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Città Metropolitana di Firenze
Pena di morte: il Consiglio della Città Metropolitana di Firenze approva all’unanimità una risoluzione per Christa Pike
Per chiedere la commutazione della pena in ergastolo, evitando ulteriori tentativi di esecuzione
Il Consiglio della Città Metropolitana di Firenze ha votato all’unanimità una risoluzione, presentata dal Consigliere del Centrodestra Alessandro Scipioni e integrata con osservazioni di Pd e Territori al centro, che chiede di commutare la pena capitale che pende su Christa Pike in carcere a vita, dopo le atroci evidenze in due procedure di esecuzione.

La decisione del Consiglio richiama prima di tutto il fatto che la Toscana è stato il primo Stato al mondo ad abolire la pena di morte e la tortura con il celebre Codice Leopoldino del 1786, ispirato ai princìpi di umanità e proporzionalità della pena teorizzati da Cesare Beccaria nella sua opera fondamentale “Dei delitti e delle pene”.
Inoltre, la Costituzione della Repubblica Italiana, all'articolo 27, ripudia ogni forma di trattamento contrario al senso di umanità e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, all'articolo 5, stabilisce il divieto assoluto di sottoporre chiunque a tortura o a trattamenti crudeli, inumani o degradanti.
Infine, la stessa Costituzione degli Stati Uniti d'America, attraverso l'8° Emendamento, vieta in modo inequivocabile l'imposizione di punizioni inusuali e crudeli.

A partire da questi presupposti e considerata anche la storia personale e processuale di Pike, il Consiglio Metropolitano di Firenze ha approvato all’unanimità la risoluzione che impegna la Sindaca Metropolitana alla trasmissione della stessa alle istituzioni competenti e al Governatore del Tennessee, per chiedere la commutazione della pena in ergastolo, evitando ulteriori tentativi di esecuzione.
L’atto si propone inoltre di promuovere iniziative di sensibilizzazione culturale e istituzionale sul rifiuto della pena capitale, coinvolgendo scuole, università e cittadini in un percorso di riflessione collettiva, in particolare sul rispetto per la dignità umana.

"Siamo estremamente soddisfatti che la nostra mozione sia stata condivisa e sottoscritta da tutti i capigruppo - dichiara Alessandro Scipioni, capogruppo Centrodestra e Civici per il Cambiamento - Risparmiare la vita a questa donna è un dovere e un atto di civiltà imprescindibile: sottoporla a un nuovo tentativo di esecuzione significherebbe, a tutti gli effetti, infliggerle una tortura, un'azione incompatibile con i nostri valori cristiani e civili, come ricordato anche da Papa Leone e sottolineato dai vescovi statunitensi. Sarebbe inoltre una mancanza di rispetto verso i sanitari che si sono battuti per salvarle la vita. Dalla Toscana, prima terra al mondo ad abolire la pena capitale, un gesto umanitario non è solo lecito, ma dovuto".

Per Nicola Armentano, capogruppo del Pd in Consiglio metropolitano, "sono decisivi un sentimento e un pensiero unitari in situazioni come queste anche per dire quanta cultura hanno creato la nostra democrazia e quelle europee nel mondo per indicare strade più umane e più adeguate. Christa Pike peraltro soffre di disturbi psichici, ha subito abusi e traumi infantili e la pena di morte non è certo una cura né per lei né per il corpo sociale. Intendiamo evidenziare anche quanto cammina ancora c'è da fare per fermare la pena capitale in tutto il mondo, anche se negli ultimi trent'anni sono stati fatti molti passi avanti nonostante stagioni di guerre e terrorismo".

Enrico Marchi, capogruppo Territori al Centro-Casa Riformista, ringrazia "il consigliere Scipioni per aver portato all’attenzione del Consiglio un tema così importante, con un documento condiviso da tutti i gruppi consiliari. Siamo consapevoli dei limiti di poter incidere su vicende così lontane, ma questo non può giustificare il silenzio. Il caso Pike e, più in generale, il ricorso alla pena di morte negli Stati Uniti ci impongono una posizione netta. È un dovere civico e istituzionale, verso i cittadini che rappresentiamo e verso la nostra storia. Il Granducato di Toscana fu, nel 1786, il primo Stato al mondo ad abolire la pena di morte: un’eredità che ci impone ancora oggi di far sentire con forza e senza ambiguità la nostra voce contro la pena capitale”

17/10/2026 8.27
Città Metropolitana di Firenze