Comune di Castelfiorentino
Castelfiorentino: Primo cinema di strada per osservare la vita che scorre. Opera permanente di Aronne Pleuteri al Castello di Coiano
una nuova opera permanente per il territorio della via Francigena e la sua comunità: un intervento giocoso, pensato come un ibrido tra teatro, cartello stradale e pensatoio.
Un’installazione site specific nata nell’ambito della seconda edizione di WONDERFUL! Art Research Program – Maria Manetti e Jan Shrem Foundation
Un piccolo baldacchino, uno sgabello, un’insegna luminosa. Nessun attore, nessuna scenografia, nessuno spettacolo. Eppure, per chi percorre la Via Francigena e attraversa la frazione di Coiano, qualcosa si offre allo sguardo: PRIMO cinema di strada per osservare la vita che scorre, la nuova installazione site specific dell’artista e performer Aronne Pleuteri.
“Siamo orgogliosi e grati per questa collaborazione, che si inserisce in un percorso più ampio per una Castelfiorentino Casa di Artisti, attraverso un "disegno" di residenze artistiche per una definizione della città su tre direttrici fondamentali: culturale, sociale e identitaria e sulla scia di quel mecenatismo civico che la connota storicamente. - hanno detto la Sindaca Francesca Giannì e l’Assessore alla cultura Franco Spina - L'Amministrazione, i cittadini, si fanno mecenati, si adoperano per i giovani artisti, dando loro letteralmente un luogo dove vivere per produrre arte attraverso il contatto con la Città, trasformando Castelfiorentino nel luogo elettivo degli artisti e della cultura. Proiettare Castelfiorentino nella dimensione del bello e della ricerca passa anche da qui. Una coraggiosa utopia, che può diventare realtà.”
“WONDERFUL! rappresenta un esempio concreto di come Firenze possa essere non solo luogo di produzione e fruizione della cultura, ma anche motore di un sistema culturale capace di coinvolgere e valorizzare l’intero territorio metropolitano” - ha detto l’assessore alla cultura del comune di Firenze Giovanni Bettarini - Portare la ricerca e la creatività di giovani artisti fuori dagli spazi tradizionali significa costruire nuove relazioni tra Firenze, i Comuni e le comunità locali. L’opera di Aronne Pleuteri a Coiano è il risultato di questa visione: un progetto che parte da Firenze e dal suo patrimonio culturale per incontrare un territorio, la Via Francigena e le persone che lo attraversano, dimostrando quanto l’arte contemporanea possa essere uno strumento di conoscenza, partecipazione e valorizzazione dei luoghi”.
Claudia Sereni, consigliera metropolitana con delega alla Cultura, così saluta l'iniziativa: "Il progetto Wonderful! fa dialogare la memoria dei territori metropolitani con l'arte del presente. Sono orgogliosa del risultato dell'incontro tra le residenze artistiche che sosteniamo e lo spazio pubblico. La Via Francigena si arricchisce di un'opera site specific che propone ai pellegrini e ai viaggiatori che la percorrono ogni anno una riflessione sul rapporto tra azione e inattività, presenza e osservazione.”
