Ordine Professioni Infermieristiche Firenze-PT
Violenza contro gli infermieri, Opi Firenze-Pistoia torna sul tema con Nicola Donti
Un corso dedicato al ruolo della comunicazione nella prevenzione delle aggressioni
Quasi 18mila segnalazioni di aggressione agli operatori sanitari in Italia, il 69% delle quali verbali. E tra le professioni più esposte ci sono gli infermieri, coinvolti nel 55% degli episodi (dati Relazione annuale dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie). Numeri che riportano al centro una questione che l'Ordine delle professioni infermieristiche interprovinciale Firenze-Pistoia continua ad affrontare anche attraverso la formazione: come riconoscere e gestire le dinamiche comunicative prima che la tensione sfoci nella violenza.
È questo il tema di "Il filo delle parole: tessere comunicazioni efficaci per prevenire gli strappi di violenza", il convegno in programma il 30 ottobre a Firenze (dalle 13.30 alle 18, Aula Magna dell'Istituto di Scienze Militari Aeronautiche) che rappresenta anche il secondo appuntamento di OPI Firenze-Pistoia con Donti, dopo il precedente incontro dedicato alla necessità, per la professione, d'integrare la dimensione clinica con quella umanistica. Il convegno è gratuito, mette a disposizione 300 posti e la frequenza dà diritto a 4 crediti Ecm. Le iscrizioni sono aperte fino al 28 ottobre 2026.
I dati confermano quanto il problema sia concreto. La Relazione 2025 dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie ha registrato quasi 18mila segnalazioni di aggressione, con 23.367 operatori coinvolti. Nella maggioranza dei casi si tratta di aggressioni verbali. La professione infermieristica è quella maggiormente esposta, con il 55% degli episodi.
Un quadro analogo emerge in Toscana. L'Osservatorio regionale ha registrato 2.356 casi nel 2023 e 2.436 nel 2024. Nel primo semestre del 2024 sono stati 1.136 gli episodi rilevati: 903 erano aggressioni verbali e nel 53% dei casi le vittime erano infermieri. La Regione Toscana ha inoltre aggiornato nel febbraio 2025 le linee guida per la prevenzione della violenza nei confronti degli operatori sanitari, prevedendo tra le azioni anche interventi formativi.
"Il filo delle parole" parte proprio da qui: dalla consapevolezza che, prima del gesto, può esserci una parola e che imparare a riconoscere una situazione di tensione può contribuire alla prevenzione. Il titolo richiama l'origine latina della parola "testo", da texere, tessere: la comunicazione è una trama che si costruisce tra le persone e la violenza rappresenta il momento in cui quel filo si spezza. Con Donti il percorso si concentrerà quindi sulla comunicazione nei contesti di cura, osservata da una prospettiva filosofica. Al centro ci saranno il rapporto tra il contenuto di ciò che viene detto e la relazione all'interno della quale viene detto, ma anche alcune delle condizioni che possono alimentare la tensione: l'attesa, l'incertezza, la paura e il senso di impotenza.
L'obiettivo non è però attribuire alla comunicazione una responsabilità che non le appartiene. La qualità della comunicazione è una responsabilità professionale, ma non trasforma chi subisce un'aggressione in un responsabile di ciò che ha subito: dell'aggressione risponde soltanto chi la compie. La prevenzione coinvolge piuttosto l'intero sistema: il singolo professionista, il gruppo di lavoro e l'organizzazione, chiamati a costruire strumenti e condizioni per affrontare le situazioni di difficoltà senza lasciare soli gli operatori.
Tra gli obiettivi del corso, ci sono la capacità di riconoscere la comunicazione come uno degli strumenti della prevenzione, distinguere contenuto e relazione nei momenti di tensione con pazienti e familiari, individuare le situazioni che possono favorire l'escalation e valorizzare la segnalazione degli episodi come strumento di tutela e prevenzione.
Per informazioni e iscrizioni: opifipt.com
05/10/2026 11.37
Ordine Professioni Infermieristiche Firenze-PT