Comune di Barberino Tavarnelle
L'abbraccio di un'intera comunità a Padre Daniele Frigerio, l'uomo di pace e del dialogo che ha creato la lunga storia di amicizia tra Barberino Tavarnelle e il Ciad
Il ricordo del padre comboniano, venuto a mancare lo scorso 22 agosto, è vivo nei cittadini e nelle cittadine di Barberino Tavarnelle. Il sindaco David Baroncelli: "Come sindaco e cittadino, sento di aver imparato al suo fianco che una coscienza libera, impegnata, presente e al servizio per l'altro non solo può svegliarsi individualmente ma può tradursi in una forza, un'energia corale in grado di far sentire il proprio peso specifico"
Sensibile, attento, vocato all'ascolto e all'incontro, capace di trasmettere il senso più autentico dell'esistenza: l'amore verso il prossimo. Un uomo con una visione lucida, razionale e concreta sul significato più intrinseco del dialogo come strumento di pace. Da alcune settimane padre Daniele Frigerio, amico fraterno della comunità di Barberino Tavarnelle, originario di Erba (CO), se n'è andato. Una sensazione di vuoto incolmabile ha pervaso il territorio per il quale il sacerdote comboniano ha rappresentato un costante punto di riferimento. Si è spento all'età di 71 anni lo scorso 22 agosto a Monza, dopo aver lottato con tutte le sue forze contro una malattia inguaribile che non gli ha lasciato scampo.
"Un immenso ti voglio bene da parte di tutti noi!". Con queste parole i cittadini e le cittadine di Barberino Tavarnelle, che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e collaborare con lui per progettare e realizzare numerosi e importanti interventi di cooperazione internazionale in Ciad, terra legata da una relazione pluriennale al Comune di Tavarnelle prima e di Barberino Tavarnelle poi, ha voluto rivolgere un saluto profondo e accorato ad una figura che si è rivelata centrale per la crescita spirituale, culturale, umana, sociale, legata alla solidarietà, aperta e tesa a sostenere i veri bisogni del mondo. Quelli che ci insegnano a guardare oltre il giardino di casa, che estendono lo sguardo sulle contraddizioni e le complessità del mondo, che ci permettono di acquisire consapevolezza sul valore esauribile delle risorse e dei beni di prima necessità, che ci aiutano a comprendere come un'intera comunità possa mettersi in rete per sostenere le fragilità, vicine e lontane, delle donne e degli uomini, dei bambini e degli anziani che vivono e sopravvivono con coraggio e resilienza nella povertà, nella fame, nell'assenza di diritti e pace.
L'esperienza di missionario che lo ha accompagnato e il lungo periodo trascorso in Ciad, dove ha svolto il ruolo di vicario episcopale, costituiscono la migliore testimonianza di amore per la vita e la tutela dei diritti dei più deboli. Padre Frigerio ha ricoperto il ruolo anche di "rettore" della Casa dei Comboniani di Firenze. A Barberino Tavarnelle la sua opera è stata fondamentale per la nascita e il radicamento di un percorso di cooperazione internazionale, nato da un impegno reale, una responsabilità collettiva, cresciuto negli anni e divenuto valore, principio di reciprocità, sentimento di amicizia solidale, destinato a durare nel tempo, fondato sulla condivisione di obiettivi comuni, di patti di comunità sempre più ampi ed estesi alle istituzioni locali e regionali e ai tanti soggetti coinvolti.
"Amicizia, relazioni, legami e...conoscenza – sottolinea il sindaco David Baroncelli - quando penso a padre Daniele la parola che credo possa sintetizzare al meglio il meraviglioso percorso condiviso con lui sia conoscenza, da accostare ad altri importanti vocaboli come educazione, consapevolezza, senso di cura. Oltre alla mancanza di una figura cardine del nostro agire politico nel settore della cooperazione internazionale, sento come sindaco e cittadino di aver imparato al suo fianco che una coscienza libera, impegnata, presente e al servizio per l'altro non solo può svegliarsi individualmente ma può tradursi in una forza, un'energia corale in grado di far sentire il proprio peso specifico. Con Padre Daniele abbiamo imparato a conoscere da vicino le enormi piaghe che affliggono il continente africano, quali indigenza, guerra, diseguaglianze, contrapposte alle ricchezze dei nostri paesi, responsabili di portare avanti con un inaccettabile atteggiamento di indifferenza un'impostazione economica colonialista che sfrutta, usa, produce effetti disastrosi sulla vita e la dignità delle persone e sull'impatto ambientale. Abbiamo imparato anche a valorizzare cosa possiamo fare noi dal basso per costruire una sinergia efficace, per abbattere i muri che dividono e discriminano, siamo cresciuti culturalmente coltivando e comprendendo il valore dell'accoglienza".
