Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Teatro del maggio. In scena "Wozzeck" di Alban Berg. Sul podio dell'Orchestra, del Coro del Maggio e del Coro di voci bianche dell'Accademia del Maggio, il direttore Thomas Guggeis.
Fra le opere più significative del Novecento, in cartellone per tre recite dal 27 settembre al 3 ottobre nella Sala Grande. La recita del 30 settembre sarà trasmessa in diretta su RaiRadio 3. La regia dello spettacolo è di Deborah Warner al suo debutto al Maggio. Allestimento della Royal Opera House, Covent Garden
È Wozzeck di Alban Berg il primo appuntamento operistico della stagione autunnale al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Capolavoro del compositore austriaco e una delle opere più significative del Novecento, arriva sul palcoscenico della Sala Grande per tre recite complessive: la prima è in cartellone domenica 27 settembre alle ore 17 seguita da due repliche in programma mercoledì 30 alle ore 20 e sabato 3 ottobre alle ore 15:30. Si tratta della quinta programmazione nel corso delle stagioni del Maggio, dopo l'ultima di 28 anni fa.
Sul podio dell'Orchestra, del Coro del Maggio Musicale Fiorentino e del Coro di Voci Bianche dell'Accademia del Maggio, Thomas Guggeis, che affronta per la prima volta un'opera al Maggio dopo il concerto sinfonico diretto nel giugno scorso. Guggeis sarà inoltre sul podio della Sala Mehta, il 26 settembre il giorno antecedente alla prima di Wozzeck, per l'esecuzione della Sinfonia n. 2 in do minore di Gustav Mahler. La regia è firmata da Deborah Warner, al suo primo impegno al Maggio, che porta a Firenze l'allestimento del Covent Garden del 2023 dove fu accolto con grande successo.
Il Coro del Maggio è diretto da Lorenzo Fratini, il Coro di Voci Bianche dell'Accademia del Maggio è diretto da Sara Matteucci.
La compagnia di canto vede Wolfgang Koch nella parte del protagonista Wozzeck e Anja Kampe* come la sua compagna Marie, insieme a Ian Koziara (Tambourmajor), Sam Furnes* (Andres), Wolfgang Ablinger-Sperrhacke (Hauptmann), Clive Bayley (Doktor), Barnaby Rea e Alex Otterburn (i due Handwerksbursch), Dafydd Jones (Der Narr), Helena Rasker (Margret), Massimiliano Esposito (Ein Soldat). Kampe e Furnes, nei medesimi personaggi erano interpreti della messa in scena del Covent Garden nel 2023.
Wozzeck, ispirato al dramma "Woyzeck" di Georg Büchner, nasce dalla volontà di Berg di portare sulla scena una vicenda nella quale riconosce alcuni dei temi più profondi della sensibilità espressionista: l'alienazione, l'incubo, la violenza e la progressiva perdita di sé stessi. Berg assiste a una rappresentazione del dramma di Büchner nel 1914 e ne rimane profondamente colpito, tanto da decidere di trasformarlo in opera. Completata nel 1922, Wozzeck debutta alla Staatsoper di Berlino il 14 dicembre 1925: la vicenda mette al centro un uomo schiacciato dalle condizioni sociali, dalla miseria e dall'umiliazione; un soldato semplice sottoposto all'autorità dei superiori e "sfruttato" dal Dottore per i suoi esperimenti, incapace di sottrarsi a una realtà che progressivamente lo conduce verso una terribile spirale di follia e violenza. Accanto a lui Marie, la madre di suo figlio, che diventa il fulcro di un dramma nel quale desiderio, gelosia e disperazione si intrecciano fino all'esito, nefasto, della vicenda.
