A 100 anni dalla morte di Giovanni Amendola a seguito delle violenze fasciste, l’Istituto storico toscano della Resistenza e dell'età contemporanea toscano e il Presidente del Consiglio comunale vogliono ricordarlo con una conferenza che vedrà protagonista il prof. Umberto Sereni, già docente di Storia contemporanea dell'Università di Udine, autore di vari studi sulla storia d'Italia fra Ottocento e inizio Novecento.
L’incontro - mercoledì 28 ottobre, a partire dalle 16 in Sala Firenze Capitale a Palazzo Vecchio - sarà aperto dai saluti istituzionali del Presidente del Consiglio Cosimo Guccione e dall’introduzione del direttore dell’ISRT Matteo Mazzoni che richiamerà il contesto storico entro cui si è compiuta e conclusa tragicamente la parabola di Amendola. fra crisi dello Stato liberale, avvento al potere del fascismo e svolta totalitaria dopo l'assassinio di Giacomo Matteotti.
Nato a Napoli, cresciuto a Firenze e a Roma, Giovanni Amendola si iscrisse adolescente alla gioventù socialista e subì il primo arresto per motivi politici. Collaboratore di prestigiose riviste e quotidiani (La Voce, Il Resto del Carlino, il Corriere della Sera, Il Mondo, che fondò nel 1922), fu tra i primi a usare il concetto di totalitarismo per descrivere il fascismo.
Eletto deputato del Regno d'Italia, fu sottosegretario alle Finanze (1920) e Ministro delle Colonie nel 1922 all’interno del governo Facta. Dopo l’ascesa di Benito Mussolini, guidò l'opposizione democratica e fu tra i promotori della secessione dell’Aventino (1924) e dell'Unione Nazionale. Strenuo oppositore del regime, subì diverse aggressioni da parte delle squadre fasciste, a Roma prima e poi, nel 1925, a Montecatini. Morì in esilio a Cannes il 7 aprile 1926, in seguito ai traumi subiti.
“La democrazia è una conquista che abbiamo ereditato da chi, come Amendola, l’ha fondata, e che noi abbiamo il dovere di preservare, curare, far progredire. Non c’è progresso senza giustizia. Ricordare Amendola, un liberale che di fascismo morì, è un dovere e uno sprone e siamo felici di farlo oggi, insieme agli amici dell'Istituto Storico della Resistenza”, le parole del Presidente del Consiglio comunale Cosimo Guccione.
“Questo appuntamento non rappresenta solo come doveroso omaggio in occasione del centenario, ma anche come occasione di riflessione sulla crisi della democrazia parlamentare che segna il nostro presente, pur all'interno di dinamiche e situazioni diverse rispetto all'Italia e al mondo di 100 anni fa”, la dichiarazione dell’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea Matteo Mazzoni.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. È gradita la prenotazione scrivendo a
presidente.consiglio@comune.fi.it