Pluralità dei linguaggi e valorizzazione delle differenze, per un teatro che rappresenti la contemporaneità, con specifico riferimento al femminile. Prime nazionali e anteprime, ma anche sperimentazioni, incontri ed eventi per Scenari Contemporanei - AVAMPOSTI TeatroFestival 026, rassegna che, dal 5 settembre al 5 dicembre 2026, segna il ritorno del Teatro delle Donne, da oltre trent’anni centro di produzione drammaturgica e avamposto del teatro d’innovazione per autrici e autori contemporanei.
Iaia Forte, Lucia Lavia, Alberto Boubakar Malanchino, Elena Arvigo, Angela Antonini, Daniela Giovanetti, Gabriele Giaffreda e Antonio Fazzini sono solo alcuni protagonisti di un cartellone che coinvolgerà Firenze, Sesto Fiorentino e Scandicci: 11 gli spettacoli in programma, tra cui le prime nazionali di “Una stanza tutta per sé” di e con Elena Arvigo, di “Euridice non si volta” di e con Angela Antonini e del testo di Silvia Nanni “Parole al vento” (vincitore del Premio Internazionale Letterario ed Artistico Giglio Blu, sezione teatro inedito). E poi, il nuovo spettacolo di Daniela Giovanetti “Andromaca – Il candore del cigno” e, per la prima volta in Italia, “Le mani” di Llàtzer Garcia (in collaborazione con Intercity Festival).
AVAMPOSTI TeatroFestival 026 è organizzato con i contributi di Fondazione CR Firenze, Ministero della Cultura, Regione Toscana, Comune di Firenze/Estate Fiorentina, Città Metropolitana di Firenze, Unicoop Firenze. Con il sostegno del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. In collaborazione con Comune di Scandicci, Intercity Festival e Quartiere 4.
Si parte con una tre giorni en plein air: taglia il nastro sabato 5 settembre, nel Cortile di Michelozzo di Palazzo Medici Riccardi, Lucia Lavia con "Voltati, parlami" di Alberto Moravia, intenso monologo sull'incomunicabilità e sulla dipendenza affettiva. Domenica 6, nel Cortile di Villa Vogel, Daniela Giovanetti presenta “Andromaca - Il candore del cigno”, una rilettura del mito classico in chiave contemporanea, mentre lunedì 7, sempre a Villa Vogel, Iaia Forte ci conduce tra le pieghe della vita della poetessa Patrizia Cavalli con “Vita meravigliosa”.
Da venerdì 11 a domenica 13 settembre la prima nazionale di “Parole al vento” di Silvia Nanni riapre le porte del Teatro Goldoni, da cinque anni sede del Teatro delle Donne grazie alla convenzione stipulata con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, proprietario della struttura, e a un percorso condiviso con il Comune di Firenze e la Regione Toscana, con il fondamentale sostegno della Fondazione CR Firenze. Il nuovo lavoro della drammaturga toscana vede al centro una cabina telefonica. Il telefono del vento è un monumento situato nella cittadina di Otsuchi, in Giappone: una cabina telefonica non funzionante in cui i visitatori intrattengono idealmente conversazioni con i propri cari defunti. Una cabina telefonica che si trasforma in confessionale, rifugio e ultima occasione, attraverso le parole di Antonio Fazzini, Roberto Gioffré e Vania Rotondi.
“Euridice non si volta”, nel monologo di Angela Antonini, diventa esempio di disobbedienza femminile, grazie alla poesia di Carol Ann Duffy, tra autobiografia e mito. In prima nazionale da venerdì 18 a domenica 20 settembre sempre al Goldoni di Firenze. Dal 2 al 4 ottobre si rinnova la collaborazione con Intercity Festival, al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino, dove va in scena la prima italiana di “Le mani” (Les mains) di Llàtzer Garcia, testo breve e intenso centrato sul linguaggio del corpo. Sul palco salgono Chiara Cappelli e Federico Serafini, regia di Angelo Castaldo.