Sul podio il direttore Thomas Guggeis, di ritorno pochi mesi dopo il concerto tenuto lo scorso aprile nell'ambito dell'88esimo Festival del Maggio, che dirige il suo primo titolo lirico al Maggio: "Uno spettacolo che mi piace", dice il maestro Guggeis nella sua intervista per il programma di sala "perché riesce a combinare una dimensione realistica, nel rappresentare personaggi e situazioni, a una dalla forza più immaginativa, che risulta molto poetica. Avendo già diretto la sua Lulu due anni fa a Francoforte, quest'opera mi permette di entrare in maniera più profonda nell'universo di Berg. Ci troviamo di fronte a un capolavoro assoluto del teatro musicale del XX secolo: Wozzeck è un'opera densa, con un arco drammatico semplicemente perfetto e un linguaggio musicale che si adatta sempre al contenuto tragico della storia del soldato Wozzeck. Dal punto di vista strettamente musicale mi ha colpito l'enorme varietà di forme, di colori strumentali, di proporzioni perfette nell'architettura generale composta da 15 scene, ognuna con la sua caratteristica: cambia tutto da un momento all'altro, accade sempre qualcosa di nuovo. È musica complessa ma ben strutturata nel ritmo della sua narrazione, grazie al genio di Berg che traduce ogni scena con una forma musicale adatta come per esempio la passacaglia nella scena del Dottore. Un ritmo rapido, che non dà tregua: in questo, molto adatto ai nostri tempi. Il pubblico di oggi non faticherà a sentire la storia di Wozzeck, anche per come viene raccontata da Berg, molto vicina alla propria realtà. Con le sue strutture così precise e intense, riesce a riempire il cuore di emozioni; è un dramma che ci tocca direttamente".
La dimensione umana e sociale dell'opera sono al centro della lettura narrativa ricca di sfumature di Deborah Warner, che guarda alla vicenda di Wozzeck come a uno spaccato di società nella quale i rapporti di potere, il militarismo e lo sfruttamento diventano parte integrante della vita quotidiana. Il mondo rappresentato nella sua messinscena è quello di una cittadina di provincia tedesca, popolata da soldati e persone comuni, nel quale la brutalità non appare come un elemento eccezionale ma come una presenza costante, capace di insinuarsi nella normalità.
La regista britannica, che proprio con questo titolo ha debuttato nel mondo dell'opera all'Opera North di Leeds nel 1993, ha sottolineato gli aspetti che più caratterizzano la sua produzione: "È un'opera che affronta di petto temi come la salute mentale, il bullismo, la povertà e la disperazione delle vite rappresentate. "Wir arme Leut!" lamenta Wozzeck ("Noi povera gente!") ed è proprio questo il cuore dell'opera, d'un'attualità sconvolgente oggi esattamente come quando fu scritta all'indomani della Prima Guerra mondiale. Al centro del dramma non c'è un re o un grande leader, ma un lavoratore che lotta per guadagnarsi da vivere. L'opera possiede un'intensità viscerale che l'ha resa la mia porta d'accesso al mondo della lirica, nonché la prima opera in assoluto di cui abbia curato la regia. È stata un'esperienza meravigliosa ritornare su quest'opera alla Royal Opera House nel 2023, a trent'anni dalla mia prima produzione, ed è stato un ulteriore privilegio poter scendere ancora più in profondità con questa ripresa nelle ultime settimane qui a Firenze. Come tutti i grandi capolavori, questo testo insegna a chi guarda la compassione, e questo è un insegnamento sempre attuale, soprattutto in un momento della storia mondiale in cui l'attenzione verso gli ultimi è urgente come non mai".
Significativo è il rapporto fra il movimento delle 15 scene e quello della musica. In un flusso continuo, l'allestimento non nasconde le trasformazioni del palcoscenico: schermi e sipari vengono utilizzati per separare gli ambienti, lasciando però intravedere ciò che accade al di là, in un gioco di silhouette, trasparenze e apparizioni. Gli elementi scenici si spostano e ricompongono davanti agli occhi dello spettatore, talvolta sulla piattaforma girevole, dando alla successione dei quadri un movimento continuo e quasi cinematografico. Ne emerge uno spazio instabile, nel quale la realtà sembra poter cambiare forma da un momento all'altro: questo si trasfigura dunque in una scena capace di accompagnare la musica di Berg senza però sovrapporsi ad essa, lasciando emergere tutta l'intensità psicologica della vicenda.
