Istituto Storico della Resistenza
Donne della Resistenza, più protagoniste che gregarie. Un video e percorsi didattici per ristabilire la verità dei fatti
Nell'archivio dell'Istituto Storico Toscano della Resistenza documenti che fanno luce su figure di primo piano. Un progetto realizzato con il contributo dell'assessorato alla Cultura della Memoria della Regione Toscana
Emarginate da una narrazione della lotta di liberazione dal nazifascismo tutta al maschile e per molti decenni messe in secondo piano da una storiografia scritta da uomini e dedicata per lo più ad essi, alle donne della Resistenza è dovuta, una volta per tutte, la restituzione della piena dignità di protagoniste attive nella società civile e nella lotta armata, superando una posizione diffusa che le ha raccontate prevalentemente gregarie.
Con questo obiettivo l'Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell'Età Contemporanea ha promosso l'articolato progetto Resistenze femminili: fonti, storie, percorsi, selezionato e finanziato nell'ambito dell'avviso pubblico della Regione Toscana, assessorato alla Cultura della memoria, per la tutela e valorizzazione del patrimonio storico, politico e culturale dell'antifascismo e della Resistenza e di promozione di una cultura di libertà, democrazia, pace e collaborazione tra i popoli.
Questa mattina, nella sede dell'ISRT, a presentare i risultati dell'intervento sono intervenuti il presidente Vannino Chiti, l'assessora regionale alla Cultura della Memoria, Alessandra Nardini e il direttore dell'ISRT Matteo Mazzoni che, con l'archivista Maria Caterina Sechi, lo ha progettato.
"Nomi, cognomi, personalità, ruoli e contributi dati alla lotta al nazifascismo. L'ISRT, insieme a tutto il sistema degli istituti toscani, ha esplorato a fondo i suoi archivi e riportato in piena luce le tante e diverse donne toscane impegnate nella Resistenza per la costruzione dell'Italia democratica - ha messo in evidenza il presidente Chiti - Nel progetto si sono intrecciate tre iniziative: la produzione di un video per divulgare e far conoscere a tutti queste figure troppo a lungo messe in secondo piano; lo svolgimento di attività didattiche di trekking urbano con le studentesse e gli studenti alla ricerca delle tracce lasciate da queste protagoniste; la presentazione di pubblicazioni dedicate al tema specifico anche in considerazione del fatto che le nuove generazioni di storici stanno dimostrando un interesse crescente al tema delle donne nella Resistenza".
La Resistenza delle donne in Toscana e a Firenze è una storia di coraggio, partecipazione e impegno civile. Da oggi un video dal titolo Donne nella Resistenza fiorentina, 1943-1944, pubblicato sul canale YouTube dell'ISRT, rende giustizia a protagoniste di primo piano della storia della città. L'hanno curato le storiche Francesca Cavarocchi e Giada Kogovsek. Regia e montaggio sono di Nicola Melloni - Rumi produzioni.
"Proteggere da tentativi di negazionismo e revisionismo, approfondire, diffondere ed attualizzare la Memoria, con particolare attenzione verso le giovani generazioni, è da sempre un impegno che, come Regione Toscana, convintamente portiamo avanti, orgogliose ed orgogliosi di affondare le radici nei valori dell'antifascismo e della Resistenza - ha affermato l'assessora Nardini - Crediamo che questo sia un preciso dovere delle istituzioni e noi cerchiamo di adempiere al meglio anche grazie al prezioso ed insostituibile lavoro dell'Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell'Eta' contemporanea e della rete degli Istituti presenti nei territori toscani.
In questo specifico progetto si fa un'ulteriore scelta importante: si valorizza il ruolo attivo delle donne nella Resistenza e nella lotta di Liberazione, a lungo taciuto ed ancora oggi non adeguatamente riconosciuto e celebrato. Sono davvero felice che oggi, seppur con ritardo, nel nostro Paese si stia prendendo sempre più consapevolezza del contributo fondamentale delle donne.