“Accogliamo con grande soddisfazione l’annuncio dei cinque vincitori, quattro artiste e un artista, che con il loro talento sapranno dare voce alla creatività italiana in un contesto internazionale. Grazie alla rete degli Istituti Italiani di Cultura, questi giovani protagonisti avranno l’opportunità di confrontarsi con nuovi scenari artistici e di far conoscere all’estero la vitalità della ricerca contemporanea italiana. Ognuno di loro porterà un contributo unico, rafforzando il ruolo degli IIC come spazi di scambio e dialogo culturale e consolidando l’immagine dell’Italia come Paese che sostiene e valorizza le nuove generazioni artistiche, offrendo loro esperienze di crescita in una dimensione globale” ha detto Min. Plen. Filippo La Rosa, Direttore Centrale per la promozione della cultura e della lingua italiana, Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
“Con PRIMO cinema di strada per osservare la vita che scorre, Aronne Pleuteri compie un gesto tanto semplice quanto radicale: porta l’arte fuori dai luoghi deputati e costruisce, lungo la Via Francigena, una situazione capace di trasformare un passaggio quotidiano in un’esperienza di osservazione.” - ha affermato Sergio Risaliti, Direttore artistico del Museo Novecento di Firenze - In questo senso, il progetto interpreta pienamente lo spirito della seconda edizione di WONDERFUL! Art Research Program – Maria Manetti e Jan Shrem Foundation: sostenere la ricerca dei giovani artisti mettendoli in relazione diretta con i territori, le loro comunità e i loro paesaggi. Un’edizione che ha coinvolto cinque comuni della Città Metropolitana di Firenze, chiamando gli artisti a confrontarsi con contesti e comunità differenti, e che ha inoltre ampliato la dimensione della ricerca attraverso la preziosa collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, offrendo ai partecipanti la possibilità di proseguire il proprio percorso con un periodo di residenza presso gli Istituti Italiani di Cultura all’estero. L’opera di Pleuteri ci ricorda così che anche lo spazio pubblico può diventare un luogo di produzione e di esperienza dell’arte, quando l’artista non si limita a occuparlo, ma riesce a modificarne temporaneamente il modo in cui lo attraversiamo, lo abitiamo e lo guardiamo. Un ringraziamento speciale a Città Metropolitana, alla sindaca Francesca Giannì e all'assessore Franco Spina che hanno accolto e sostenuto con sensibilità e passione questo progetto, nonché al Ministero degli Affari a Esteri. Vorrei infine ringraziare Maria Manetti Shrem per il prezioso sostegno offerto alle residenze del Museo Novecento”.
“PRIMO Cinema di Strada è una cornice. Possiamo usarla per inquadrare la realtà, fermarci a osservarla per tutto il tempo che riteniamo necessario, smettere quando ne sentiamo più il bisogno. È una pausa, una parentesi nel fluire delle nostre vite.” - ha detto Stefania Rispoli, curatrice del Museo Novecento - L’arte, molte volte, è proprio questo: un inciampo, qualcosa in cui ci imbattiamo senza averlo cercato e senza uno scopo preciso. Per sua natura non è funzionale, ma esiste perché un artista ha sentito l’urgenza di farla nascere e, una volta nata, occupa un luogo e un tempo tra le tante cose che abitano i nostri spazi. In un certo senso, è un regalo per coloro che hanno la fortuna di incontrarla.
Primo Cinema di Strada rispecchia pienamente la natura e l’autorialità del suo creatore, Aronne Pleuteri, e conferma il fascino che aveva suscitato in noi quando lo abbiamo incontrato per la prima volta, selezionandolo per il programma di Residenze d’artista del Museo Novecento. Il suo lavoro sa essere imprevisto, irriverente e poetico, tragicomico; ha in sé qualcosa della tragedia antica, ma anche un’eco pasoliniana, nella capacità di invitarci a guardare la realtà attraverso di essa, senza filtri, provando a eliminare le convenzioni.
Dopo mesi di ricerca, vedere quest’opera realizzata regala molta gioia e rende omaggio al Comune di Castelfiorentino che ha scelto di investire nella produzione contemporanea e nei giovani artisti, raccogliendo una tradizione del territorio legata alle arti performative e al teatro. Il suo impegno sembra guardare insieme al passato, al presente e al futuro, perché sia ancora possibile inciampare in un artista e nella sua opera, fermarsi, prendersi del tempo e lasciare che qualcosa accada”.
L’opera è la prima installazione site specific inaugurata nell’ambito della seconda edizione di WONDERFUL! Art Research Program – 2nd edition Maria Manetti e Jan Shrem Foundation, il programma di residenze artistiche promosso dal Museo Novecento di Firenze in collaborazione con la Città Metropolitana di Firenze e alcuni comuni toscani, tra cui Castelfiorentino. Con la sua collocazione a Coiano, lungo uno degli itinerari storici più importanti d’Europa, PRIMO cinema di strada per osservare la vita che scorre porta inoltre un intervento di arte contemporanea direttamente sulla Via Francigena, percorsa ogni anno da migliaia di pellegrini e viaggiatori.