Non poteva mancare “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf, per riaffermare la necessità d’indipendenza da parte delle donne, dal 17 al 19 ottobre al Teatro Goldoni, con Elena Arvigo e Marta Comerio.
Il 14 e 15 novembre il Teatro dell’Elce porta al Goldoni “Little Boy”, nome in codice della bomba atomica lanciata su Hiroshima: in scena il carteggio tra il filosofo Gunter Anders e Claude Eatherly, il pilota americano che ha sganciato la bomba, poi ricoverato in un ospedale psichiatrico.
Due gli spettacoli nell’ambito della giornata internazionale contro la violenza sulle donne: il 20 novembre va in scena “Drago. Opera Finale” di Elena Miranda, con Gabriele Giaffreda nei panni dell’uomo maltrattante. Il 24 e 25 novembre Filippo Renda riprende “Il labirinto delle emozioni”, progetto sull’educazione sentimentale sostenuto da Fondazione CR Firenze e già presentato in alcune scuole.
Chiude il 5 dicembre “Leo - L’unica arte è un pugno” di Cubo Teatro, con Alberto Boubakar Malanchino. Frutto di più residenze artistiche (anche al Teatro Goldoni), lo spettacolo ripercorre glorie e umiliazioni del pugile italo-congolese Leone Jacovacci, tessendo un filo di speranza per le nuove generazioni.
Tutte le sere spazio libri a cura della Libreria Rinascita e brindisi con gli artisti al termine delle recite. Gli spettacoli si alternano a prove e laboratori in programma alla Limonaia di Villa Vogel, in collaborazione con il Quartiere 4. Da settembre riprendono le “Favole & merenda” alla Biblioteca Comunale di Scandicci (ingresso libero), con narrazioni di favole a cura di Angela Antonini. Al via a breve anche i seminari della Scuola Nazionale di Scrittura Teatrale.
A 33 anni dalla sua fondazione, il Teatro delle Donne riafferma la sua valenza di centro di drammaturgia delle donne, unico a livello nazionale: un presidio avanzato, un punto di riferimento per tutte le artiste di teatro e per tutti gli autori e le autrici.
“L’edizione 2026 di Avamposti TeatroFestival conferma il valore e la vitalità di un’esperienza culturale che da oltre trent’anni accompagna la scena contemporanea attraverso la ricerca, la drammaturgia e la valorizzazione di nuove voci. Il Teatro delle Donne rappresenta una realtà preziosa per Firenze e per il panorama culturale nazionale” spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Giovanni Bettarini. “Attraverso linguaggi diversi e storie che affrontano temi come la libertà, l’autonomia, le relazioni, la violenza, la memoria, la guerra e le nuove generazioni, il teatro diventa uno spazio nel quale interrogarsi sul presente e confrontarsi con le differenze. Il Teatro Goldoni, che in questi anni è tornato a essere un luogo vivo di produzione, formazione e incontro, trova nel Teatro delle Donne un prezioso presidio di creatività e innovazione. È significativo, inoltre, che il festival sappia uscire dai confini di una singola sala e coinvolgere Firenze, Scandicci e Sesto Fiorentino, costruendo una rete culturale capace di raggiungere pubblici diversi e di portare il teatro nei quartieri e nei luoghi della quotidianità”.
“Avamposti e il Teatro delle Donne rappresentano una realtà preziosa nel panorama culturale toscano e nazionale – dichiara Cristina Manetti, assessora alla Cultura della Regione Toscana - . Da oltre trent’anni portano avanti un lavoro che mette al centro la drammaturgia contemporanea, la ricerca e soprattutto le voci e lo sguardo delle donne. Un impegno che la Regione Toscana sostiene perché crediamo in un teatro capace non soltanto di produrre cultura, ma anche di leggere il nostro tempo e di interrogare la società. Il programma di questa edizione lo dimostra con grande forza: parla di libertà e autonomia femminile, di relazioni, violenza, guerra, memoria, identità e nuove generazioni. Temi diversi che trovano nel teatro uno spazio di confronto e di consapevolezza. È importante inoltre che questa esperienza, dal Teatro Goldoni, sappia aprirsi e diffondersi sul territorio metropolitano, coinvolgendo Firenze, Scandicci e Sesto Fiorentino: è un modo concreto di rendere la cultura sempre più diffusa, partecipata e vicina alle comunità”.
