Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
88º Festival del Maggio Musicale Fiorentino. Diego Ceretta, Beethoven, Mendelssohn & Schubert.
Martedì 9 giugno alle ore 20 - in Sala Zubin Mehta - Diego Ceretta sul podio alla guida dell'Orchestra della Toscana e del Coro del Maggio Musicale Fiorentino. In cartellone le musiche di Ludwig van Beethoven, Felix Mendelssohn e Franz Schubert. Al pianoforte Benedetto Lupo
Prosegue il calendario sinfonico nell'ambito dell'88esimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino. Martedì 9 giugno alle ore 20, nella Sala Mehta del Teatro, il maestro Diego Ceretta sale sul podio alla guida dell'Orchestra della Toscana e del Coro del Maggio Musicale Fiorentino per una serata che attraversa alcune delle pagine più note del primo Romanticismo tedesco, con musiche di Ludwig van Beethoven, Felix Mendelssohn e Franz Schubert.
Al pianoforte Benedetto Lupo; il maestro del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini .Prendono parte all'esecuzione anche i solisti dell'Accademia del Maggio Musicale Fiorentino: i soprani Suji Kwon ed Erica Cortese, il mezzosoprano Ioanna Kykna, i tenori Francesco Congiu e Yukang Zheng e il baritono Gonzalo Godoy Sepúlveda.
Ad aprire il concerto è la cantata per coro e orchestra Meeresstille und glückliche Fahrt op. 112 di Ludwig van Beethoven, ispirata a due celebri poesie di Goethe. Segue, sempre di Beethoven, la "Fantasia in do minore op. 80" per pianoforte, soli, coro e orchestra: fu composta nel 1808 dopo la 'Sesta Sinfonia' e si caratterizza tra per la sua natura singolare ed eterogenea. La serata prosegue con Die Hebriden, ouverture op. 26 di Felix Mendelssohn: composta in seguito a una visita alle Isole Ebridi e alla Grotta di Fingal situata nell'Isola di Staffa, fu scritta poiché l'impressione ricevuta da questo viaggio fu talmente forte che Mendelssohn pensò immediatamente di tradurre in suoni le sensazioni provate. A chiudere il concerto è la "Sinfonia n. 4 in do minore D. 417", Die Tragische (La Tragica) di Franz Schubert. Composta nel 1816, è quella che mostra l'influenza più evidente del modello beeethoveniano sia per la tonalità scelta - do minore, la medesima del Coriolano e della famosa Quinta Sinfonia - sia per quel sottotitolo, "Tragica", apposto dallo stesso Schubert nel tentativo di avvicinare la sua opera alle corrusche atmosfere del maestro di Bonn.
Il concerto:
Ludwig van Beethoven
Meeresstille und glückliche Fahrt, cantata op. 112 per coro e orchestra
Beethoven aveva conosciuto Goethe, suo idolo letterario, nel 1813 a Teplitz. L'incontro non si trasformò in amicizia, ma nonostante la freddezza mostratagli in più occasioni, Beethoven continuò a nutrire per Goethe un'ammirazione sconfinata, dedicandogli tra l'altro, la Cantata per soli, coro e orchestra Meeresstille und glückliche Fahrt op. 112, composta nel 1815 e ispirata ai poemi Calma di mare e Viaggio felice. Il contenuto poetico ben si riflette nella scrittura musicale di Beethoven attenta a sottolinearne ogni elemento descrittivo: l'immobilità del mare in un giorno di bonaccia (con le note tenute degli archi), il levarsi del vento (con l'entrata irruente dei fiati) e finalmente la navigazione tra le onde fluttuanti a ritmo di barcarola.