Nato a Erba nel 2001, Aronne Pleuteri è artista e performer. Formatosi all’Accademia di Brera, ha sviluppato una pratica artistica che si esprime attraverso la pittura, il disegno, l’installazione, il video e la performance, e utilizza il paradosso, l’umorismo e il fallimento per mettere alla prova le convenzioni attraverso cui interpretiamo la realtà.
Durante il programma di residenze Wonderful! Art Research Program – 2nd edition Maria Manetti e Jan Shrem Foundation, finalizzato a sostenere giovani artisti, è stato invitato a confrontarsi con il Comune di Castelfiorentino per realizzare un’opera destinata al suo territorio.
L’opera realizzata per il Comune di Castelfiorentino nasce proprio da una riflessione sul rapporto tra azione e inattività, presenza e osservazione e porta nello spazio pubblico un dispositivo apparentemente semplice, ironico che, anziché mettere in scena uno spettacolo, trasforma la realtà stessa in qualcosa da guardare. Il cinema non ha uno schermo e non proietta immagini: davanti allo spettatore scorrono la strada, il paesaggio, i pellegrini, gli abitanti e il tempo quotidiano. Un invito a fermarsi e a osservare ciò che normalmente attraversiamo senza vedere.
L'installazione si compone di pochi elementi essenziali: un baldacchino, uno sgabello e un’insegna luminosa che ricorda quelle del teatro e del cinema di un tempo, sulla quale campeggia il titolo dell’opera: “Primo cinema di strada per osservare la vita che scorre”, che è anche un invito a partecipare affinché l’opera si compia.
Non c’è nulla da vedere nel senso tradizionale del termine perché lo spettacolo è già lì: è la strada, il paesaggio, le persone, gli animali, il tempo e la vita che scorrono.
La scelta di Coiano e della Via Francigena assume in questo senso un significato particolare. L’installazione di Aronne Pleuteri si colloca lungo un percorso costruito sul movimento, sul viaggio e sul cammino e introduce, al suo interno, una possibilità apparentemente opposta: quella di fermarsi. Il pellegrino che attraversa il territorio viene invitato a interrompere per un momento il proprio percorso e a diventare spettatore del mondo che continua nel suo incedere. Le parole dell’insegna trasformano così un gesto quotidiano e anonimo come quello del sedersi in “una possibile postura esistenziale” e consentono di sottrarsi temporaneamente all'obbligo di agire per lasciare spazio all'osservazione. Il visitatore è invitato a sedersi, a contemplare, ridere, annoiarsi. Può aspettare che qualcosa accada oppure riconoscere che qualcosa sta già accadendo. La strada diventa così lo schermo del primo cinema di strada: un'immagine in continuo movimento, senza regista e senza finale.
“Primo cinema di strada per osservare la vita che scorre è un’opera d’arte, un teatro fantasma, un segnale stradale, o, più verosimilmente, una panchina di design? – spiega Aronne Pleuteri – Il pellegrino della Via Francigena che incontra sul suo cammino la frazione di Coiano non farà a meno di notare una insolita struttura. Un'insegna luminosa stile Broadway riporta l’omonimo titolo e svetta al di sopra di un piccolo palchetto con degli scalini e uno sgabello minimale. Scritte nero su bianco, sono le parole a rendere l’atto anonimo del sedersi una postura esistenziale estrema, radicale, di ascetica sottrazione: è lo scorrere della vita a trattenere, in sé, nel suo accadere, uno spettacolo già meraviglioso, che, tragicamente, dovrebbe rendere ridicolo ogni altro tentativo di agire artisticamente nel mondo.”