“Siamo orgogliosi di sostenere una rassegna come Avamposti TeatroFestival – aggiunge Claudia Sereni, consigliera della Città Metropolitana di Firenze delegata alla Cultura - che negli anni è divenuta un punto di riferimento fondamentale per la drammaturgia contemporanea e il teatro d’innovazione. Questa rassegna non solo valorizza il talento di autrici e autori del nostro tempo, ma pone al centro la pluralità dei linguaggi e una riflessione profonda sul femminile e sulle differenze. Portare spettacoli, anteprime e prime nazionali in una rete diffusa che dal fiorentino Teatro Goldoni arriva a coinvolgere Scandicci e Sesto Fiorentino dimostra la forza di un territorio capace di fare sistema attraverso la cultura, offrendo alla comunità occasioni d’incontro, spazio di pensiero e teatro di altissimo livello”.
“Sosteniamo fin dal 2006 il Teatro delle Donne che, con il festival Avamposti, si conferma una voce coraggiosa nel panorama del teatro contemporaneo - afferma Barbara Tosti, Responsabile del Settore Arte, Attività e Beni Culturali di Fondazione CR Firenze -. Il supporto allo spettacolo dal vivo rappresenta uno degli assi strategici dell’impegno di Fondazione CR Firenze per la cultura: nel 2026 abbiamo destinato oltre 5,3 milioni di euro a 139 realtà del territorio, sostenendo teatro, musica e danza e contribuendo a costruire un’offerta culturale diffusa, accessibile e di qualità. Un investimento che guarda non solo alla produzione artistica, ma anche alla partecipazione, alla crescita dei pubblici e alla capacità della cultura di generare occasioni di incontro e coesione nelle comunità”.
“Dal giugno 2022 il Teatro delle Donne ha preso sede presso lo storico Teatro Goldoni di Firenze – commenta la Presidente del Teatro delle Donne, Cristina Ghelli – sviluppando un progetto trasversale che promuove iniziative artistiche e di formazione aperte alla cittadinanza, con attività che si irradiano in tutto il territorio dell’area metropolitana di Firenze. L’edizione 2026 del festival Avamposti propone una panoramica delle nostre nuove produzioni e di quanto c’è di nuovo sul fronte della drammaturgia, con particolare riferimento alle autrici, ai giovani autori e alle tematiche di attualità che hanno profondamente segnato la società e il nostro territorio. Un contributo di presenza e di attività qualificate per realizzare sperimentazioni, incontri ed eventi in accordo con la funzione civile del teatro, in particolare delle donne”.
Biglietti da 5 a 15 euro (riduzioni per over 60, under 25, soci Coop, Arci, Uisp, ATC, residenti nei Quartieri 4 e 1 e iscritti ai corsi di formazione del Teatro delle Donne). Programma completo, prenotazioni e prevendite sul sito ufficiale www.teatrodelledonne.com (tel. 055.2776393 -
teatro.donne@libero.it), prevendite online anche su www.ticketone.it.
Di seguito il calendario dettagliato con brevi note sugli spettacoli
TEATRO DELLE DONNE
Scenari Contemporanei - AVAMPOSTITeatroFestival 026 - extended edition
05 settembre/5 dicembre 2026
FIRENZE-SCANDICCI-SESTO FIORENTINO
Sabato 5 settembre 2026 – ore 21
Cortile di Michelozzo - Palazzo Medici Riccardi – via Ginori, 2 – Firenze
Reggio Iniziative Culturali
VOLTATI, PARLAMI
Di Alberto Moravia
Con LUCIA LAVIA
Pubblicato per la prima volta nel 1984, “Voltati Parlami” di Alberto Moravia si ispira al dramma in un atto di Eugene O’Neill intitolato “Prima di colazione”. Moravia ne ricava però il soggetto da un suo precedente racconto intitolato “La vergine e la droga”.
