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Regione Toscana
Consiglio della Regione. Minori stranieri non accompagnati: l'allarme di Scaramelli, 'a rischio i percorsi di inclusione'
Il Garante toscano per l'infanzia e l'adolescenza esprime "forte preoccupazione" e chiede di "riconsiderare le norme sull'accertamento dell'età introdotte e fermare il taglio del prosieguo amministrativo. Abbassare improvvisamente le tutele o introdurre automatismi rigidi può vanificare mesi di sforzi educativi e di inserimento sociale"
Non interrompere i percorsi di integrazione sociale già avviati, tutelare i diritti fondamentali delle persone di minore età straniere non accompagnate presenti sul territorio regionale e nazionale. È questo l'appello lanciato dal Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Toscana, Stefano Scaramelli, in merito alla stretta prodotta dal recente Decreto-Legge 12 giugno 2026, n. 100, recante disposizioni urgenti per l'attuazione del Patto dell'Unione europea sulla migrazione e l'asilo, e dal contestuale Disegno di Legge immigrazione n. 1869 del 2026.

Il Garante toscano esprime forte preoccupazione per la direzione tracciata da entrambi i provvedimenti, attualmente all'esame del Senato. L'auspicio è che il Parlamento intervenga su una materia così delicata, che rientra tra le competenze regionali dei vari garanti, solo dopo un'attenta riflessione e un'oculata analisi dei progetti avviati, salvaguardando in particolar modo i percorsi in atto.

Le nuove regole di adeguamento europeo e le riforme collegate rischiano infatti di causare un grave passo indietro sul sistema della tutela volontaria, colpendo in modo diretto l'istituto del prosieguo amministrativo. Si tratta dello strumento chiave previsto dall'articolo 13 della "Legge Zampa" (Legge 7 aprile 2017, n. 47) che consente ai ragazzi giunti soli in Italia di essere accompagnati e protetti dalle istituzioni e dai tutori fino al ventunesimo anno d'età, ma che il nuovo DDL Immigrazione punta ora a ridurre drasticamente fino al compimento del diciannovesimo anno. Questo taglio lineare si unisce pericolosamente alle procedure accelerate di screening e accertamento dell'età in frontiera introdotte dal D.L. 100/2026 che, se condotte senza adeguate garanzie multidisciplinari, rischiano di far considerare erroneamente maggiorenni molti ragazzi fin dal loro arrivo e più in generale rischiano di creare un forte indebolimento del sistema di protezione dei minori stranieri non accompagnati.

"Abbassare improvvisamente le tutele o introdurre automatismi rigidi nella ridefinizione dell'età significa vanificare mesi, se non anni, di sforzi educativi, scolastici e di inserimento sociale portati avanti con dedizione dalle comunità di accoglienza e dai nostri Tutori Volontari in Toscana", dichiara Scaramelli. "Il rischio concreto è quello di spingere nella clandestinità e nella marginalità sociale ragazzi ancora estremamente vulnerabili, privandoli di un supporto legale e umano proprio nel momento più delicato della transizione verso l'età adulta".

Per scongiurare questo scenario, il Garante della Toscana ribadisce la necessità di mantenere un approccio rigorosamente multidisciplinare, olistico e rispettoso della persona nelle procedure di accertamento dell'età e nella valutazione della vulnerabilità, rifiutando qualsiasi compressione dei diritti derivante da esigenze puramente procedurali o di frontiera.

"La protezione dell'infanzia e dell'adolescenza non può essere subordinata a logiche emergenziali di gestione dei flussi", conclude il Garante. "Chiediamo alle istituzioni nazionali, in sede di conversione del D.L. 100/2026 e di discussione del DDL Immigrazione, di riconsiderare l'impatto di queste norme sulle fasce più giovani. Insieme ai soggetti istituzionali e alle associazioni con i quali condividiamo queste riflessioni continueremo a fare la nostra parte per difendere il sistema della tutela volontaria e garantire che nessun percorso di autonomia venga interrotto bruscamente per un mero calcolo burocratico".

24/07/2026 14.12
Regione Toscana


 
 


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