Fantasia in do minore op. 80 per pianoforte, soli, coro e orchestra
Composta nel 1808 dopo la Sesta Sinfonia, la "Fantasia corale per pianoforte, coro e orchestra op. 80" si caratterizza tra le opere beethoveniane per la sua natura singolare ed eterogenea. Una pagina particolare già dal sottotitolo, 'Lusinga amichevole', nell'organico, in cui l'orchestra entra in azione a poco a poco mentre il coro solo nella parte finale, così come particolare era l'idea di unire musica strumentale e musica corale, che per Beethoven assumeva il valore subliminale di una collaborazione capace di trasformare il mondo. Inoltre la Fantasia deve gran parte della sua notorietà al tema principale, che Beethoven aveva ripreso da un Lied composto anni prima, Gegenliebe, e che svilupperà in seguito nell'Inno alla gioia della Nona Sinfonia. Articolata nella forma del Tema con variazioni, la Fantasia corale si apre con l'assoluto protagonismo del pianoforte che dopo un'entrata in stile rapsodico espone quasi timidamente il tema principale. Questo è poi ripreso da alcuni strumenti d'orchestra: prima il flauto, poi l'oboe, il clarinetto, il quartetto d'archi e infine tutta l'orchestra coinvolta insieme al pianoforte in una serie di variazioni sempre più concertanti. Nell'ultima variazione Beethoven aggiunge il coro (con una soluzione che anticipa la struttura del Finale della Nona) che intona in un crescente tripudio sonoro i versi scritti per l'occasione dal poeta viennese Christoph Kuffner, ispirati al tema dell'amore unito alla forza.
Felix Mendelssohn
Die Hebriden, ouverture op. 26
Nel 1829, il ventenne Felix Mendelssohn coronò la fine dei suoi studi con un grand tour, il lungo viaggio di formazione in giro per l'Europa. La prima tappa fu la Gran Bretagna con una breve visita in Scozia. Lì il compositore visitò Isole Ebridi e la Grotta di Fingal situata nell'isola di Staffa. L'impressione ricevuta fu così forte che Mendelssohn pensò immediatamente di tradurre in suoni le sensazioni provate. Nel giro di un anno portò a compimento la prima versione dell'ouverture Die Hebriden op. 26 (nota anche come La grotta di Fingal), una pagina dall'invenzione melodica assai felice che subito conquistò il favore del pubblico. Articolata in forma-sonata, l'ouverture si apre con il celebre tema che evoca il selvaggio moto ondoso dei flutti marini scozzesi.
Franz Schubert
Sinfonia n. 4 in do minore D. 417, Die Tragische (La Tragica)
Tra i sedici e i ventuno anni Schubert compose ben sei Sinfonie: lavori senz'altro pregevoli ma pensati non tanto per l'esecuzione pubblica quanto piuttosto come esercizi di apprendistato nel solco di quella tradizione classica che a Vienna aveva trovato terreno fertile per produrre i suoi frutti migliori. Gli anni di formazione di Schubert coincidono inoltre con quelli del successo di Beethoven, a cui il più giovane collega guardava con enorme rispetto e venerazione. La Sinfonia n. 4 in do minore, composta nel 1816, è quella che mostra l'influenza più evidente del modello beeethoveniano sia per la tonalità scelta, do minore, la medesima del Coriolano e della famosa Quinta Sinfonia, sia per quel sottotitolo, 'Tragica', apposto dallo stesso Schubert nel tentativo di avvicinare la sua opera alle corrusche atmosfere del maestro di Bonn. Tuttavia, la Sinfonia n. 4 per il suo carattere luminoso e affermativo ha ben poco di tragico e ogni tentativo di amplificazione e ricerca dei contrasti drammatici risulta stemperato dal lirismo e della vena elegiaca schubertiana.
La locandina:
LUDWIG VAN BEETHOVEN
Meeresstille und glückliche Fahrt, cantata op. 112 per coro e orchestra
Fantasia in do minore op. 80 per pianoforte, soli, coro e orchestra
FELIX MENDELSSOHN
Die Hebriden, ouverture op. 26
FRANZ SCHUBERT
Sinfonia n. 4 in do minore D. 417, Die Tragische (La Tragica)
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Direttore Diego Ceretta
Maestro del Coro Lorenzo Fratini
Pianoforte Benedetto Lupo
Soprani Suji Kwon, Erica Cortese
Mezzosoprano Ioanna Kykna
Tenori Francesco Congiu, Yukang Zheng
Baritono Gonzalo Godoy Sepúlveda
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Orchestra della Toscana
Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Il concerto è preceduto dalla guida all'ascolto tenuta da Katiuscia Manetta nel Foyer di Galleria della Sala Mehta.
È riservata ai possessori del biglietto e si svolge 45 minuti prima dell'inizio dello spettacolo (durata: 30 minuti circa).
Prezzi:
Settore D: 25€
Settore C: 35€
Settore B: 50€
Settore A: 70€
Durata:
Durata complessiva 2 ore circa
08/06/2026 17.42
Teatro del Maggio Musicale Fiorentino