L’autore, durante un’intervista, definì il suo monologo come “un soliloquio di una snervante pariolina con accanto il compagno, un poetucolo italo-americano di Los Angeles”.
Ma in realtà ciò che Moravia racconta, con la sua scrittura asciutta e tagliente, è ben più profondo. “Voltati parlami” è un “A solo” che ti spezza il cuore. Una storia di solitudine.
Uno squarcio inclemente e feroce su due esseri umani che si presentano allo spettatore l’uno muto e inerte, l’altra logorroica e propulsiva. Entrambi alla deriva, entrambi accomunati dalla medesima straziante e sofferta incapacità di aprirsi all’altro, al mondo circostante e alla vita. Condannati “ad una chiusura spasmodica, un rifiuto precostituito, un gelo irrimediabile” come dirà la nostra Alice in questa pièce, unica detentrice delle parole di Moravia. Questo pezzo breve racconta l’impossibilità costante di essere accolti dall’altro proprio per l’incapacità di accogliere l’altro, pur bramando più di qualsiasi cosa - disperatamente, incondizionatamente - un “briciolo” di amore. “...un po’ d’amore. Una volta ogni trenta giorni”.
Domenica 6 settembre 2026 – ore 21
Cortile di Villa Vogel - via delle Torri, 23 – Firenze
Gruppo della Creta
ANDROMACA - IL CANDORE DEL CIGNO
Di Gianni Guardigli
Regia Valeria Almerighi
Costumi e impianto scenico Giulia Barcaroli
Disegno luci Matteo Ziglio
Musiche dal vivo di Damiano Giuranna
Con DANIELA GIOVANETTI
In collaborazione con Mythos Troina Festival
ANTEPRIMA
Nell’ambito dell’Estate Fiorentina 2026 promossa dal Comune di Firenze
La nostra Andromaca ci immette in una storia di guerra, màrtiri e sopravvissuti; il suo grido è quello dell’amore e della pietas, una voce senza tempo. Qualcosa si muove in questo mondo? È ancora possibile immaginare “un canto che sciolga le tenebre”? Grazie alle musiche dal vivo di Damiano Giuranna, i versi liberi di Gianni Guardigli volano in alto dove Andromaca vuole portarci, lontano dal dolore e dalla rassegnazione. “Colei che combatte gli uomini o Colei che combatte come un uomo?” Andromaca combatte, a partire da un racconto antico che riaccende le nostre memorie più profonde, con tutta la potenza di una donna che resiste e che cerca ancora un futuro, oltre le macerie.
Dal fiume al mare la nostra Ilio chiede salvezza, oggi come allora.
Lunedì 7 settembre 2026 – ore 21
Cortile di Villa Vogel - via delle Torri, 23 – Firenze
Reggio Iniziative Culturali
VITA MERAVIGLIOSA
Omaggio a PATRIZIA CAVALLI
Musica dal vivo di DIANA TEJERA
Con IAIA FORTE
PRIMA REGIONALE
Nell’ambito dell’Estate Fiorentina 2026 promossa dal Comune di Firenze
“Vita meravigliosa è un ritratto in versi e in musica di Patrizia Cavalli, tra i poeti italiani contemporanei più letti ed amati. Per essere davvero assaporate, queste poesie vanno viste a teatro: recitate da Iaia Forte, con le musiche e le canzoni di Diana Tejera, le più sicure e affidabili interpreti di questa poesia. È possibile, così, entrare quasi per la prima volta tra questi versi capricciosi e sapienti, al cui centro regna incontrastato amore e la sua sintomatologia”. [Emanuele Dattilo]
“Ho conosciuto Patrizia Cavalli molti anni fa, grazie a Carlo Cecchi, durante le prove del Sogno di una notte d’estate di Shakespeare, da lei tradotto. Conoscevo e amavo le sue poesie e questo mi portava ad avere una certa timidezza nei suoi confronti, ma diventammo subito amiche, grazie a immediate confidenze amorose, al reciproco interesse per il buon cibo, il tempo perso e il vino. Mi dava consigli preziosi e mai convenzionali su Titania ed ero così sedotta dal suo spirito e dalla sua intelligenza che iniziai a chiederle consigli su tutto, dai problemi pratici a quelli più sottili. Il tempo trascorso insieme era sempre prezioso, divertente, speciale.
