Guardia di Finanza - Comando regionale
GdiF Firenze: frodi fiscali e riciclaggio, sequestrati beni per circa 2 milioni di euro a un gruppo di imprese empolesi
L’operazione della Guardia di Finanza di Firenze ha portato al sequestro di conti, immobili, crediti d’imposta, autoveicoli, gioielli e orologi di lusso nell’ambito di un’indagine su presunte frodi fiscali e riciclaggio
In considerazione del rilevante interesse pubblico connesso all’importanza dell’indagine, avuto riguardo al fenomeno delittuoso investigato e all’obiettivo rilievo sociale ed economico che i fatti accertati – sin qui a livello cautelare, nella fase delle indagini preliminari – denotano, si comunica quanto di seguito.
Per delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro, disposto dal Tribunale di Firenze nei confronti dei due principali indagati e delle società a essi riconducibili, operanti nei settori dei trasporti e della lavorazione dei tessuti.
Il provvedimento costituisce l’esito di una complessa attività investigativa in materia di frodi fiscali e riciclaggio, sviluppata dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Empoli sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Firenze, che ha consentito di ricostruire un articolato sistema di rapporti societari e commerciali ritenuti, allo stato delle indagini, funzionali alla realizzazione di rilevanti illeciti di natura economico-finanziaria.
Le investigazioni hanno preso avvio dal monitoraggio di un gruppo di società empolesi, legalmente rappresentate dai due principali indagati e tra loro interconnesse da rapporti commerciali, sulle quali si era concentrata l’attenzione delle Fiamme Gialle anche in ragione delle rilevanti pendenze maturate nei confronti dell’Erario.
I primi approfondimenti hanno fatto emergere come la maggior parte di tali imprese risultasse priva di lavoratori dipendenti, utenze elettriche e attrezzature idonee all’effettivo svolgimento dell’attività economica dichiarata.
Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, tali società sarebbero state utilizzate per l’emissione di fatture relative a operazioni inesistenti, attraverso le quali imprese terze avrebbero potuto indicare nelle proprie dichiarazioni costi mai effettivamente sostenuti, conseguendo in tal modo indebiti risparmi d’imposta.
Il quadro emerso dai primi accertamenti è stato quindi segnalato alla Procura della Repubblica di Firenze, che ha dato impulso a ulteriori e più articolate attività investigative, sviluppate sull’intero territorio nazionale.
Referente: Cap. Luca Fusco
Contatti: 3284087486
L’ampliamento degli accertamenti ha consentito di individuare ulteriori 15 imprese ritenute “cartiere”, risultate collegate alle società empolesi attraverso rapporti commerciali che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero stati meramente fittizi e funzionali alla generazione di ulteriori indebiti risparmi d’imposta.
Le indagini hanno inoltre consentito di far emergere un ulteriore e distinto meccanismo ritenuto fraudolento, volto a depauperare il patrimonio della società empolese maggiormente indebitata nei confronti dell’Erario.
In particolare, quest’ultima, pur mantenendo l’effettiva disponibilità di un capannone a uso industriale, lo avrebbe ceduto a un’altra società del medesimo gruppo, spogliandosi formalmente di un rilevante cespite patrimoniale e ostacolando, in tal modo, eventuali azioni di riscossione coattiva nei propri confronti.
Sulla base degli elementi raccolti nel corso delle investigazioni, il Tribunale di Firenze ha disposto il sequestro di beni per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro nei confronti dei due principali indagati e delle società interessate.
In esecuzione del provvedimento, i militari della Guardia di Finanza hanno sottoposto a sequestro un articolato complesso di beni e disponibilità, comprendente rapporti bancari e finanziari, proprietà fondiarie e immobiliari, crediti d’imposta, autoveicoli, gioielli e orologi di lusso, sino alla concorrenza dell’importo disposto dall’Autorità Giudiziaria.
Si precisa che il provvedimento di sequestro eseguito costituisce una misura cautelare reale adottata nella fase delle indagini preliminari ed è soggetto ai mezzi di impugnazione previsti dall’ordinamento. Il procedimento penale è tuttora pendente nella fase delle indagini preliminari e le ipotesi accusatorie formulate dovranno trovare conferma nelle successive fasi processuali. Le persone sottoposte alle indagini devono pertanto considerarsi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
07/10/2026 9.35
Guardia di Finanza - Comando regionale