PRIMO CINEMA di Strada questiona così la soglia tra Vita e Opera d’Arte, ma ancora prima, tra Realtà e Rappresentazione; una soglia che non è sfumata, ma un momento ben preciso che decidiamo di scandire nel tempo. Una possibilità da rendere possibile, nel nostro caso, grazie a uno sgabello, a un’insegna e al suo potere nominale.
L’artista, così, scompare, ma in un’eclissi che è solo apparente: esiste nella cornice per il quadro, nelle luci puntate sul palco per il Grande Spettacolo di Stasera, nelle poltrone per un cinema senza schermo.
Primo cinema di strada, in una delirante rivendicazione mistica ed ecosofica, si rende capace di attivare uno sguardo, ma uno sguardo che è tutto interiore. Invita il visitatore a sedersi, contemplare, ridere, annoiarsi e ad avere lui stesso la responsabilità, una volta tornato sulla propria strada, di abbandonarsi al grande spettacolo dell’esistenza.
WONDERFUL! Art Research Program - Maria Manetti and Jan Shrem Foundation
WONDERFUL! Art Research Program è un progetto di residenze artistiche ideato dal Museo Novecento di Firenze con la Direzione artistica di Sergio Risaliti e la curatela di Stefania Rispoli, organizzato da Fondazione MUS.E, sostenuto dal Comune di Firenze e dalla Maria Manetti and Jan Shrem Foundation.
Il programma è nato per offrire l’opportunità a giovani artiste e artisti residenti in Italia di trascorrere un periodo di ricerca tra Firenze e la Toscana - luoghi che per secoli sono stati fucine di idee, fonti di ispirazione e casa per gli artisti -, vivendo all’interno delle mura di un museo e poi oltre queste.
La seconda edizione del programma si è svolta in collaborazione con la Città Metropolitana di Firenze a cavallo tra il 2025 e il 2026 e ha visto la partecipazione delle artiste Mara Callegaro, Virginia Russolo, Beatrice Celli, Agnese Galiotto e dell’artista Aronne Pleuteri che, grazie a una borsa di ricerca, hanno avuto la possibilità di sviluppare l’idea di un’opera inedita per cinque comuni: Castelfiorentino, Vinci, Montelupo Fiorentino, Scandicci e Empoli. All’esperienza di residenza in Toscana si è aggiunta la possibilità di trascorrere un mese all’estero presso gli Istituti Italiani di Cultura di Santiago del Cile, Sydney e Almaty in Kazakistan, grazie al generoso sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Biografia di Aronne Pleuteri
Aronne Pleuteri (Erba, 2001) vive e lavora a Milano, dove ha studiato all’Accademia di Brera conseguendo la laurea in pittura. La sua tesi sulla «Figura del nano come punto di frizione tra Reale e Immaginario» (marzo 2023, poi pubblicata) sfocia in una partita di basket tra nani e giganti nel cortile di Brera, organizzata con il collettivo Obelisco Production. Pittore, scultore e performer dall’attitudine dadaista, integra pittura, musica e pratiche collettive. Tra le sue iniziative più note, il Laboratorio Quasi 33, spazio di ricerca dedicato al silenzio e alle pratiche della inazione, e le “mototrombe”, sculture performative pensate per invadere abusivamente il traffico imitandone il rumore. Tra i finalisti della ventitreesima edizione del Premio Cairo (2023), è l’artista più giovane della Collezione Iannaccone e ha partecipato nel 2025 alla mostra L’arte italiana oggi. Una nuova scena (Triennale di Milano, ora itinerante). Recentemente, ha firmato uno dei poster per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026.
Il percorso di residenza di Aronne Pleuteri ha assunto anche una dimensione internazionale. Grazie al prezioso sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Pleuteri ha avuto l’opportunità di trascorrere un mese in Kazakistan, ampliando ulteriormente il proprio campo di ricerca e di confronto.
22/09/2026 16.29
Ufficio stampa Comune di Castelfiorentino