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Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Festival del Maggio Musicale Fiorentino. Georg Friedrich Händel, "Giulio Cesare in Egitto".
Ultimo appuntamento operistico nella programmazione dell'88° Festival del Maggio Musicale Fiorentino che si chiude con uno dei grandi capolavori del teatro musicale barocco: dal 14 al 25 giugno, nella Sala Grande del Teatro, va in scena il "Giulio Cesare in Egitto" di Georg Friedrich Händel, mai rappresentato a Firenze. La recita del 25 giugno verrà diffusa in diretta da Rai Radio 3
Giunge al termine la programmazione lirica nell'ambito dell'88esimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino: nella Sala Grande del Teatro va in scena una delle più celebri opere di Georg Friedrich Händel, Giulio Cesare in Egitto, mai rappresentata a Firenze.

Sono quattro recite complessive in cartellone: il 14 giugno alle ore 17; il 19 giugno alle ore 19; il 21 giugno alle ore 15:30 e il 25 giugno alle ore 19.

Sul podio dell'Orchestra e del Coro del Maggio il maestro Gianluca Capuano, la regia dello spettacolo è firmata da Davide Livermore. Il maestro del coro del Maggio è Lorenzo Fratini.

Le scene dell'opera sono curate da Giò Forma, i costumi da Mariana Fracasso, le luci da Antonio Castro e i video da D-Wok.

Protagonista come personaggio del titolo è Raffaele Pe; accanto a lui Mariangela Sicilia che veste i panni di Cleopatra, Fleur Barron è Cornelia, Nicolò Balducci interpreta Sesto Pompeo, Filippo Mineccia è Tolomeo e Valerio Morelli è Achilla. Completano il cast Davide Sodini nella parte di Curio e Janetka Hosco in quella di Nireno.

Capolavoro del repertorio barocco, il Giulio Cesare in Egitto debuttò al King's Theatre di Londra il 20 febbraio 1724. Al tempo Händel era il compositore più stimato in terra inglese nonché direttore della Royal Academy of Music che, dal 1719, promuoveva con successo l'opera italiana a Londra. Giulio Cesare, dramma musicale in tre atti su libretto di Nicola Francesco Haym, fu accolto da un grande trionfo seguito da tredici repliche con il teatro completamente esaurito. L'opera si basa sull'episodio storico della campagna in Egitto ingaggiata da Cesare per inseguire il nemico Pompeo dopo la battaglia di Farsalo. In Egitto Cesare incontrerà il re Tolomeo, scaltro e ingannevole, e la conturbante Cleopatra, che cercherà di sedurlo a proprio vantaggio salvo poi innamorarsi di lui veramente. L'opera rappresentava un campionario perfetto di meraviglie barocche: un cast vocale di prim'ordine, che annoverava nel ruolo del protagonista il famoso castrato Senesino e in quello di Cleopatra il soprano Francesca Cuzzoni, una messinscena fastosa e spettacolare, una musica raffinata e di pregevole fattura. Nella continua scansione di recitativi e arie, tipica dell'opera settecentesca, Giulio Cesare racchiude alcune tra le pagine più apprezzate del compositore come il recitativo accompagnato "Alma del gran Pompeo", intonato dal protagonista davanti all'urna del nemico Pompeo assassinato.

Parlando del cuore musicale e narrativo dell'opera, il maestro Gianluca Capuano - che torna al Maggio dopo le recite di un'altra grande opera di Händel, ossia l'Alcina, andata in scena nell'ottobre del 2022 – ha evidenziato di come gli affetti siano cruciali all'interno di quest'opera; affetti che trovano una precisa espressione nella musica: "Fin dall'inizio l'impatto della musica è straordinariamente potente, quasi uno schiaffo al pubblico. L'opera si apre con un impeto travolgente: all'ouverture segue un grande coro celebrativo che esalta il trionfo di Cesare, ma l'atmosfera cambia immediatamente con la comparsa della testa dell'assassinato Pompeo, trasformando l'esaltazione in desiderio di vendetta e furia. Questa brutalità riaffiora più volte nel corso dell'opera, per esempio quando Cesare riceve una minaccia di morte. La musica lo costringe simbolicamente alla fuga: restare significherebbe andare incontro alla morte. Anche la scelta delle tonalità contribuisce a definire i personaggi. L'aria d'ingresso di Cesare è in re maggiore, tonalità eroica e luminosa che, secondo la teoria degli affetti, rappresenta la vittoria, la forza e la fiducia in sé stessi. Cornelia, al contrario, è tratteggiata da Händel con accenti profondamente malinconici. Dico sempre che Händel è stato lo Shakespeare della musica. La sua musica possiede la stessa forza narrativa e drammatica dei testi del grande poeta inglese; inoltre, la profondità psicologica con cui costruisce i suoi personaggi non ha nulla da invidiare all'arte letteraria del Bardo. Attraverso la musica, Händel riesce a rendere i conflitti interiori, le passioni e le contraddizioni dei suoi protagonisti con una straordinaria intensità teatrale".