L'opera di Berg, nel corso delle stagioni del Maggio, è stata già programmata quattro volte: nel gennaio del 1963, con la direzione di Bruno Bartoletti e la regia di Virginio Puecher (spettacolo ripreso l'anno successivo nell'ambito dello storico Maggio espressionista); nel maggio del 1979, ancora con la direzione di Bartoletti e la regia di Liliana Cavani e, infine, nel celebre allestimento del giugno del 1998 con la direzione di Zubin Mehta e la regia di William Friedkin.
L'opera:
«Ho visto Wozzeck in scena, prima della guerra, e ne ho ricavato una così incredibile impressione che mi sono deciso di metterlo immediatamente in musica». Così scriveva Alban Berg all'amico e collega Anton Webern nel 1918, epoca in cui il suo nome era conosciuto solo nella ristretta cerchia degli allievi di Schoenberg. La fama e l'affermazione internazionale arriveranno qualche anno dopo e proprio grazie a Wozzeck, opera ispirata all'omonimo romanzo di Georg Büchner, che diventerà ben presto un'opera simbolo del primo Novecento nonché emblema del teatro espressionista. Nel testo di Büchner Alban Berg aveva infatti individuato temi particolarmente cari alla poetica espressionista quali l'incubo, l'alienazione mentale, l'omicidio brutale. L'opera in tre atti e quindici quadri debuttò alla Staatsoper di Berlino il 14 dicembre del 1925 riscuotendo notevole successo. Berg concepì l'opera come un sistema di forme chiuse dove ogni scena di ogni atto rimanda a una struttura formale della tradizione strumentale occidentale come la suite, la rapsodia, la marcia, la passacaglia, per citarne solo alcune, riviste attraverso una scrittura orchestrale livida e angosciata. Sul versante della vocalità, spicca il canto quasi parlato in Sprechgesang di Wozzeck, che rinunciando a ogni artificio melodico sottolinea la dolente umanità del protagonista.
La locandina:
WOZZECK di Alban Berg
Maestro concertatore e direttore Thomas Guggeis
Regia Deborah Warner
Maestro del Coro Lorenzo Fratini
Scene Hyemi Shin
Costumi Nicky Gillibrand
Luci Adam Silverman
Coreografia Kim Brandstrup
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Coro di voci bianche dell'Accademia del Maggio Musicale Fiorentino
Maestra del Coro di voci bianche Sara Matteucci
Wozzeck Wolfgang Koch
Tambourmajor Ian Koziara
Andres Sam Furnes
Hauptmann Wolfgang Ablinger-Sperrhacke
Doktor Clive Bayley
1. Handwerksbursch Barnaby Rea
2. Handwerksbursch Alex Otterburn
Der Narr Dafydd Jones
Marie Anja Kampe
Margret Helena Rasker
Mariens Knabe Manfredi Attori
Ein Soldat Massimiliano Esposito
Figuranti speciali Elena Barini, Luciano Colzani, Daniele Del Bandecca, Simone Desiato, Filippo Labate, Piero Lanzellotti, Simone Gennaro Maiorano, Moreno Pio Mondì, Francesco Pacelli, Simone Ticci
Bambini Sophie Abel, Gherardo Attori, Bianca Basile, Nora Lampis, Sofia Lillo Vitali, Alice Maggiaoli, Alice Manni, Viola Meriggi, Violante Ginevra Orso, Giosuè Quadri, Elia Rossi, Gregorie Zaric
Prezzi:
Visibilità limitata: 15€ - Galleria: 35€ - Palchi: 45€
Platea 5: 45€ - Platea 4: 65€ - Platea 3: 75€ - Platea 2: 90€ - Platea 1: 130€
Durata complessiva: 1 ora e 40 minuti circa
23/09/2026 11.41
Teatro del Maggio Musicale Fiorentino