Città Metropolitana di Firenze
La Città Metropolitana di Firenze “Con la Montagna”. Approvati dal Consiglio della Metrocittà gli indirizzi strategici per le aree interne
Seduta straordinaria a San Godenzo nel Parco delle Foreste Casentinesi. Biodiversità, tutela dell’ambiente, servizi essenziali e nuove opportunità per le aree montane: al via il percorso per l’accordo istituzionale
Il Consiglio della Città Metropolitana di Firenze, riunitosi mercoledì 2 settembre 2026 nel Centro Visite del Parco delle Foreste Casentinesi nel comune di San Godenzo, luogo significativo ed espressivo delle aree interne, per ribadire il valore strategico dei territori montani all’interno dell’intero sistema metropolitano, ha approvato un atto, volto a costruire un accordo plurilaterale denominato “Con la Montagna”, con il quale vengono definiti gli indirizzi politici e strategici per il riconoscimento del valore del capitale naturale, la tutela della biodiversità e la valorizzazione dei servizi ecosistemici (la natura e il capitale naturale disponibili per la collettività) della montagna fiorentina.
“Questo percorso – sottolinea la Sindaca della Città Metropolitana di Firenze Sara Funaro - nasce dalla consapevolezza che la montagna è una componente essenziale del nostro territorio metropolitano e che la sua tutela e il suo sviluppo riguardano tutta la comunità. La qualità dell’acqua, la biodiversità, la cura dei boschi e del suolo, la prevenzione del dissesto e la preservazione e valorizzazione del paesaggio sono beni e servizi che producono valore per tutti, dalle aree montane fino alla città. Per questo dobbiamo rafforzare una collaborazione stabile tra istituzioni e territori, costruendo politiche capaci di garantire servizi, opportunità e qualità della vita a chi sceglie di vivere e lavorare in montagna. Con il percorso ‘Con La Montagna’ vogliamo dare concretezza a una nuova idea di relazione tra città e aree montane, fondata sulla reciprocità e sulla responsabilità condivisa.”
L’atto, proposto dal consigliere Carlo Boni delegato all’Ambiente e ai Parchi, individua nella relazione tra città e montagna uno degli elementi strategici per lo sviluppo equilibrato dell’intero territorio metropolitano e rilancia con forza il tema delle politiche per la montagna. La Città Metropolitana di Firenze sottolinea la necessità che la revisione della classificazione dei territori montani dettata dalla Legge 12 settembre 2025, n. 131 (nota come Legge sulla Montagna - "Disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane e successivo D.P.C.M. 11 maggio 2026, n. 121, in vigore dal 22 luglio 2026), non si limiti a parametri morfologici e altimetrici, ma tenga conto della complessità delle condizioni sociali, economiche, ambientali e territoriali che caratterizzano le aree interne.
“La nuova classificazione - spiega Boni - rischia di produrre effetti fortemente diseguali tra le diverse realtà territoriali e, in Toscana, può incidere direttamente sui comuni della fascia appenninica e collinare interna, con il concreto rischio di una riduzione dell'accesso a misure di sostegno storicamente collegate allo status di Comune montano.
“La montagna – prosegue Boni – non deve essere considerata come un’area marginale geografica o amministrativa ma come una vera e propria infrastruttura naturale a servizio dell’intera comunità”. I territori della Città Metropolitana di Firenze interessati in questo processo sono quelli di Barberino di Mugello, Borgo San Lorenzo, Dicomano, Firenzuola, Greve in Chianti, Londa, Marradi, Palazzuolo sul Senio, Pelago, Pontassieve, Reggello, Rufina, San Godenzo, Scarperia e San Piero, Vaglia e Vicchio. Da questi provengono risorse e funzioni fondamentali — dall’acqua alla qualità dell’aria, dalla biodiversità alla produzione agroforestale, dalla tutela del suolo alla capacità di assorbimento dell’anidride carbonica — che producono benefici anche per le aree urbane e di pianura”.
“Questo processo - ricorda Sara Di Maio, consigliera della Città Metropolitana di Firenze delegata alle Aree interne - è evidenziato anche nel Piano territoriale metropolitano (Ptm), approvato il 9 luglio 2026, dal Consiglio Metropolitano e dalla Conferenza Metropolitana, in data 9 luglio 2026 che articola il territorio in sette Zone Omogenee e riconosce il Mugello, la Romagna Toscana e la Val di Sieve come territori di particolare valore rurale, montano e paesaggistico, evidenziando al contempo le criticità legate allo spopolamento e all’invecchiamento demografico delle aree interne e marginali.
In questo quadro, il Piano Territoriale individua tra le proprie priorità la tutela della biodiversità e degli ecosistemi, la valorizzazione dei servizi ecosistemici, il rafforzamento della rete sentieristica, la promozione dei parchi agricoli multifunzionali e lo sviluppo della forestazione urbana e periurbana e le azioni previste si inseriscono inoltre nella visione del Piano strategico dell’ente ‘Rinascimento Metropolitano’, in particolare nell’ambito delle “Terre del Benessere”, che considera il territorio rurale una risorsa fondamentale per la qualità della vita, l’equilibrio ambientale e la coesione territoriale”.
L’obiettivo della Città Metropolitana è quindi promuovere un modello di sviluppo capace di coniugare tutela dell’ambiente, valorizzazione del paesaggio, sostenibilità e qualità della vita, rafforzando l’attrattività delle aree rurali e montane e contrastando i fenomeni di marginalizzazione e spopolamento.
