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Città Metropolitana di Firenze
Ortobioattivo. Presentazione progetto Foglioliva: come le foglie che ci circondano — olivo, alloro, opunzia, aloe — possono diventare scudo cellulare contro lo stress ossidativo
Sabato 17 Ottobre dalle ore 9.30 alle ore 13.00 in Sala Pistelli (Palazzo Medici Riccardi, Via Cavour n.3, Firenze)
Incontro di approfondimento sulla Fitoterapia con il Prof. Fabio Firenzuoli docente di Fitoterapia Clinica e Fitovigilanza presso l’Università Telematica E-Campus e Direttore del Centro di Eccellenza e Ricerca Fitoterapica presso l’Istituto Fanfani di Firenze.
Dialoga con il prof. Firenzuoli il Dr. Armando Sarti pioniere della “medicina narrativa” e della “terapia intensiva aperta”, attualmente impegnato a promuovere corretti stili di vita, alimentazione e buona pratiche per la salute.

Introduce il Dr. Andrea Battiata, agronomo e fondatore di Ortobioattivo

I. Il nemico invisibile
Ogni cellula del nostro corpo respira, e nel respirare produce scorie. I radicali liberi sono molecole instabili, con un elettrone spaiato in cerca disperata di completarsi: nascono fisiologicamente dal metabolismo mitocondriale e dalla risposta immunitaria, ma la loro produzione si impenna sotto l'effetto di fattori esterni — raggi UV, inquinamento atmosferico, fumo, pesticidi, stress cronico.
Quando la loro quantità supera la capacità difensiva dell'organismo si parla di stress ossidativo: i radicali liberi strappano elettroni a lipidi di membrana, proteine e persino al DNA, innescando una cascata di danno cellulare. È un meccanismo silenzioso ma pervasivo, oggi riconosciuto come cofattore in invecchiamento precoce, patologie cardiovascolari, neurodegenerative e infiammazione cronica di basso grado — lo stesso terreno su cui insistono molte delle ricerche che seguiamo nel progetto OBA.NUTRA.FOOD con il Prof. Francesco Sofi.

II. La difesa naturale
Il corpo non è disarmato. Dispone di un sistema antiossidante endogeno — glutatione, superossido dismutasi, catalasi — capace di neutralizzare i radicali liberi donando un elettrone senza a sua volta destabilizzarsi. Ma questo sistema, da solo, non basta: dipende in larga parte da un rifornimento costante di molecole antiossidanti esogene, che l'organismo non sa sintetizzare autonomamente.
– Polifenoli e flavonoidi neutralizzano i radicali per donazione elettronica diretta.
– Vitamine C ed E agiscono in sinergia, rigenerandosi a vicenda nel ciclo redox.
– Molti fitocomplessi modulano anche l'espressione genica delle difese antiossidanti endogene (via Nrf2).
È qui che il mondo vegetale — e in particolare le foglie, spesso trascurate rispetto a frutti e radici — rivela una concentrazione di principi attivi sorprendente.
Il fitocomplesso di una foglia non è la somma delle sue molecole, ma un equilibrio che il suolo ha reso possibile.

III. La farmacia verde: tisana di foglie del progetto “Foglioliva Ortobioattivo”
Alcune specie che coltiviamo o osserviamo quotidianamente nei nostri campi offrono un patrimonio antiossidante documentato dalla letteratura scientifica:
Olivo (Olea europaea)
Le foglie sono tra le fonti più studiate in ambito mediterraneo: l'oleuropeina, polifenolo di punta, unisce forte attività antiossidante ad azione antinfiammatoria e ipotensiva.
Alloro (Laurus nobilis)
Foglie sempreverdi ricche di composti fenolici ed eucaliptolo; la tradizione mediterranea le impiega da millenni, e la letteratura ne conferma l'attività antiossidante e antimicrobica.
Opunzia - fico d'India (Opuntia ficus-indica)
I cladodi (le "foglie" carnose) sono ricchi di polifenoli, flavonoidi e mucillagini; pianta CAM adattata a stress idrico estremo, con profilo antiossidante ben documentato.
Aloe (Aloe barbadensis)
Il gel fogliare contiene polifenoli, vitamine C ed E e polisaccaridi con riconosciuta attività antiossidante e lenitiva.

IV. Il filo che si lega al Metodo Bioattivo
Non è un caso che le piante più ricche di fitocomplessi antiossidanti siano spesso quelle cresciute in condizioni di stress moderato e biodiversità del suolo elevata: la pianta produce metaboliti secondari di difesa proprio in risposta a uno stimolo, ed è la vitalità biologica del suolo — la stessa che coltiviamo con il metodo Ortobioattivo — a permetterle di farlo senza esaurirsi.
È lo stesso principio che ritroviamo, secoli prima della biochimica moderna, nell'intuizione di Hildegard von Bingen: ogni pianta porta in sé una "viriditas", una forza verde che cura perché prima ancora nutre. La farmacia del bosco non è un'alternativa alla scienza — ne è la premessa.

15/10/2026 14.46
Città Metropolitana di Firenze