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Unione Montana Comuni Mugello
Mugello nella morsa degli incendi: bruciati 60 ettari di bosco
L'Unione dei Comuni: serve una presa di coscienza collettiva, la prevenzione parte dai nostri comportamenti
Sessanta ettari di patrimonio boschivo ridotti in cenere. È questo il pesante bilancio degli ultimi roghi che hanno ferito il Mugello. Un’emergenza che ha richiesto uno grande sforzo : per arginare il fronte del fuoco è sceso in campo un esercito di circa cento persone – tra specialisti dell'Antincendio Boschivo (AIB), operai forestali e volontari della Protezione Civile – coordinati dal Direttore delle Operazioni dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello, con il supporto aereo massiccio di elicotteri e Canadair.
Una ferita profonda che impone una presa di coscienza collettiva e non più rimandabile. L'estate del 2026 si sta dimostrando spietata, caratterizzata da temperature record e una siccità prolungata dettata dai cambiamenti climatici. Tuttavia, la meteorologia è solo una parte del problema. A fare da acceleratore naturale per le fiamme sono i terreni privati abbandonati, l'incolto e boschi sempre più maturi, dove si accumulano tonnellate di biomassa e scarti di tagli forestali mai rimossi. Un mix esplosivo che aspetta solo una scintilla.
E, denuncia l'Unione dei Comuni, quella scintilla ha quasi sempre un'origine umana. Che si tratti di dolo, menefreghismo, incompetenza o della superficialità di chi agisce protetto dal cliché del "l'ho sempre fatto", la distruzione degli ecosistemi è totale. Il fuoco non uccide solo gli alberi: cancella la biodiversità, sterilizza il suolo e spazza via microfauna, insetti e larve, alterando equilibri biologici che richiederanno decenni per ricostituirsi.
La prevenzione non è un concetto astratto, ma una somma di comportamenti quotidiani. Piccole attenzioni possono fare la differenza tra una giornata all'aria aperta e un disastro ambientale.
Durante i pic-nic, ad esempio, scegliere un pranzo freddo anziché accendere un barbecue può salvare un bosco. Lo stesso vale per il fumo: un mozzicone non spento al cento per cento e gettato con noncuranza è un'arma termica. Perfino la sosta richiede cautela: parcheggiare l'auto sopra l'erba o le foglie secche espone al rischio che il calore della marmitta catalitica generi un principio di incendio.
La responsabilità si estende anche alle mura domestiche e alla gestione delle proprietà. Chi vive a ridosso delle aree verdi deve curare i propri terreni, mantenendo una fascia di erba corta intorno ai fabbricati per spezzare l'avanzata delle fiamme, e assicurarsi di avere fonti d'acqua vicine se si utilizzano attrezzi da lavoro che producono scintille. Inoltre, in base alla Legge Regionale Toscana n. 39/2000, fino al 31 agosto vige il divieto assoluto di abbruciamento di residui vegetali, accensione di fuochi e stoccaggio all'aperto di materiali infiammabili come fieno e paglia.
Vivere la montagna e la campagna significa infine rispettarne le regole di convivenza e decoro. Abbandonare sacchetti dei rifiuti significa condannarli a essere distrutti dagli animali selvatici, che disperderanno l'immondizia ovunque. Le aree attrezzate vanno lasciate immacolate, così come vanno banditi i comportamenti prepotenti: urla, schiamazzi e musica ad alto volume privano gli altri del diritto di godersi la natura.
Proteggere il bosco significa proteggere il nostro futuro. In caso di avvistamento di un incendio, si raccomanda di attivare immediatamente i soccorsi chiamando il Numero Unico di Emergenza 112 o 115 o altrimenti la sala operativa regionale al Numero 800 425 425.

13/08/2026 11.02
Unione Montana Comuni Mugello


 
 


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