"Con Padre Daniele – dichiara Paolo Galgani, presidente della Confraternita di Misericordia di Barberino Tavarnelle - la nostra comunità ha conosciuto meglio se stessa e tutto l'amore che sarebbe stata in grado di offrire, in circa trent'anni di legami, agli amici africani, ha scoperto l'esistenza di tante nuove opportunità finalizzate a sostenere i percorsi di autonomia della popolazione africana affinché quest'ultima possa camminare con le proprie gambe, senza un modello di sviluppo imposto dall'esterno, ha investito e dato fiducia alle potenzialità degli amici del Ciad e trasmesso a tutti noi una nuova idea di reciprocità che permetta di crescere annullando i preconcetti, il dualismo occidentali e non, mettendo concretamente in pratica il rapporto e l'equilibrio che nasce dall'accostamento tra cristianesimo, accoglienza e cooperazione".
"Una persona straordinaria, un uomo di fine pensiero ma anche di azione, - ricorda con grande affetto Stefano Fusi, responsabile della Cooperazione internazionale della ASL Toscana Centro - come ha dimostrato nella propria esperienza di missionario comboniano in Ciad. Grazie a lui abbiamo iniziato le relazioni con la Diocesi di Doba ben 30 anni fa e insieme a lui condiviso questo lungo percorso di conoscenza della realtà africana con tutte le proprie profonde criticità, di creazione e sviluppo di partenariati fra comunità e progetti di progetti di cooperazione finalizzati alla lotta alla povertà alle disuguaglianze sociali, economiche e politiche, alla promozione dei diritti umani fondamentali. Personalmente un carissimo amico ed un intellettuale al quale fare spesso riferimento. Siamo sempre rimasti molto in contatto ed anche sentiti negli ultimi tempi quando purtroppo le sue condizioni di salute sono precipitate. Mi mancherà moltissimo, è davvero difficile accettare la sua scomparsa. Il suo ricordo vivrà nella nostra memoria personale e collettiva e ci accompagnerà a proseguire nella strada che abbiamo preso assieme".
"Una profonda tristezza quella che proviamo per la scomparsa di Padre Daniele – dichiarano Mario e Donatella Bicchi - quella che si prova per la perdita di un amico e di una persona che ha lasciato segni indelebili nella nostra vita. Una di quelle persone che non hanno costituito una presenza costante e duratura ma sono bastate poche occasioni importanti e significative a dar senso ad un rapporto autentico di amicizia e di stima. Alla mia prima esperienza di una missione di cooperazione internazionale in Ciad, sopraffatto dalle tante problematiche e difficoltà a tutti i livelli, ho constatato per la prima volta la sua capacità umana e poi anche di prete di affrontare un mondo e situazioni complicatissime; riusciva a dare motivazioni profonde a tutti i nostri tentativi mostrandoci allo stesso tempo una lucidità e una pragmaticità disarmanti. Insieme a Monsignor Michele Russo hanno costituito una coppia di eccellenza nel loro impegno di preti innanzitutto ma anche di uomini al servizio di questa popolazione africana così povera e ai margini di ogni umana convivenza. Un insegnamento prezioso anche nella vita: il riuscire infatti a mettere insieme la profondità del nostro essere con tutti i "credo" e le motivazioni più vere e autentiche con la capacità di organizzare tutto questo, di dargli un respiro pratico e "politico" se vogliamo; non solo fede o trascendenza, fondamentale ma che rischia di arricchire solo noi stessi, ma anche saper mettere i piedi per terra, sporcarsi le mani attraverso regole, organizzazione, impegno sociale e politico, questo il "mettersi al servizio" che ci ha insegnato, sia a livello personale e anche a livello più istituzionale. Poco tempo trascorso insieme ma importante, che ha lasciato davvero segni profondi e che porteremo per sempre con noi".
"E' stato un sacerdote che ha aperto delle importanti e solide collaborazioni tra Barberino Tavarnelle e il Ciad, in particolare la Diocesi di Donà – interviene Michele Morandi, presidente del Calcit di Barberino Tavarnelle – il padre comboniano ha preso la nostra comunità per mano e l'ha portata a conoscere con umiltà i bisogni e le priorità del popolo ciadiano. Grazie a lui il nostro impegno si è rafforzato ed è cresciuto, come dimostrano i tanti progetti di cooperazione e formazione sanitaria che la fitta rete di partenariato ha attivato nello stato del Ciad. Abbiamo seminato idee, risorse, forme di collaborazione volontaria, destinate a rispondere concretamente alle necessità della popolazione africana e a promuovere una crescita delle comunità basata sulla reciprocità delle relazioni. Tra il Ciad e Tavarnelle la storia continua. E proprio nel ricordo di Padre Daniele continueremo a lanciare ponti per il futuro".
17/09/2026 12.35
Comune di Barberino Tavarnelle