inserimento in una sezione di collocazione (MIS.ALL., Miscellanee Alluvionate) che terrà traccia e memoria storica delle collocazioni precedenti ove recuperate dai volontari. I lavori vedranno impegnati nel tempo i bibliotecari nella catalogazione che garantirà una nuova possibilità di lettura e di fruizione di documenti spesso introvabili altrove.
È prevista inoltre un’ulteriore attività della Biblioteca relativa all’alluvione, una Summer school tra 20 giugno e 3 luglio 2026, che prevede la formazione in presenza di 10 allievi, sul tema della catalogazione dei frammenti manoscritti. Organizzata presso la Biblioteca, in collaborazione con l’Associazione Manoscritti Datati d’Italia, l’Ente nazionale Giovanni Boccaccio e l’Istituto nazionale di Studi sul Rinascimento, è rivolta a giovani laureati e laureate che intendano confrontarsi con lo studio e la catalogazione di frammenti manoscritti e a stampa estratti dalle legature dei volumi alluvionati. Il tema è stato scelto perché la Biblioteca nazionale conserva un nucleo di frammenti manoscritti, le cosiddette ‘maculature’, delle quali una parte proviene proprio dalle legature dei libri alluvionati; la pratica di inserire frammenti di manoscritti per riempire i piatti delle legature dei libri antichi è ben diffusa. Se non ci fosse stata l’alluvione, non conosceremmo questi frammenti che erano all’interno delle coperte dei libri; la devastazione della maggior parte delle coperte antiche dei libri alluvionati ha determinato l’emersione di questi frammenti.
Obiettivi e valori del progetto
Tali operazioni e attività si intendono appunto tutte preliminari ad un seminario di studi da organizzare il 4 novembre del 2026 in cui verrà data comunicazione alla comunità delle restituzioni rese possibili dall’impegno e dalla collaborazione tra gli studenti, i volontari, i bibliotecari e i restauratori coinvolti nelle attività.
Per la BncF tale progetto – articolato in più ambiti di azione e diversificato nel coinvolgimento della cittadinanza – rappresenta da un lato una importante occasione formativa sull'uso dei servizi e del catalogo di una grande biblioteca per i volontari partecipanti, nonché una opportunità di sensibilizzazione nei confronti dei rischi ambientali e della loro onda lunga sul patrimonio culturale, oltre che la possibilità concreta di prendere parte ad una iniziativa che intende promuovere i temi della collaborazione e i valori di comunità verso il patrimonio culturale.
https://www.massimosestini.it/archive/VLVa.aspx?id=65b8b292-3cd7-4c79-ae1c-c1b7c37b5a1e