Da quando non c’è più, rileggo quasi ogni giorno le sue poesie: mi sembra che me la facciano riapparire, mi fanno sentire ancora in sua compagnia. Ecco perché con Diana abbiamo pensato a uno spettacolo su di lei. Perché attraverso il teatro e la sua poesia ci sembra di richiamarla a noi, di ritrovarla, di ricreare quel tempo senza tempo che la sua presenza ci ha regalato”. [Iaia Forte]
INAUGURAZIONE STAGIONE
Venerdì 11 e sabato 12 settembre ore 21 – domenica 13 settembre ore 18
Teatro Goldoni - via Santa Maria, 15 - Firenze
Il Teatro delle Donne
PAROLE AL VENTO
Di Silvia Nanni
Regia Claudio Benvenuti
Musiche Lisa Santinelli
Con ANTONIO FAZZINI, ROBERTO GIOFFRÉ, VANIA ROTONDI
Testo vincitore del PRIMO premio alla VIII edizione del Premio Internazionale Letterario ed Artistico Giglio Blu di Firenze (2026)
PRIMA NAZIONALE
Nell’ambito dell’Estate Fiorentina 2026 promossa dal Comune di Firenze
Tre coppie impegnate nella conversazione più importante della loro vita.
Ci sono Aldo e Rosa, il macellaio e la vegetariana, che con nostalgia fanno emergere il rimpianto di chi si è sfiorato tutta la vita, senza avere avuto mai il coraggio di scegliersi davvero. Gabri e Piccardo, infermiera e caposala, con 30 anni alle spalle vissuti gomito a gomito in reparto: turni massacranti, notti infinite, caffè freddi alle tre del mattino, morti viste troppo da vicino. Hanno condiviso tutto, tranne la gentilezza.
Infine Dimitri e Ivan, due soldati cresciuti nello stesso freddo, nella stessa terra, ma con idee opposte su cosa significhi essere uomini, essere giusti, essere vivi.
Tre coppie che il destino ha allontanato, riavvicinate adesso dal filo del telefono.
Un telefono singolare, isolato dal mondo, posto all’interno di una cabina telefonica in cima a una collina, che non si trova in nessuna mappa. Una cabina che diventa confessionale, rifugio, tribunale, ultimo treno possibile. Attorno, solo vento. Un vento che attraversa le conversazioni, si infila nei silenzi, porta via le bugie e lascia scoperta la verità.
“Parole al vento” è un testo amaro e ironico sull’incapacità di comunicare davvero. Racconta un mondo in cui si parla continuamente, senza dirsi niente. Dove le giornate si riempiono di cose pratiche, notifiche, liste della spesa, turni di lavoro, bollette, piccoli automatismi che diventano una barriera emotiva.
E quando i personaggi finalmente trovano il coraggio di aprirsi, scoprono che le parole non dette non spariscono: restano dentro, sedimentano, cambiano il corso di una vita intera. E spesso, quando escono, è ormai troppo tardi.
A dare vita ai personaggi, tre interpreti – due attori e un’attrice - e una cantante e musicista che eseguirà musica dal vivo.
Venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 settembre ore 21
Teatro Goldoni - via Santa Maria, 15 - Firenze
Il Teatro delle Donne
EURIDICE NON SI VOLTA
Adattamento, interpretazione e regia ANGELA ANTONINI
Luci, suono e allestimento Laura De Bernardis e Brando Nencini
PRIMA NAZIONALE
Nell’ambito dell’Estate Fiorentina 2026 promossa dal Comune di Firenze
È una drammaturgia in forma di scrittura scenica composta da tre atti unici: Euridice non si volta, Circe cucina solo maiale e Me, Medusa & Co.
L'attrice rende omaggio alla poesia di Carol Ann Duffy riattraversando alcune figure del mito con ironia e disobbedienza, perché ogni storia cambia a seconda di chi la racconta. Così il mito scende dal piedistallo, torna nei corpi, nelle contraddizioni e nell'esperienza quotidiana, ritrovando tutta la sua forza di interrogare il presente, non essendo più simbolo immobile nel tempo ma creatura contraddittoria, viva, capace di ridere, arrabbiarsi e prendere parola. Da questa intuizione nasce un viaggio in cui Euridice, Circe, Medusa & Co. attraversano il corpo dell'attrice, si intrecciano ai suoi ricordi, alle sue domande e alla sua storia personale. La scena diventa così un luogo di ospitalità: non si tratta di interpretare queste figure, ma di fare loro spazio, di lasciarsi attraversare dalle loro voci, farsi medium. Tra autobiografia e mito, memoria privata e immaginario collettivo, il confine si fa sempre più sottile. Le antiche eroine tornano a camminare tra noi, ancora alle prese con relazioni complicate, aspettative impossibili e uomini spesso ingombranti, logorroici e convinti di avere sempre l'ultima parola. Un esercizio di riscrittura dello sguardo che mette in discussione la versione ufficiale dei fatti, rimettendo al centro le voci che la tradizione ha lasciato ai margini.
Venerdì 2, sabato 3 e domenica 4 ottobre - ore 20,30
Teatro della Limonaia – Sesto Fiorentino - Firenze
Il Teatro delle Donne/Intercity Festival
LE MANI
Di Llatzer Garcia
Regia Angelo Castaldo
Assistente alla regia Teresa Flor Castellani
Traduzione Antonella Caron
Con CHIARA CAPPELLI e FEDERICO SERAFINI
PRIMA ASSOLUTA
Testo breve e intenso, molto centrato sui gesti e sul linguaggio del corpo. Paula e Isaac vivono isolati in una casa immersa tra boschi e montagne. Lei sta per girare il suo primo film, di cui lui sarà l’attore protagonista. La trama è ispirata ad un momento misterioso della loro storia d’amore. Ma già dai primi giorni di prove, prima dell'inizio delle riprese, ciò che Paula aveva segretamente sospettato si rivela chiaro: Isaac non può mettere in scena sé stesso. Con una produzione che coniuga emozioni intense e situazioni estreme l'opera solleva un'intensa riflessione sulla difficoltà di rappresentare scenicamente il proprio vissuto senza tradirlo. Un dramma realistico che promette di affascinare il pubblico con una trama che si snoda tra un amore profondo e una passione artistica portata all'estremo.
Il tema principale è: il corpo come linguaggio. Le mani parlano più delle parole: attraverso i gesti passano emozioni, desideri, cura e violenza trattenuta. Il romanzo riflette su ciò che non si riesce a dire a voce.
Sabato 17, domenica 18 e lunedì 19 ottobre 2026 - ore 20,30
Teatro Goldoni - via Santa Maria, 15 - Firenze
Il Teatro delle Donne
UNA STANZA TUTTA PER SÉ
Da Virginia Woolf
Progetto e regia di Elena Arvigo
Luci Laura De Bernardis
Audio Brando Nencini
Con ELENA ARVIGO
PRIMA NAZIONALE
È un saggio fondamentale che esplora la condizione femminile nella letteratura, sostenendo che per scrivere liberamente, una donna ha bisogno di indipendenza economica e di uno spazio privato ("una stanza tutta per sé"), risorse storicamente negate a causa del patriarcato.