Nella visione di Davide Livermore, l'azione viene trasportata negli anni '30 del XIX secolo e s'ispira dichiaratamente all'immaginario dei grandi romanzi d'avventura e mistero ambientati in Egitto. Il centro della vicenda è un lussuoso piroscafo che solca il Nilo – significativamente ribattezzato "Tolomeo" – sul quale si intrecciano giochi di potere, seduzioni, tradimenti e colpi di scena. La messinscena coniuga eleganza visiva e attenzione alla dimensione psicologica dei personaggi. Accanto alla tensione drammatica trovano spazio pennellate 'ironiche' e di vero divertimento teatrale: alcune delle arie più celebri diventano numeri da cabaret, inseriti con naturalezza all'interno della narrazione e capaci di mettere in luce le sfumature emotive dei protagonisti.

Ne emerge uno spettacolo ricco di invenzioni sceniche, nel quale il fascino dell'opera barocca dialoga con il linguaggio del cinema e del teatro contemporaneo: "Il mito di Cleopatra e Cesare: da millenni questa storia continua ad affascinarci. L'umanità vi ritorna di continuo, la racconta, la trasforma, la veste con abiti diversi secondo le epoche. Händel, nel Giulio Cesare in Egitto, non la affronta come uno storico, ma come un grandissimo uomo di teatro" afferma Livermore parlando della sua visione dello spettacolo "Il mito diventa una macchina perfetta di apparizioni, equivoci, seduzioni, colpi di scena e fragilità umanissime. I personaggi sono complessi, sfaccettati e pieni di contraddizioni. Il Cesare di Händel possiede molte sfumature. È sovrano, condottiero, tiranno, amante, amico. Cleopatra non è da meno: seduce, calcola, inventa, manipola, ma sa anche esporsi e rischiare. Entrambi conoscono perfettamente l'arte della rappresentazione del potere. Nella mia regia tutto questo si sviluppa come un thriller degli anni Venti sulle rive del Nilo. C'è il sole, c'è l'acqua, c'è il lusso, ci sono gli abiti chiari, le terrazze, le ombre lunghe, i sorrisi troppo cortesi. Ma sotto questa superficie brillante scorre il sangue. L'immaginario è vicino a quello di Assassinio sul Nilo di Agatha Christie: un microcosmo raffinato, apparentemente civilissimo, in cui tutti osservano tutti, tutti mentono un poco e quasi nessuno è innocente. La domanda centrale diventa: chi ha ucciso Pompeo? O meglio: chi voleva davvero la sua morte? Come in un romanzo di Agatha Christie, molte mani avrebbero potuto contribuire al delitto. La responsabilità non appartiene mai a una sola persona. È distribuita, elegante, diplomatica, quasi mondana. E nel cammino verso la verità un altro personaggio, Achilla, muore realmente in scena, come se la morte iniziale ne generasse inevitabilmente un'altra. La storia d'amore tra Cleopatra e Cesare avvolge questa vicenda interna come una grande campana di vetro. Il loro fragile equilibrio diventa il punto di riferimento di tutti gli altri personaggi. Il conflitto tra Roma ed Egitto si riflette nella loro relazione: due mondi che si attraggono, si studiano, si seducono, si combattono".

Mercoledì 10 giugno alle ore 16.30, per il ciclo d'incontri Parlando d'opera, è in programma nel Foyer di Galleria "L'antico in scena: Giulio Cesare di Händel" a cura di Martino Ruggero Dondi. Si esibiranno il soprano Anna Vigori, il mezzosoprano Emma Alessi Innocenti e il contraltista Sebastiano Silvestri: con loro, al pianoforte, Martino Ruggero Dondi. In collaborazione con Il Foyer - Amici della Lirica di Firenze. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Gli spettacoli sono preceduti dalle guide all'ascolto. Sono tenute 45 minuti prima dell'inizio dello spettacolo nel Foyer della Sala Grande il 14 e 25 giugno da Maddalena Bonechi e il 19 e 21 giugno da Marco Cosci.


La locandina:

GIULIO CESARE IN EGITTO
di Georg Friedrich Händel

Maestro concertatore e direttore Gianluca Capuano
Regia Davide Livermore
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Maestro del Coro Lorenzo Fratini

Scene Giò Forma
Costumi Mariana Fracasso
Luci Antonio Castro
Video D-Wok
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Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Giulio Cesare Raffaele Pe
Cornelia Fleur Barron
Sesto Pompeo Nicolò Balducci
Cleopatra Mariangela Sicilia
Tolomeo Filippo Mineccia
Achilla Valerio Morelli
Curio Davide Sodini
Nireno Janetka Hosco
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Figuranti speciali

Ilaria Brandaglia, Marko Bukaqeja, Robert Ediogu Abotsie, Stefano Mascalchi, Francesco Pacelli, Carlo Pucci, Maya Quattrini, Simone Ticci
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Allestimento dell'Opéra di Monte-Carlo

Manifesto © Gianluigi Toccafondo


Prezzi: Visibilità limitata: 15€ Galleria: 35€ Palchi: 45€ Platea 5: 45€ Platea 4: 65€ - Platea 3: 75€ - Platea 2: 90€ Platea 1: 130€

Prima parte: 1 ora e 15 minuti | Intervallo: 30 minuti | Seconda parte: 1 ora e 40 minuti
Durata complessiva: 3 ore e 25 minuti circa

08/06/2026 16.04
Teatro del Maggio Musicale Fiorentino


 
 


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