Università di Firenze
Nasce il magazine degli studenti della filiera moda dell'Università degli Studi di Firenze che racconta il futuro del tessile e dell'abbigliamento
Presentazione giovedì 15 ottobre ore 16,30 presso Fashion Room Prato
Grain (si pronuncia grèn, come il termine francese gros grain) è il nuovo magazine della Filiera Moda dell'Università degli Studi di Firenze. Il nome richiama il celebre tessuto a coste utilizzato nella tradizione tessile e sartoriale e, allo stesso tempo, il termine tecnico che identifica il verso del manufatto, quella direzione invisibile che ne determina struttura, comportamento e memoria. Una doppia lettura che sintetizza perfettamente l'identità del progetto: un magazine che nasce dalla cultura del tessile per raccontare il futuro della moda, partendo dalle sue radici più profonde.
La moda non è solo ciò che indossiamo. È cultura, innovazione, territorio e responsabilità. Da questa consapevolezza nasce GRAIN – Fragments of Future Fashion, un nuovo progetto editoriale realizzato nell'ambito del Seminario Tematico Graphic Design for Fashion degli studenti del Corso di Laurea in Design Tessile e Moda e del Corso di Laurea Magistrale in Design Sistema Moda dell'Università degli Studi di Firenze. Più di una semplice rivista, Grain è un laboratorio editoriale e un luogo di confronto che racconta il sistema moda nella sua complessità, mettendo in dialogo università, impresa e progettazione contemporanea.
Il magazine nasce con l'obiettivo di superare una narrazione della moda fatta esclusivamente di tendenze, collezioni e immagini, per riportare al centro i processi, le persone, i materiali e le idee che costruiscono il settore. Il nome Grain diventa così una metafora del progetto editoriale: andare oltre la superficie per comprenderne la struttura più profonda, intrecciando design, tecnologia, sostenibilità, cultura materiale, innovazione e patrimonio manifatturiero. In un momento storico in cui il sistema moda è chiamato a ripensare i propri modelli produttivi e culturali, Grain propone uno sguardo critico capace di interpretare il presente e immaginare nuovi scenari per il futuro.
Questo primo numero, realizzato in collaborazione con Fashion Room e Kidstudio, affronta alcune delle questioni più attuali del panorama internazionale: la sostenibilità dei materiali, l'economia circolare, l'innovazione nei processi produttivi, il valore della filiera tessile, il patrimonio del distretto di Prato, il rapporto tra moda e arte, il fenomeno del vintage, il mondo delle fragranze di nicchia e le sperimentazioni progettuali delle nuove generazioni di designer. Ampio spazio è dedicato anche ad alcune eccellenze del Made in Italy attraverso interviste e approfondimenti con protagonisti come Candiani Denim, simbolo dell'innovazione sostenibile nel settore, ed Emilio Cavallini, designer che ha trasformato la calza in un linguaggio espressivo capace di coniugare arte, ricerca e moda. Completano il numero reportage, editoriali, servizi fotografici e contributi dedicati al patrimonio produttivo e culturale del territorio.
Grain è il risultato di un progetto collettivo che coinvolge docenti, professionisti, ricercatori e studenti. Il coordinamento editoriale è stato curato da Elisabetta Benelli, Silvia Gambi, Debora Giorgi, Massimiliano Golini, Luca Incrocci, Marco Innocenti, Luca Parenti e Stefania Pelliccia, che hanno guidato la costruzione del magazine sia dal punto di vista scientifico sia progettuale. Ai contenuti hanno contribuito Renato Stasi, Federica Maria Artuso, Gregorio Braganti, Matilde Cavallin, Federica Ciotta, Daniela Donatelli, Noemi Fricano, Beatrice Frison, Irene Fontana, Pierpaolo Iannuzzi, Alessio Mori, Gioia Monteforte, Francesca Andreani, Vittorio Rustici e Cosimo Tacconi, dando vita a una pubblicazione che unisce progetti accademici, divulgazione e sperimentazione editoriale.
Fondamentale è stato anche il contributo di Kidstudio, che ha curato il progetto grafico editoriale sviluppato insieme agli studenti iscritti al seminario, i quali hanno collaborato alla realizzazione dei contenuti visivi e testuali sotto la direzione di Marco Innocenti. Il logo del magazine è stato invece progettato da Walter Bolognino. La grafica non rappresenta un semplice supporto ai contenuti, ma costituisce essa stessa un linguaggio progettuale: un'identità visiva contemporanea, sperimentale e fortemente editoriale, capace di valorizzare immagini, tipografia e impaginazione, trasformando ogni pagina in un'esperienza di lettura che riflette la natura innovativa e multidisciplinare del progetto.
La realizzazione del magazine è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione di importanti realtà del panorama culturale e produttivo. Un ringraziamento speciale va a Candiani Denim, Fashion Room, Museo Stibbert e Pitti Fragranze, oltre a Stefano Bertocci, Emilio Cavallini, Stefano Chiassai, Federico Cioli, Irene Fiesoli e Stéphane Giraudeau, che hanno condiviso competenze, esperienze e materiali contribuendo alla qualità della pubblicazione.
Con questo numero pilota, Grain inaugura un percorso editoriale destinato a crescere negli anni, con l'ambizione di diventare un punto di riferimento per studenti, professionisti, imprese e ricercatori che considerano la moda non soltanto un fenomeno estetico, ma uno strumento per comprendere le trasformazioni della società contemporanea. Un progetto che nasce all'interno dell'Università degli Studi di Firenze ma guarda al panorama nazionale e internazionale, promuovendo un dialogo costante tra formazione, ricerca e industria.
Perché il futuro della moda non si costruisce inseguendo le tendenze, ma comprendendo le strutture, le relazioni e i processi che le rendono possibili. È proprio questo il senso di Grain: seguire il filo della conoscenza per dare forma al futuro del tessile e della moda.
Grain No.1 sarà presentato alla libreria Fashion Room di Prato in via Ser Lapo Mazzei, 27-29
alla presenza degli studenti, dei docenti e delle istituzioni locali.
07/10/2026 13.13
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