Camera di Commercio di Firenze
"Lo statuto della Cciaa e l'Enciclica di Francesco in entrambi al centro la dignità del lavoro"
L'arcivescovo Gambelli davanti alla giunta camerale: "Conosco i problemi delle aziende, mia mamma dovette chiudere la sua sartoria. Colpito dalla vicenda degli autisti At che hanno dovuto lasciare per il caro vita". Manetti: "Il problema dell'abitare tocca anche le imprese che non trovano il personale di cui hanno bisogno, fondamentale ascoltare la Chiesa anche sui temi delle aziende, dei giovani e della disoccupazione"
"Ritengo l'ascolto fondamentale e sono qui per condividere con voi le speranze, le angosce e le difficoltà dei nostri cittadini". Lo ha detto monsignor Gherardo Gambelli, arcivescovo di Firenze, davanti alla giunta della Camera di commercio di Firenze, presieduta da Massimo Manetti e alla presenza del segretario generale Giuseppe Salvini, nel corso dell'incontro di oggi - il primo di questo genere nella storia della Cciaa fiorentina - tra la massima autorità ecclesiastica cittadina e il "governo" dell'Ente camerale a cui è affidata la tenuta del registro delle imprese e la promozione delle aziende. A tal proposito monsignor Gambelli ha incrociato la lettura di un comma dello Statuto della Camera di commercio con l'Enciclica "Fratelli tutti" di Papa Francesco, per evidenziare che entrambi i documenti coincidono "nel promuovere la dignità del lavoro come dimensione irrinunciabile della vita sociale. Mi ha molto colpito – ha aggiunto Gambelli - la vicenda di quegli autisti di Autolinee Toscane che hanno dovuto lasciare il lavoro" perché a volte "i salari non rispondono alle aspettative".
"E' fondamentale fare squadra, il problema dei costi elevati dell'abitare colpisce anche le imprese che incontrano grosse difficoltà nel reperire il personale specializzato di cui hanno bisogno", ha detto, richiamandosi alle parole di Gambelli, il presidente della Camera di commercio Manetti, che aveva introdotto l'incontro spiegando le ragioni dell'invito in Camera di commercio. "L'ascolto è importante per fare scelte giuste – aveva detto Manetti - per questo la Camera di commercio ha invitato monsignor Gambelli che guida e rappresenta un comunità così rilevante come quella della Chiesa fiorentina e dei suoi fedeli. Con lui parliamo dei temi che stanno a cuore a entrambe le istituzioni: la disoccupazione e i giovani, le difficoltà del ricambio generazionale nelle imprese, i problemi dell'abitare che rendono complicata la vita dei cittadini e dei fedeli".
Monsignor Gambelli, riprendendo alcune delle sollecitazioni arrivate durante l'incontro, ha ricordato l'importanza di un approccio etico alle relazioni, così come all'innovazione tecnologica - in particolare all'intelligenza artificiale - e al lavoro che cambia. In un momento di crisi della politica, dell'economia e della società, dobbiamo essere "costruttori di ponti – ha detto – 'disarmando le parole' come ripete Papa Leone XIV, tessendo la pace, esercitando la capacità di mediazione e ascoltando gli altri, anche quando la pensano in un modo che non è il nostro. E questo - ha ricordato l'arcivescovo - vale soprattutto per i giovani, che devono essere ascoltati e coinvolti nei processi decisionali" per non disperdere il contributo di vivacità e creatività che la loro partecipazione attiva genera per la crescita del tessuto sociale ed economico.
Rispondendo alla domanda di un componente della giunta camerale sulle difficoltà che le imprese, e quelle artigiane in particolare, devono affrontare a causa di pastoie burocratiche e alta tassazione, monsignor Gambelli ha mostrato solidarietà: "Conosco personalmente questi problemi, mia mamma era una sarta artigiana e ha dovuto chiudere la propria attività a causa delle difficoltà di cui mi parlate".
07/10/2026 13.16
Camera di Commercio di Firenze