Analizza come le donne, escluse da opportunità sociali e finanziarie, non potessero esprimere appieno il loro genio creativo, immaginando persino una talentuosa sorella di Shakespeare, Judith, destinata a fallire artisticamente in quelle condizioni. Woolf esorta le donne a lottare per questa autonomia, necessaria per liberare la propria voce e creatività, criticando l'associazione di genere letterario (romance) alla scrittura femminile e rivendicando la pari dignità artistica.
Il saggio è un manifesto che invita le donne a rivendicare il proprio spazio, sia fisico che mentale, per superare le restrizioni sociali e realizzare la propria vocazione artistica. Esortazione più che mai attuale.
Sabato 14 e domenica 15 novembre 2026 - ore 20,30
Teatro Goldoni - via Santa Maria, 15 - Firenze
Teatro dell’Elce
LITTLE BOY
Corrispondenza tra il filosofo Günther Anders e Claude Eatherly, il pilota di Hiroshima
Adattamento e regia Marco Di Costanzo
Suono Andrea Pistolesi
Scene e luci Beatrice Ficalbi
Costumi Laura Dondoli
Con DOMENICO CUCINOTTA, STEFANO PARIGI, MONICA SANTORO
In occasione del ventesimo anniversario della compagnia
“Little boy” è il nome in codice della bomba di Hiroshima, che causò in pochi attimi 70.000 vittime, 200.000 in seguito alle radiazioni. Per la prima volta nella storia, il genere umano si confronta con la possibilità dell’autodistruzione. Lo spettacolo è una versione per la scena del carteggio avvenuto tra il filosofo Günther Anders e Claude Eatherly, il pilota americano che ha dato il via libera al rilascio della bomba, internato in un ospedale psichiatrico a seguito delle difficoltà di reinserimento nella società civile. In Little Boy gli attori tessono un’azione ambigua, vivace e surreale. Quattro personaggi si muovono in uno spazio spalancato sull’abisso di un’Apocalisse imminente; si confrontano sulla via da seguire per la salvezza dell’umanità: ciò che l’essere umano fa e desidera come individuo è in opposizione con ciò che egli fa e desidera come membro della specie? La dedizione a una causa è materia da santi o da folli?
Venerdì 20 novembre 2026 - ore 20,30
Teatro Goldoni - via Santa Maria, 15 - Firenze
GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
Il Teatro delle Donne
DRAGO. Opera finale
Progetto e drammaturgia Elena Miranda
Regia Gabriele Giaffreda
Con GABRIELE GIAFFREDA
RIPRESA
Il testo nasce dalla voglia di portare in scena un uomo maltrattante, non un semplice monologo di denuncia né un classico personaggio come se ne vedono tanti. Il protagonista deve essere "qualcuno", occorre affondare nel marcio di una psiche malata.
“Drago” è lo pseudonimo di un artista acclamatissimo dalla critica, ma anche un uomo stanco di fuggire dalla sua storia. Drago dipinge opere di potenza evocativa grandiosa con una caratteristica ben specifica: la monocromia. Che sia declinato in vermiglio, scarlatto, porpora, amaranto, carminio, il rosso è l'unico grande protagonista dei suoi lavori. Un colore che appartiene agli antichi, alla devozione, alla passione, alla fertilità, alla rabbia, a una ferita, a un cuore che sanguina. Perché Drago ama senza riserve. E la vita non fa che ripagarlo con amarezza. Drago nasconde un segreto, una storia da raccontare per l'ultima volta prima di abbandonare il suo personaggio all'oblio. Una storia di amore, di bisogno, di violenza.
