Città Metropolitana di Firenze
La Città Metropolitana di Firenze all’European Metropolitan Authorities Forum - Ema 2026 a Istanbul
Innocenti: "L’acqua non 'rispetta' i confini amministrativi"
La Città Metropolitana di Firenze, rappresentata dalla consigliera delegata Alessandra Innocenti, ha partecipato all’European Metropolitan Authorities Forum - Ema 2026 a Istanbul con un intervento che ha posto al centro il tema dell’acqua.
Il 7 e 8 ottobre si è svolto questo importante appuntamento annuale per lo scambio di esperienze tra le grandi metropoli: l'?Ema è una rete fondata nel 2015 che unisce 55 metropoli, tra cui la Città metropolitana di Firenze, e rappresenta 93 milioni di abitanti nel dialogo con le istituzioni europee e nazionali.
Il tema scelto per questa edizione, “Governing the Metropolitan Future: Policies, Funds and Climate-Driven Water Risks”, mette insieme alcune delle sfide più importanti per i territori: il futuro dei fondi europei e della Politica di Coesione, la governance delle aree metropolitane, la pianificazione e la capacità di affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici, dalla gestione dell’acqua al rischio alluvionale.
Il documento finale sottoscritto a Istanbul individua le priorità comuni in materia di governance territoriale, transizione energetica, coesione sociale e gestione delle risorse idriche, chiedendo alle istituzioni dell’Unione europea un maggiore coinvolgimento degli enti metropolitani nella definizione delle politiche comunitarie e un accesso più efficace ai finanziamenti per gli investimenti locali.
In questo contesto, le Città Metropolitane diventano laboratori di governance innovativa, capaci di tradurre le grandi strategie europee in azioni tangibili.
Innocenti ha parlato dell'importante sfida climatica e idrica che la nostra area metropolitana affronta oggi e del ruolo che dovrebbe giocare la governance metropolitana nel risolverla.
“La Città Metropolitana di Firenze si trova di fronte a una sfida che è al tempo stesso legata all’acqua, al clima e al territorio. Nell’area metropolitana fiorentina, i cambiamenti climatici hanno assunto forme concrete e drammatiche: le alluvioni che hanno devastato la Valle dell’Arno e la pianura fiorentina lo scorso anno, le ondate di calore dell’estate 2026, la siccità che colpisce le zone montane. Non sono questioni astratte. Sono vite umane, territori e infrastrutture a essere in gioco.
Ma qui scopriamo qualcosa di importante: la sfida non è solo tecnologica. È, prima di tutto, una questione di governance. L’acqua non rispetta i confini amministrativi.
Pensiamo al bacino dell’Arno. Nasce sulle montagne del Mugello e del Casentino, segue il corso del Sieve e dell’Arno, e raggiunge il cuore di Firenze. Coinvolge più province, regioni e comuni. Ciò che accade a monte si ripercuote a valle, con alluvioni o siccità. Le ondate di calore colpiscono gli abitanti della pianura in modo diverso rispetto a quelli delle zone montuose. E lo spopolamento delle aree interne riduce la nostra capacità di prevenzione e tutela del territorio.
Questo è il ruolo della governance metropolitana. Non può limitarsi a eseguire politiche nazionali o regionali. Deve diventare il luogo in cui avviene una vera coordinazione. Dove 41 comuni parlano la stessa lingua in tema di acqua e clima. Dove la pianificazione territoriale e la risposta alle emergenze non sono separate, ma parte di una stessa visione.
Abbiamo scelto di farlo con il Piano Territoriale Metropolitano, approvato il 9 luglio 2026. Non è uno strumento gerarchico, ma uno di governance collaborativa. Dice che la resilienza non è qualcosa che un singolo attore può costruire da solo, ma ciò che costruiamo insieme.
E con l’accordo «Con le Montagne», lanciato il 2 settembre 2026 nel Parco delle Foreste Casentinesi a San Godenzo, abbiamo riconosciuto il valore del capitale naturale delle aree montane interne: il Mugello, la Romagna Toscana e la Val di Sieve. Sono risorse fondamentali per la resilienza dell’intera area metropolitana.”
In seguito, la Consigliera ha illustrato quali dovrebbero essere le priorità delle autorità metropolitane nella costruzione della resilienza ai rischi idrici legati al clima.
“Ci sono tre priorità, strettamente collegate, che stiamo attuando attraverso progetti concreti.
La prima riguarda le infrastrutture naturali e idriche: non bastano le dighe o gli impianti di depurazione, per quanto necessari. Dobbiamo anche restituire al territorio la capacità di assorbire, filtrare e rigenerare.
Parto da un’infrastruttura che mostra cosa significa governance in pratica. Il nostro sistema idrico nasce in montagna, dal lago artificiale di Bilancino. Qui l’acqua viene trattenuta nei periodi di abbondanza e rilasciata quando serve. Scorre lungo il fiume Sieve, poi lungo l’Arno, fino a Firenze. Nel cuore della città, all’impianto di Anconella, l’acqua viene prelevata dal fiume e depurata. Da qui viene distribuita a molti comuni della Città Metropolitana e fino alla città di Prato.
Una catena unica, dalle montagne alla città. Ci protegge dalle alluvioni e garantisce l’acqua ai nostri rubinetti anche in tempi di siccità. Ecco perché montagne e pianura devono essere governate insieme.
Parallelamente, stiamo piantando alberi. Il nostro Programma Sperimentale di Riforestazione Urbana, finanziato dal governo nazionale, ha vinto 5 progetti per nuove foreste urbane. Nell’estate 2026, abbiamo imparato che il verde urbano è un’infrastruttura critica.
La seconda priorità considera che una pianificazione non deve creare nuove vulnerabilità. Il Piano Territoriale Metropolitano approvato a luglio ha fatto qualcosa di radicale. Ha identificato le Aree di Territorio di Interesse Metropolitano, il sistema dei fiumi Arno, Pesa, Greve ed Ema. Ha anche stabilito chiaramente dove è autorizzata la costruzione, in base alla vulnerabilità idrogeologica. Non è proibizionismo. Significa che, quando autorizziamo un progetto edilizio, sappiamo dove va l’acqua piovana, dove avviene lo scarico e chi è a rischio.
Terza priorità riguarda l’economia circolare dell’acqua. Abbiamo stimato che nel nostro territorio il 60-70% delle acque depurate potrebbe essere riutilizzato per l’irrigazione agricola, l’idroponica e la pulizia delle strade. I 17 depuratori della Piana Fiorentina hanno questa capacità. Non è una fase di studio: è in fase di progettazione per il 2027.
E tutto questo deve essere fatto con qualcosa che a volte dimentichiamo: la partecipazione genuina delle comunità. La Tavola Permanente per la Sostenibilità Municipale, che abbiamo istituito, coinvolge sindaci, associazioni e università. Non è una consultazione: è una co-decisione.”
13/10/2026 9.31
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