La vivibilità del territorio viene assunta come elemento centrale delle politiche pubbliche e come parametro attraverso cui misurare la capacità di generare benessere, sostenibilità e nuove opportunità per le comunità locali.
È necessario un cambio di paradigma “ovvero passare da una politica assistenziale per la montagna a una politica costruita con la montagna che non può essere definita soltanto in base a una quota sul livello del mare. La vera condizione di marginalità e fragilità territoriale dipende da molti fattori: dalla distanza dai servizi essenziali ai tempi di percorrenza, dal calo demografico alla struttura economica, dalla presenza di imprese alla capacità di mantenere attivo il presidio ambientale. Se vogliamo costruire politiche efficaci, dobbiamo misurare questa complessità”.
L’atto approvato assume quindi alcuni principi fondamentali: la reciprocità tra città e montagna, l’indivisibilità dei diritti essenziali, la necessità di parametrare servizi e investimenti alle specificità delle aree a bassa densità abitativa, la centralità della residenzialità permanente e il riconoscimento della biodiversità quale componente essenziale della sicurezza ambientale e territoriale.
Particolare attenzione viene dedicata ai servizi ecosistemici, con l’obiettivo di sviluppare strumenti capaci di misurare, valorizzare e, ove possibile, compensare il valore ambientale prodotto dai territori montani. In questa prospettiva la Città Metropolitana intende approfondire anche le opportunità offerte dai sistemi di pagamento dei servizi ecosistemici e ambientali, con particolare riferimento alla tutela della risorsa idrica, alla prevenzione del dissesto idrogeologico, alla ricarica delle falde e allo stoccaggio del carbonio.
Tra gli ambiti prioritari individuati rientrano inoltre il potenziamento delle reti e della mobilità, la qualità e l’accessibilità dei servizi alla persona, il rafforzamento della capacità progettuale dei Comuni, il sostegno al lavoro e all’imprenditoria, la gestione forestale sostenibile, le politiche per l’abitare e il contrasto allo spopolamento.
La deliberazione dedica particolare attenzione anche alla dimensione sociale e alla qualità della vita: scuole e sanità di prossimità, mobilità sostenibile, connettività digitale, rigenerazione dei piccoli centri, smart working e nuove forme di organizzazione dei servizi vengono individuati come strumenti indispensabili per rendere la montagna un territorio nel quale sia possibile vivere, lavorare e costruire il proprio futuro, non soltanto trascorrere periodi di vacanza.
Sul fronte ambientale vengono previste azioni per la contabilità ambientale, la gestione forestale attiva, l’educazione ambientale, la manutenzione della rete sentieristica, il volontariato, l’accessibilità della montagna alle persone con disabilità e la promozione di un turismo lento e destagionalizzato, integrato con le economie agricole e forestali locali.
Con l’approvazione dell’atto, la Città Metropolitana si impegna infine ad avviare un percorso di confronto con i Comuni, le Unioni di Comuni, la Regione Toscana e gli altri soggetti istituzionali interessati, finalizzato alla costruzione di un accordo plurilaterale denominato “Con la Montagna”.
L’obiettivo è superare una logica esclusivamente assistenziale e costruire una relazione strutturale tra territori urbani, collinari e montani, fondata sulla reciprocità, sulla corresponsabilità e sulla valorizzazione del capitale naturale.
“Con questo atto — prosegue il Consigliere delegato Carlo Boni — vogliamo affermare un principio semplice ma fondamentale: la montagna non è un territorio da sostenere soltanto perché fragile, ma un territorio che produce valore per tutta la comunità. Acqua, biodiversità, boschi, suolo, paesaggio e qualità ambientale sono beni che appartengono all’intero sistema metropolitano. Per questo è necessario costruire un nuovo patto tra città e montagna, nel quale chi beneficia dei servizi prodotti dai territori montani contribuisca anche alla loro tutela e alla loro manutenzione”.
L’accordo ‘Con la Montagna’ vuole essere lo strumento per trasformare questo principio in politiche concrete e condivise, mettendo al centro non soltanto il turismo, ma soprattutto la possibilità di vivere stabilmente nei territori montani, garantendo servizi, lavoro, mobilità, innovazione e qualità della vita. La sfida è fare della relazione tra città e montagna una delle infrastrutture strategiche dello sviluppo futuro della Città Metropolitana.
La strategia metropolitana non si limita alla valorizzazione ambientale ma ridefinisce l'accesso ai servizi secondo un criterio inversamente proporzionale alla densità abitativa. L'atto sancisce l'indivisibilità dei diritti essenziali, stabilendo che le prestazioni in ambito scolastico, sanitario e di mobilità debbano essere garantite indipendentemente dal peso demografico del comune di residenza. Il successo delle politiche territoriali non sarà più misurato sui flussi turistici temporanei, bensì sulla capacità di generare residenzialità permanente e qualità della vita, incentivando lo smart working e potenziando la sanità di prossimità per contrastare attivamente lo spopolamento.
Attraverso questo provvedimento, che non comporta oneri aggiuntivi per il bilancio dell'ente, la Città Metropolitana di Firenze assume la regia di un percorso concertativo multilaterale. L'obiettivo finale sarà tradurre queste linee programmatiche in un protocollo d'intesa plurilaterale che coinvolgerà l'Unione di Comuni, i singoli Comuni montani e tutti i soggetti istituzionali competenti, inaugurando una stagione di alleanze stabili capaci di operare su scale temporali di area vasta e oltre i rigidi confini amministrativi.
02/09/2026 12.12
Città Metropolitana di Firenze