Martedì 24 e mercoledì 25 novembre 2026 - ore 20,30
Teatro Goldoni - via Santa Maria, 15 – Firenze
GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
Il Teatro delle Donne
IL LABIRINTO DELLE EMOZIONI
Drammaturgia e regia di Filippo Renda
LAURA CALAMASSI e SIMONE MAIORANO
Progetto per le scuole sul tema dell’educazione sentimentale
In collaborazione con ARTEMISIA e FONDAZIONE CR FIRENZE
RIALLESTIMENTO
Il Teatro è tenuto oggi più di ieri a lavorare con gli adolescenti, per offrire un contraltare alla cultura sistemica e anche per evitare la propria stessa estinzione, finendo per diventare unicamente “la bellezza del Capitale”. Da queste premesse nasce lo spettacolo che ripercorre tutti gli elementi costitutivi e simbolici di un fatto di cronaca, lo “stupro di Palermo”, ma senza raccontare direttamente i fatti. È come se la storia accadesse a pochi metri da quella originale, a dei ragazzi della stessa età di quelli del caso di cronaca: i segni sono gli stessi, ma il crimine non avviene, non si realizza. Eppure la violenza è identica, ma invece che venire esplicitata rimane sommersa, nascosta passivamente nelle parole e nei gesti dei protagonisti.
Sabato 5 dicembre 2026 - ore 20,30
Teatro Goldoni - via Santa Maria, 15 – Firenze
Cubo Teatro
LEO - L’UNICA ARTE È UN PUGNO
Scritto da Alberto Boubakar Malanchino
e Girolamo Lucania
Regia Girolamo Lucania
Musica originale e composizione Ivan Bert
Visual arts Niccolò Borgia
Direzione Tecnica, Luci e Fonica Alessandro Vendrame
Con ALBERTO BOUBAKAR MALANCHINO
Con il sostegno delle residenze in Pim/Off, Milano e Cranpi, presso Teatro Biblioteca del Quarticciolo, Roma e Circuito CLAPS
Il progetto ha vinto il bando 25/26 di residenza Toscana Terra Accogliente, in è stato residenza al Teatro Goldoni di Firenze
ANTEPRIMA
Il lavoro di drammaturgia è frutto di residenze artistiche e di un lavoro di ricerca partecipata all’interno delle palestre popolari di pugilato.
Un’indagine sul campo e sul territorio, che prevede incontri con atleti/e, esperti/e e attivisti/e della storia di afrodiscendenza in Italia, nuovi giovani italiani, protagoniste e protagonisti anche di quartieri fragili e multietnici. La vita di Jacovacci è il dispositivo narrativo che attraversa il racconto di una nuova generazione di Italiani, 100 anni dopo la vittoria sul ring del pugile italo-congolese. Un racconto che sarà il frutto di un’indagine reale nelle palestre di pugilato e nelle periferie italiane.
Così, Leo si fa specchio e speranza del presente. Il presente di una generazione di ragazze e ragazzi, simbolo del futuro del nostro paese. Il colore della pelle non è più il colore del diverso, ma la fotografia di un insieme complesso di vite, di storie, di successi, la pelle è il territorio della fatica, lo sport e il pugilato il simbolo poetico della lotta per uno scopo, perché “l’energia delle nuove generazioni non va sprecata". Questo sarà il racconto di una generazione che vuole riprendersi la Storia, che vuole lottare contro chi si rifiuta di accettare il futuro e contro il ritorno preoccupante dei fascismi.
IL TEATRO DELLE DONNE
AVAMPOSTI TeatroFestival 026 - extended edition
05 settembre/5 dicembre 2026
FIRENZE-SCANDICCI-SESTO FIORENTINO
Con il contributo di
Fondazione CR Firenze
Ministero della Cultura
Regione Toscana
Comune di Firenze/Estate Fiorentina
Città Metropolitana di Firenze
Unicoop Firenze
Con il sostegno di
Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
In collaborazione con
Comune di Scandicci, Intercity Festival e Quartiere 4
Biglietti
Da 5 a 15 euro (riduzioni per over 60, under 25, soci Coop, Arci, Uisp, ATC, residenti nei Quartieri 1 e 4 e iscritti ai corsi di formazione del Teatro delle Donne)
Info, prenotazioni e prevendite
Sul sito ufficiale www.teatrodelledonne.com
Tel. 055.2776393 -
teatro.donne@libero.it