A maggior ragione alla luce dei rigurgiti nazifascisti a cui assistiamo e di uno scenario internazionale in cui tornano guerre e violenze, oggi più che mai dobbiamo diffondere la Memoria, raccontare l'abisso toccato dell'umanità, le responsabilità del fascismo e del nazismo e ricordare le donne e gli uomini che scelsero la parte giusta della storia, battendosi per la libertà, la democrazia e la pace. La Memoria come vaccino rispetto all'indifferenza e alla rassegnazione.
Nella provincia di Firenze circa 400 donne furono riconosciute come patriote o partigiane combattenti, ma il loro numero reale fu certamente più ampio. Fondamentale fu anche la Resistenza civile, con l'assistenza prestata a perseguitati politici, ebrei, renitenti alla leva e militari alleati in fuga, grazie a reti di solidarietà che coinvolsero religiose e laiche.
Non soltanto staffette, dunque, le donne contribuirono alla lotta clandestina attraverso il trasporto di informazioni, armi e medicinali, la diffusione della stampa antifascista, la raccolta di informazioni militari, il sabotaggio e la partecipazione agli scioperi operai. Tra le figure che emergono nel video ci sono Maria Luigia Guaita, impegnata nei collegamenti tra i comandi partigiani e gli Alleati, Tosca Bucarelli, coinvolta nelle azioni armate dei Gruppi di Azione Patriottica (GAP) Gilda Larocca, attiva in radio CORA, Tina Lorenzoni, crocerossina e Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria. Accanto a loro, Anna Fondi, Tosca Martini e Walma Montemaggi testimoniano il protagonismo femminile nelle lotte operaie e nelle reti clandestine, mentre Anna Maria Enriques Agnoletti, torturata e fucilata nel giugno 1944, rappresenta il sacrificio di chi non cedette alle persecuzioni fasciste. Con la Liberazione, molte di queste donne proseguirono il proprio impegno nella politica, nelle istituzioni, nei sindacati e nelle associazioni, come Eleonora Benveduti Turziani, eletta a Scandicci prima donna sindaco della Toscana
Sono oltre 200 le ragazze e i ragazzi di dieci classi degli istituti Galileo, Castelnuovo, Rodolico, Cellini, Marco Polo, Russel Newton e Chino Chini che hanno partecipato alle attività didattiche di trekking - nel centro storico o ne quartiere di Sant'Ambrogio - alla scoperta delle vicende e delle testimonianze delle donne che contribuirono alla lotta di Liberazione.
Ma c'è anche un'altra attività da segnalare. Grazie al proprio personale, l'Istituto ha avviato la trascrizione di interviste a otto donne registrate su nastro nei decenni scorsi, che saranno messe a disposizione dell'utenza. Antifasciste e donne "comuni" che hanno raccontato memorie delle proprie vicende fra fascismo, guerra e Resistenza. Si recupera così un patrimonio documentario che, data la natura sempre più obsoleta del supporto sul quali era stato memorizzato, erano fino ad ora di difficile fruizione.
L'incontro sul tema Donne e Resistenza conclude il progetto, venerdì 30 ottobre, alle ore 18, presso l'SMS Rifredi. Saranno presentati il volume Una donna nella Resistenza di Federico Maistrello e la guida Sui loro passi. Alcuni itinerari di guerra e Resistenza a Firenze di Giada Kogovsek e Letizia Fuochi. Dopo i saluti di Carla Rossetti, presidente dell'ANPI Rifredi, interverranno l'autore Federico Maistrello, ricercatore ISTRESCO, e le autrici Giada Kogovsek dell'ISRT e Letizia Fuochi, cantautrice e storica. L'incontro sarà introdotto e coordinato da Matteo Mazzoni, direttore dell'ISRT.
19/10/2026 15.59
Istituto Storico della Resistenza